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Pop Punk.IT Spring Fest – Live Forum, Milano 18-04-15

Di Samir Batista

Pop-Punk-Fest (1)Per un paio d’anni il Live Forum di Assago è stato il punto di ritrovo naturale per pop-punkers e punk rockers milanesi. Era difficile trovare una settimana che non avesse un concerto interessante a cui poter andare. The Menzingers, The Story So Far, Save Your Breath sono solo alcuni dei tanti nomi che nel periodo 2013-2014 hanno calcato il palco di questo elegante locale. Proprio questi ultimi, i Save Your Breath, hanno suonato il loro concerto italiano finale in occasione del Pop Punk Fest, o PopPunk.IT, un piccolo ma delizioso fest dedicato al pop punk della penisola. Continua a leggere Pop Punk.IT Spring Fest – Live Forum, Milano 18-04-15

POP-PUNK.IT: Interview with Well Planned Attack

Di Sara Cavazzini e Giorgio Molfese
wpaIl Pop-Punk.IT Fest è sempre più vicino e per ingannare l’attesa noi continuiamo con le interviste ai protagonisti.
Oggi è la volta dei Well Planned Attack, ecco la nostra chiacchierata!

Icebreaking question: se siete in treno e la persona accanto a voi ha un cane bellissimo, voi coccolate il cane senza chiedere il permesso al padrone?

Manuel: Beh ovviamente! Chissenefrega del padrone.. basta che abbia il pelo lungo!

Julien: Dipende dalla lunghezza delle sue sciabole

Fabio: io odio i cani quindi probabilmente se mi avvicino a un cane è esclusivamente per grigliarlo.

Nas: io invece da buon vicentino preferisco i gatti, soprattutto il gatto bollito, l’arrosto di gatto, pizza gatto e gorgonzola o il classico McPersian Menù. Ma il mio preferito rimane sempre il gatto di Schroedinger.

 

Il vostro nuovo EP A Place To Call Home è appena uscito, il vostro precedente lavoro “There’s I In Win”, risale al 2013, perché abbiamo dovuto aspettare così tanto?

Fabio: perché comunichiamo solo attraverso i nostri manager. Scherzi a parte, c’è voluto tempo perché io poco dopo l’uscita di There’s I In Win ho passato un anno a pimpare all over the world, poi qualcuno di noi ha tentato invano di laurearsi.. e solo Julien ci è riuscito. Inoltre siamo dei procrastinatori professionisti.

Julien: colpa di chi crede ancora che laureandosi ci sia una qualunque speranza in più di trovare lavoro. Io in primis, e ora potrei barboneggiare a vita.

Nas: come diceva il buon vecchio Modugno, “la lontananza sai è come il vento, che fa dimenticare che non s’ama; è già passato un anno ed è un incendio che mi brucia l’anima”.

Manuel: come detto da Fabio abbiamo avuto dei problemi logistici: Fabio in giro per il mondo, di seguito l’entrata di Nas nei WPA che però si è ambientato subito con noi (che siamo delle persone tranquille e a modo per fortuna) e alla fine l’uscita di Perez dalla band. Quindi il tutto ha richiesto un po’ più di tempo del previsto.

 

Raccontateci un po’ di curiosità e aneddoti su questo nuovo EP!

Fabio: Che dire..  all’inizio era nato come un concept album a tema College. Poi i piani sono cambiati ma di questo concept sono comunque rimasti l’intro “Welcome Week” e la prima traccia dell’Ep “Losing 101”. Mentre lo registravamo passavamo dalle risate sguaiate alla disperazione più totale ad intervalli di due minuti.

Nas: per registrare le voci, dato il poco tempo a disposizione e la distanza che ci separa, io e Fapio abbiamo dovuto fare una maratona di vocal tracking durata 6 giorni, dopo i quali ho iniziato a meditare di ucciderlo nel sonno . Una mattina, poi, eravamo in piena crisi creativa e siamo andati a cercare ispirazione per nuove melodie a spasso per il centro di Vicenza. Morale della favola: siamo tornati a pranzo dai miei sbronzi di Campari e la giornata è stata totalmente improduttiva. A parte ciò, è stata una faticaccia ma al tempo stesso molto divertente.

 

I testi sembrano molto autobiografici, esperienze molto reali, è così? qual è stato il procedimento di scrittura?

