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NUOVA CANZONE: “Haunt Me” by Counterparts

Manca sempre meno all’uscita del nuovo album dei Counterparts, e per farci salire l’hype la band ha pubblicato un’altra canzone, Haunt Me. You’re Not You Anymore uscirà il 22 settembre per Pure Noise Records. Ascolta qui sotto il nuovo singolo!

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“Dissonants” by Hands Like Houses

di Martina Pedretti

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Il 26 Febbraio, via Rise Records, esce il terzo album degli Hands Like Houses.“Dissonants” è composto da 12 tracce, dentro le quali si alterano vari generi sperimentati dalla band australiana. Il disco è stato preceduto da alcuni singoli quali ” I Am”, “New Romantics” e “Colourblind”. E’ anche il primo disco su cui non lavora l’ormai ex tastierista Jamal Sabet, che ha abbandonato la band nel 2014. Importante è la collaborazione con Caleb Shomo, attuale cantante dei Beartooth e ex membro degli Attack Attack!, il quale ha scritto alcuni dei brani del disco. Continua a leggere “Dissonants” by Hands Like Houses

Let’s Keep It Short! – Dicembre ’15/Gennaio ’16

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“Breathe Again” by Spoken
11 Dicembre
Artery Recordings

Gli Spoken sono famosi per cambiare sound praticamente ad ogni album; questa volta invece il lavoro si muove più o meno nella stessa direzione del precedente “Illusion”, quello che cambia è l’etichetta. Ciò che colpisce è l’insieme di grandi riff, batteria pestata, voce potentissima e le dinamiche con cui si passa dai momenti più heavy a quelli più lenti. Il disco non fa altro che confermare la grandezza della band. Continua a leggere Let’s Keep It Short! – Dicembre ’15/Gennaio ’16

TOP 10: Sara’s albums of the year (2015)

Di Sara Cavazzini
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Quest’anno è stato difficile perché la maggior parte degli album che aspettavo di più non mi sono piaciuti, e quando dico la maggior parte intendo proprio tanti, della top 10 qua sotto quelli che pensavo ad inizio anno che sarebbero stati di sicuro in classifica sono solo i primi due. Ad esempio gli Our Last Night hanno fatto un disco brutto, i We Came As Romans uno talmente vergognoso che ho addirittura fatto una recensione per esprimere il mio disappunto, gli State Champs insipido, i Knuckle Puck noioso (li sto sentendo i vostri insulti, sappiatelo), gli All Time Low non commento nemmeno (anche perché l’ho già fatto qui), quello dei Four Year Strong non mi ha preso, quello dei Citizen gran delusione, e la smetto che mi sto dilungando, ma ce ne sarebbero tanti altri, quindi capite che è stato proprio un anno abbastanza di merda. Pensate che quando è uscito, non mi piaceva nemmeno il disco dei Neck Deep e ho passato intere settimane in crisi d’identità, ma poi alla fine è in classifica quindi ve lo racconto dopo come è andata. Il disco dei Light Years avrebbe potuto piacermi tantissimo, ma le mie colleghe mi hanno rotto talmente tanto le palle dicendomi di ascoltarlo che mi è passata la voglia e non l’ho ancora fatto. Un album che non mi aspettavo mi piacesse è quello dei The Story So Far, e visto che non è in classifica mi sembrava giusto dirlo. Grandi esclusi sono i Don Broco, ma solo per via di problemi tecnici. Anche quello di Tom Delonge mi è piaciuto, ma non voglio scatenare flame a riguardo. Adesso la smetto di lamentarmi e parlo delle cose belle!

10) “Get Lost, Find Yourself” by Chunk! No, Captain Chunk!
Mi spiace sia solo alla posizione 10 perché pensavo sarebbe stato molto più avanti, il corso degli eventi ha voluto così, ma ciò non toglie che sia una bomba.

9) “All We’ve Ever Known” by Light You Up
Questo è stato il primo album che mi ha fatto pensare “questo è uno dei dischi dell’anno”, loro sono della città più bella del mondo, ovvero Birmingham, e li teniamo d’occhio da parecchio e questo album è bellissimo.

