Archivi tag: selftitled

“Saudade EP” by Saudade

di Umberto Damigiano

saudadeDirettamente dalla Riviera (quella del Brenta) arrivano i giovanissimi Saudade. Nati verso la fine del 2014 dalle ceneri degli Hugger-Mugger, il trio veneto fin dagli esordi ha proposto un repertorio di canzoni proprie indirizzato verso un sound-disagio ascrivibile all’Emo degli anni 90, al Post-Rock e all’ Hardcore, il tutto suonato con un certo sentore di 90’s Skate Punk unito al Melodic Hardcore dei primi Title Fight. Nel mese di Ottobre i Sad Punx pubblicano “Nightbirds”, primo singolo in assoluto che preannuncia l’uscita del loro Self Titled EP, per ora fuori in digitale nel mese di Ottobre. Continua a leggere “Saudade EP” by Saudade

“Ricordi?” by Ricordi?

di Umberto Damigiano

a1695913894_10I Ricordi? sono una band Grunge/Punk nata nel 2014 e proveniente dalla Riviera Romagnola; il gruppo è formato da membri di altre band della nostra scena Punk, Sergio dei Lantern e Cant degli Onoda. Continua a leggere “Ricordi?” by Ricordi?

“We Came As Romans” by We Came As Romans

Di Sara Cavazzini

We_Came_As_Romans_AlbumQuesta estate mi sta dando poche gioie e mi sta annoiando molto, talmente tanto che ho addirittura deciso di fare una recensione, di un album che avrebbe dovuto far svoltare la situazione e avrebbe dovuto essere una gioia, invece purtroppo non è stato così; l’album in questione è il selftitled dei We Came As Romans, uscito il 24 luglio.

Arrivati ormai al quarto full lenght, come sempre precisi ogni due anni, è noto che i We Came As Romans cambino un po’ ad ogni loro uscita, ed è questa una cosa che ho sempre molto apprezzato, quindi non mi aspettavo niente di ciò che avevo già sentito, ma mi aspettavo molto, forse troppo. Continua a leggere “We Came As Romans” by We Came As Romans

“Super Unison” by Super Unison

di Umberto Damigiano

a1952449245_10I Super Unison sono una band Post-hardcore proveniente da Oakland/San Francisco; nato verso la fine del 2014 il quartetto è capitanato da Meghan O’Neil che, dopo aver lasciato i Punch nel Settembre del 2014, decide di dedicarsi completamente a questo nuovo progetto in veste di bassista/cantante.
Nel mese di Maggio e parallelamente al loro mini tour con i Composite, la band pubblica una preview del proprio self titled EP, fuori per Conditions Records e limitata a 150 copie su cassetta. Continua a leggere “Super Unison” by Super Unison

“Red City Radio” by Red City Radio

di Umberto Damigiano

Red-city-radio-self-titled

Voci roche ed intense, barbe incolte e cori perlopiù orgasmici, una delle band più quotate e che assolutamente preferisco del panorama punk rock (o org-core) è finalmente pronta per ritornare alla riscossa con un nuovo chitarrista ed un nuovo Self-Titled  che ha scombussolato i fan della giovane band, ebbene Oklahoma City è la città, Red City Radio è la band di cui sto parlando;  in attività dal 2007 la band finora può contare due EP, due split EP e due full-lenght, dopo aver pubblicato l’EP Chronic Dookie  agli inizi del 2015 nel mese di aprile il quartetto org rilascia il terzo full-lenght, fuori per la Staple Records nel mese di aprile.

L’album è composto da dieci brani che effettivamente virano verso sonorità meno concise e veloci rispetto ai precedenti lavori, il tutto è più rilassato ma con quel tocco di energia e potenza che comunque ti permette di apprezzare a pieno il suddetto lavoro. L’opener “Watcha Got?” è una vera e propria mina, intro che lascia spazio all’inconfondibile voce di Garrett per poi trasformarsi in un tripudio di energia e vivacità che ti cattura fin da subito nella propria coinvolgente spirale; ritmi scanzonati e liberatori, assoli ben congegnati, cori orgasmici e presenza di sonorità meno “rudi”, ecco gli elementi che caratterizzano tracce come  “Two out of Three Ain’t Rad”,  “I Should Have Known” e “Stranger”; l’album è composto però anche da brani più interiori e cupi che però riescono comunque a non annoiare l’ascoltatore grazie alla creatività/dinamicità presente, ne sono un esempio “Let Me In”, “Pretend Kings” e “In the Meantime”, il tutto si chiude con “I’ll Catch a Ride”, una traccia che con i suoi sette minuti circa ci conduce verso la fine del full-lenght in maniera pacata e sostenuta, gli ultimi minuti sono quelli più energici ed intensi dove la band dell’Oklahoma attraverso un assolo di chitarra pone fine a questo straordinario disco. I Red City Radio sono una di quelle band che non mi hanno mai deluso e per me ogni loro album è qualcosa di completamente straordinario, ed un’ennesima volta ho avuto la conferma di quanto questi ragazzi siano in assoluto una delle migliori formazioni punk rock attualmente presenti in giro.

Voto: 4/5