Fabio: Credo che tocchi a me rispondere perché scrivo la maggior parte dei testi e potrei darvi una risposta di due pagine a riguardo.. anzi, credo che lo farò. La fase di scrittura è iniziata a fine 2013 quando ero negli USA. Non voglio sminuire il precedente Ep perché lo adoro, ma quando lo abbiamo scritto era un periodo della mia vita molto tranquillo, ed è difficile trovare la giusta ispirazione in quei momenti, tant’è che per uno dei testi mi ero ispirato a cose accadute a un paio di miei amici. I testi di questo EP invece sono tutti autobiografici… mi sono ritrovato dall’altra parte del mondo, alternando esperienze negative ad esperienze estremamente positive ma comunque tutte molto intense e quindi è stato naturale ricominciare a scrivere. Questa risposta è stata troppo seria…  scoregge! ehehe

Manuel: La cosa che apprezzo molto dei testi è che ognuno può sentirli suoi rivivendo esperienze passate più o meno belle.

 

L’EP è stato mixed&mastered agli Emeline Studios, dove hanno visto luce lavori di Roam, Anavae, Homebound, come l’avete scelto?

Manuel: Abbiamo preso in considerazione vari studi sia in Europa che oltreoceano e dopo averli contattati, abbiamo scelto quello che si avvicinava di più alla nostra idea. Il risultato finale è meglio di quanto ci potessimo aspettare e ci siamo trovati molto bene a lavorare con Ian Sadler.

Julien: Che dire dello zio Ian, massima professionalità nei tempi, grande dedizione, un vero professionista. Non potevamo rivolgerci a persona migliore, ha capito al volo qual’era la nostra idea di Ep realizzandola in maniera concreta e dando vita ad una stretta collaborazione che volentieri prenderemo nuovamente considerazione in futuro.

Fabio: Se qualcuno penserà che siamo effettivamente una band decente è merito suo!

 

Nell’ep è contenuta la cover Chiisana Koi No Uta, siete pronti per affrontare il tour in giappone, c’è qualcosa che vi spaventa?

Nas: io ho paura di perdermi e rimanere là, abbandonato a me stesso. Per ovviare a questo inconveniente indosserò un collare con una targhetta con scritte le mie informazioni e il numero di Julien che è decisamente il più affidabile del gruppo.

Manuel: beh che dire… come stracazzo faccio a farmi 34245 mila ore di volo? no seriamente! Non ho idea di come si stia, cosa si faccia, cosa si pensi… e gli aerei cadono.. non ce la posso fare a farcela.

Fabio: io ho paura che mi perdano il bagaglio, l’idea di fare un tour con 2 magliette e due paia di mutande non mi entusiasma.

Julien: La mia paura più grande in questo momento è arrivare al secondo giorno senza soldi a causa delle millemila distrazioni e svaghi che ci si potrebbero presentare davanti. Il mio motto della settimana sarà: GUARDARE, ma non comprare (o per lo meno sopravvivere più di due giorni).

 

E avete in programma qualcosa per l’italia?

Fabio: una cover di Mino Reitano?

Manuel: si probabilmente si

 

Suonerete al Pop-punk.it Spring Fest insieme a Man Overboard, Moose Blood, Roam e gli italiani Lastime, Neveralone e 4th ‘N Goal, voi siete in questa community da tempo, come vi sentite?

Manuel: penso sia la data più figa in assoluto! Amo tutte le band straniere che suoneranno e sono gasatissimo, inoltre sono fan di tutte le altre band italiane che ci saranno quindi sono proprio ansioso per questa data!

Fabio: la line up è quella delle grandi occasioni ed è sempre figo incontrare la gente di Pop-Punk.it…  questa volta credo che ci saranno proprio tutti, persino il leggendario Luca La Barbera! Poi finalmente riuscirò a vedere i Lastime che sono una delle mie band preferite in Italia.

Julien: Un risultato che può davvero far sorridere. Un anno fa io personalmente non me lo sarei mai aspettato. La speranza è quella di poter far si che anche persone che ci seguono da più distante (Ciao Aaron!!) possano partecipare in futuro a serate come queste, soprattutto visto l’entusiasmo con cui promuovono la scena italiana.

 

Adesso passiamo a domande più rilassate: voi cosa succederebbe se un pinguino incontrasse una giraffa?

Fabio: sono abbastanza sicuro che si siano già incontrati e non è successo niente. Mi chiederei piuttosto cosa succederebbe se un pinguino incontrasse un becco con il pelo lungo e le corna belle.