8) “Life’s Not Out To Get You” by Neck Deep
Come ho anticipato prima, questo album mi ha messo in difficoltà. Mi aspettavo tantissimo, ma non sapevo nemmeno io esattamente cosa. Per tutti gli album in questa classica ho pensato al primo ascolto “questo è l’album dell’anno!”, per questo no. Quando è uscito non mi è piaciuto, ma proprio che non l’ho più voluto ascoltare per un sacco di tempo, fino a quando poi una notte di sessione d’esami in piena disperazione l’ho sentito e l’ho capito. Poi comunque l’ho ascoltato poco negli ultimi mesi, ma quelle poche volte che è capitato mi sono resa conto che mi piace sempre di più di quanto mi ricordi. Bravi.

7) “Back On Top” by The Front Bottoms
Bravi. Sempre.

6) “Da qui si vede tutto” by Cabrera
Non avrei mai pensato di mettere un album italiano in questa classifica, per di più un album italiano in italiano, visto che generalmente l’italiano non mi piace. Invece ci sono i Cabrera e se avete sentito questo album capirete facilmente il motivo.

5) “Summer Bones” by Hit The Lights
Ad essere onesta sono molto in difficoltà a dover dare un ordine a questi album, questo e i prossimi due sarebbero alla pari. Parlando degli Hit The Lights, io li amo, neon o no, insomma a me piaceva anche Invicta e questo la dice lunga. Questo disco è pazzesco, c’è tutto quello che si poteva chiedere, c’è anche una canzone con l’ex cantante Colin, non poteva andare meglio.

4) “Old Bones” by Broadside
Loro sono la rivelazione dell’anno, ascoltateli tutti!

3) “Colour Blind” by Seaway
Ad un certo punto, dopo le delusioni citate all’inizio, ho smesso per mesi di ascoltare le nuove uscite perché davvero non ne potevo più. Il primo album che ho deciso di recuperare è stato questo ed è stato meraviglioso.

2) “Peripheral Vision” by Turnover
Se l’album dei Citizen è uscito una cagata, questo invece è un capolavoro. L’ho ascoltato e non ho capito più niente.

1) “No Closer To Heaven” by The Wonder Years & “American Candy” by The Maine

Scusate, ho barato. Tra questi due album non posso scegliere. I The Wonder Years hanno fatto un album che non trovo parole per descriverlo, roba proprio di un altro livello, mentre i The Maine sono la mia band preferita e hanno fatto il loro disco migliore di sempre.

Avevo in mente solo qualche EP uscito quest’anno, uno dei quali è degli Sleeptalk che non piacciono a nessuno e quindi non sono mai stati cagati in aim, allora ho cercato un po’ e ho capito che metà degli EP usciti è di roba pop punk inglese tutta uguale, che noia. Quindi, a differenza dell’anno scorso, nulla di pop punk tra gli EP, eccoli!

5) “The Same Condition” by Sundressed
La Chelli mi ha detto di ascoltarli, io li ho ascoltati e son stata bene.

4) “MOBO Presents: The Perfect Cast EP featuring Modern Baseball” by Modern Baseball
Hanno mai deluso? No.

3) “Dogged” by You Me And Everyone We Know
Ben è rimasto solo e non fa gli album bellissimissimi come una volta, ma questo EP è comunque oro.

2) “Adolescence” by Gnarwolves
Non vi sto neanche a spiegare dai.

1) Have Mercy/Somos split
Emo sempre.

Le band italiane che quest’anno sono state brave sono tante, infatti avrei voluto fare una top 10, mi è stato detto di rispettare le regole e di sceglierne solo 5, ma anche se non ci siete probabilmente se siete stati bravi ve l’ho già detto

5) Saudade
Sad punx e va bene così, molto bello.

4) “In It To Win It” by The Anthem
In un oceano di EP loro tirano fuori un album ed è pure fatto bene, e forse è anche passato un po’ inosservato. Bravi amici, adesso fate qualche data in giro così beviamo come ai vecchi tempi.

3) “Turn On The Light” by 4th ‘N Goal
Quando su aimatrabolmeicher si parla di 4NG non si dice mai nulla che sia musicalmente rilevante. Per mantenere gli standard dico che mangiare le tortillas con il ragù è una figata.

2) “Lifesteps” by Nobody Will Care
È un EP di solo tre canzoni, ma tra queste c’è Humankind che secondo me è il pezzo in assoluto più bello di tutto l’anno e che ascolto un numero vergognoso di volte al giorno.

1) “Howler” by Edward In Venice
Sempre al top.