Manuel: dopo qualche sorso del rinomatissimo “Amaro del Golfo” ho avuto a che fare con scene simili, credo, ma non ricordo esattamente cosa potrebbe succedere.

Nas: non saprei, se li prendessimo potremmo farne una grigliata gordissima. Non ho mai assaggiato la giraffa, ma ad occhio con la salsa BBQ viene una favola.

 

Top 5: canzoni che includereste in un mixtape da consegnare ad una ragazza

Fabio:

1. blink-182 – All Of This

2. Jonny Craig – Rhythm in My Soul

3. The Starting Line – Island

4. Dance Gavin Dance – Honey Revenge

5. Alesana – All Night Dance Parties In The Underground Palace

Scrivendole ho capito perché non ho una ragazza.

 

Nas:

1. blink-182 – Always

2. A Day To Remember – If It Means A Lot To You

3. Silverstein – Call It Karma (acoustic)

4. Enter Shikari – Constellations

5. Go Radio – Goodnight Moon

(uuuultraaa gaaaayyyyyy)

 

Julien:

1. Alesana – Congratulations, I hate you (nei casi peggiori)

2. Blink 182 – I miss you

3. Counting Crows – Accidentally in love (anche la versione dei WEL va bene)

4. Well Planned Attack – Goodbye for good

5. Goo Goo Dolls – Iris

 

Manuel:

Mayday Parade – Kids in Love

All Time Low – Six feet under the stars

The maine – Into your arms

A rocket to the moon – Whole Lotta You

Simple Plan – Promise

 

Visto che la fatidica domanda sulle uova ve l’abbiamo già fatta svariate volte, stavolta vi chiediamo: cosa ne pensate del bacon?

Fabio: a me piace molto strapazzato, o all’occhio di bue. Però il mio preferito è il bacon di Pasqua.

Manuel: mi astengo

Julien: NO

Nas: il bacon di gatto è la mia specialità, ogni mattina non vedo l’ora di alzarmi per una buona colazione a base di felino!

2014 ~ Anche stavolta mi hanno lasciato la libertà di dire cose che non interesseranno a nessuno

Di Sara Cavazzini

imageCome ogni fine dell’anno mi metto a scrivere cose di dubbio interesse per pura autocelebrazione, visto che è il mio compleanno e ciò mi legittima a fare quello che voglio. Anche se quest’anno c’è il problema che ‘turning 21 is a bitch to go through’, ma ci proverò lo stesso. Okay, potrei andare avanti con citazioni sull’essere twenty-one fino al mio prossimo compleanno quindi facciamo che no, mi accontento di una sola che nessuno coglierà.

Come prima cosa mi voglio lamentare perché anche quest’anno nessuno mi ha regalato Tom Delonge.

L’inizio di quest’anno è stato segnato da Vegas finalmente  entrata nella setlist degli All Time Low, dopo averla aspettata per 7 anni, e non poteva esserci di meglio per aprire l’anno nuovo che trovarsi a rotolare piangendo sul pavimento dei Magazzini Generali. Nel 2015 pubblicheranno un nuovo album e io sono già molto tesa perché, come negli ultimi 8 anni, ogni volta che si parla di All Time Low io mi sento male.

I Moose Blood sono stati la band dell’anno, ve l’abbiamo detto da subito, ne abbiamo parlato talmente tanto che vi abbiamo portato allo sfinimento credo, abbiamo intervistato Eddy sul loro van dopo un pomeriggio di freddo e disagio, ci hanno regalato un sacco di feels ed è stato tutto molto bello.

Io mi sono divertita a rompervi le palle con i Natives, che hanno pubblicato l’album dell’anno (come ho già spiegato qui) e che sono riusciti a farmi piangere solo per il fatto di essere troppo bravi. Sono una delle band migliori uscite negli ultimi anni, noi ve lo diciamo dal 2012, ma il mondo non l’ha ancora capito.

Anche quest’anno non si sono fatti mancare gli scioglimenti pesanti, che ci hanno fatto soffrire un sacco, è proprio stata una strage direi, City Lights, The Dangerous Summer, Kids In Glass Houses, The Swellers, Canterbury, A Loss For Words, Save Your Breath, There For Tomorrow, The Blackout, giusto per citarne alcuni.

Qualche gioia c’è stata, per esempio la reunion dei Metro Station che ci ha ricatapultati nel 2008 e ha creato molto disagio. Per parlare di cose serie invece c’è da dire che Anthony Green è tornato con i Saosin, e io la conto come reunion visto che i Saosin senza di lui erano un’altra cosa; poi ci sono stati i Midtown, che dopo anni di We Want Midtown Back, ci hanno fatto la sorpresona e hanno fatto un secret show e suonato ad entrambe le giornate dello Skate & Surf. La nostalgia di Gabe Saporta per gli early ’00 sarà stata placata? A quanto pare si, visto che anche i Cobra Starship sono tornati, con l’aggiunta del buon Halvo, e stanno spopolando, magari è finalmente la volta buona per averli qua, ma i Midtown li rivogliamo sempre in ogni caso. Ma il vero avvenimento sconvolgente di quest’anno ha visto protagonisti gli American Football che, dopo quasi 15 anni di silenzio, sono tornati a farci piangere, e al momento loro sembra non abbiano voglia di fermarsi, visto che continuano ad annunciare date a caso

Sarà stato anche per merito loro che abbiamo avuto il piacere di affrontare l’emo revival, anche se nel nostro cuore l’emo non se n’è mai andato, come ha detto anche il nostro amico Eddy.

Ci sono state cose bellissime, per esempio la definitiva svolta pop di Taylor Swift, che ha fatto un album strepitoso, o  due geni come Dallas Green e Alicia Moore che si sono incontrati e hanno fatto una cosa che per descriverla bisognerebbe inventare dei nuovi aggettivi.

L’Australia ci ha dato enormi gioie, gioie comunemente chiamate Trophy Eyes, ovvero la band che ha vinto nel pop punk, che a febbraio verrà qua con i bei faccini tanto invidiati degli As It Is.

Poi ci sono persone che anche quest’anno hanno dimostrato di non essere in grado di fare cose brutte, vedi Andrew McMahon e i Transit, sempre siano lodati.

Il premio show dell’anno per quanto riguarda l’Italia va senza ombra di dubbio ai Brand New, una vita ad aspettarli, un live perfetto e soprattutto HANNO FATTO SOCO AMARETTO LIME.

In generale questo è stato un grande anno, davvero tantissime band sono passate a trovarci e non possiamo che esserne felici. C’è da dire che anche noi qua ci siamo dati da fare: ci sono state un sacco di iniziative che hanno dato spazio alle band nostrane, c’è stato il Save The Whale, c’è stato il primo Pop-Punk.It Fest, per citare quelli che abbiamo seguito più da vicino, e speriamo che possano ripetersi e che possano nascere altre cose di questo genere per far vedere che qua qualcosa si sta muovendo e che qualcosa di buono c’è.

Il premio per aver rovinato la mia vita più di tutti va come sempre ai The Maine, anche se quest’anno si sono calmati e sono riusciti a pubblicare solo la deluxe edition di Forever Halloween (che cosa bella), questo non mi ha impedito di impazzire e andare a vederli a Londra, visto che stavolta da qua non sono passati, per uno dei concerti più belli della mia vita.

A dir la verità quest’anno la cosa del prendere andare in UK a caso a vedere cose mi è sfuggita un po’ di mano, ma la Chelli è impazzita di più ed è andata a New York per gli Ataris. Il filo che unisce tutte queste cose sono gli State Champs che alla fine abbiamo visto svariate volte e che sono stati una festa.

L’unico vero rimpianto è non aver visto i blink quest’anno, però la colpa in questo caso non è mia, ma della vita che è una merda.

Ci sono state però anche delle schifezze quest’anno, come per esempio Resurrection o i McBusted, che per quanto possa amare i McFly e per quanto possa apprezzare i Busted, mettere insieme le due cose a parer mio non è proprio stata un’idea vincente.

È stato un anno di grandi album e di grandi show, abbiamo intervistato i New Found Glory e stiamo ancora tremando, sono venuti qui i Fall Out Boy, siamo state sul buio e disordinato van dei Moose Blood, abbiamo finto una scomparsa, un litigio e la chiusura solo per creare hype per una grafica nuova (poi abbiamo rischiato di chiudere per davvero, ma questa è un’altra storia), abbiamo fatto un sacco di road trip a caso, abbiamo difeso un sacco, siamo state un sacco emo, abbiamo fangirlato altrettanto e ovviamente non ci siamo fatte mancare le cazzate, abbiamo finalmente fatto degli adesivi, ben due tipi, e ovviamente anche in quello ci abbiamo messo la nostra solita dose d’ignoranza, ma il modo per fare soldi ancora non l’abbiamo trovato.