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“Andrew McMahon in the Wilderness” by Andrew McMahon In The Wilderness

Di Michela Rognoni e Chiara Cislaghi

“Poetry begins to atrophy when it gets too far from music.”.

ANDREW-MCMAHON-LO-RES-ALBUM-COVER-1024x1024È una verità universalmente riconosciuta che ad Andrew McMahon piace un sacco cambiare nome a caso. Infatti, l’ultimo capitolo della sua discografia è un selftitled pubblicato sotto lo pseudonimo “Andrew McMahon In The Wilderness” (dove la “wilderness” simboleggia l’inizio di una nuova vita). Continua a leggere “Andrew McMahon in the Wilderness” by Andrew McMahon In The Wilderness

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Andrew McMahon + Fort Hope @ Union Chapel, London 22-05-13

Di Michela Rognoni

941400_10200624063877100_321951286_nEccoci arrivate a stento alla nostra ultima fantabolante data prima del finale col botto. Per l’occasione ci siamo portate dietro un paio di amiche perché è più festa.
La venue del concerto londinese di Andrew McMahon è molto suggestiva e particolare, come potrete capire dal nome: la Union Chapel è una chiesa a tutti gli effetti ma in più è anche una venue premiata come uno dei migliori luoghi a Londra in cui fare esperienza della musica dal vivo. Continua a leggere Andrew McMahon + Fort Hope @ Union Chapel, London 22-05-13

Andrew McMahon + Fort Hope @ Glee Club, Birmingham 20-05-13

Di Michela Rognoni

32405_444416588941614_737988595_nParto premettendo che Andrew McMahon è stata, insieme a Stacie Jones, la mia prima teen crush e che l’unica volta che i Something Corporate hanno suonato in Italia ero “troppo piccola per andare ad un concerto rock” secondo i miei genitori, quindi dopo aver sofferto per lo scioglimento di SoCo e Jack’s Mannequin, non mi sono lasciata scappare l’occasione di volare in U.K. per vedere non una, non due, ma bensì quattro date del tour acustico dell’ora solista sopraccitato Andrew McMahon.

La primissima data del tour ha luogo a Birmingham – che è la mia città preferita – in un locale in cui di solito si esibiscono attori, comici e musicisti solisti. Si trova a Chinatown, vicino alle Back to Backs, e siccome abbiamo sbagliato a calcolare i tempi, ci ritroviamo troppo presto a fare la coda con un’altra ventina di ventenni circondati da un aroma di curry e garlic. Poco male, vedremo il concerto da vicino. Continua a leggere Andrew McMahon + Fort Hope @ Glee Club, Birmingham 20-05-13

Non hanno ancora inventato la parola adatta per descriverlo ed io non me la sento di coniare neologismi – People And Things by Jack’s Mannequin

Di Michela Rognoni

se ci sono errori di grammatica è perchè non ho avuto tempo di rileggerlo.

Dopo diversi anni di assenza si apre un nuovo capitolo nella storia dei Jack’s Mannequin. Un capitolo che sa di sperimentazioni, di rottura col passato, di crescita – in senso buono, non come lo intendono i Blink 182. Just saying. – People and Things è un album concettuale che vede la partecipazione di un sacco di artisti (dai Jane’s Addiction a William Beckett). Siccome tutto quello che poteva essere detto su questo disco è stato detto nel suo trailer direi di lasciar dire tutto ad esso. Ogni canzone dell’album è presente su you tube accompagnata da uno short film, colgo la palla al balzo e li inserisco nella track-by-track.

http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3Dl0Hl3TXuVlI%26ob%3Dav2e&h=4AQAaaaSQ

My Racing Thoughts più o meno parla del matrimonio e del fatto di abbandonare l’adolescenza per addentrarsi nella vita adulta ma non è necessario che ve lo spieghi io visto che il signor McMahon ha fatto un video per spiegare il significato di ogni canzone. Lo short film associato è un collage di immagini particolari che vogliono rappresentare la vita quotidiana, il passato e il futuro, ci sono paesaggi, cieli, dischi in vinile, bolle di sapone, sigarette e un altro centinaio di cose che gli hipster apprezzerebbero. Questa è stata una delle prime canzoni, se non la prima in assoluto, ad essere rilasciata e ricordo che la prima impressione generale era stata di stupore e gioia: meno piano rispetto agli album precedenti e più atmosfera di pace e serenità.

In Release Me un ragazzo cammina sui binari bendato e con le mani legate, cade e ricorda dei momenti romantici con la sua ragazza. Mentre è steso sulla strada la ragazza gli lega ulteriormente le mani e lo fa salire su una decappottabile rossa. Da qui in poi si susseguono i ricordi del loro amore. Quando alla fine la ragazza gli toglie la benda lui se ne va. E’ stata l’ultima canzone ad essere registrata, è la traccia che completa l’album ed è molto molto più rock rispetto alle altre. Il tema principale della canzone, come si capisce sia dal testo che dal video, è quel momento in cui devi trovare il modo per smorzare la tensione e tornare ad essere libero.

Television e il suo short film si basano sul concetto di addormentarsi con la TV accesa per evitare i viaggi mentali notturni, tutti quei pensieri apocalittici che arrivano nel momento prima di dormire in quei giorni in cui hai un problema che non sai proprio come risolvere. Poi scrivendola ci ha aggiunto dei riferimenti alle relazioni visto che alla fine è questo il collante dell’album. Anche questa canzone è stata lanciata precedentemente rispetto al CD e ha fatto dire a tutti “oh mio Dio non ho mai sentito niente di più emozionante”. In effetti il resto del CD è più emozionante.

Amy I può essere riassunta nella frase “I never felt this kind of cold”. Questa è una delle canzoni più catchy del disco e presenta una collaborazione con Matt dei Relient K (lo cito perché è uno dei miei idoli). Non è che abbia proprio un significato profondo ma in fondo non è da tutti mettere in musica una giornata di neve in Tennessee mentre si è lontani dalla propria famiglia. In California non sono abituati al freddo, ma siccome qui si sta avvicinando l’inverno vi consiglio di sentire questa canzone solo davanti ad un camino acceso e ad una fumante cioccolata calda altrimenti morite congelati come l’omino del carillon nel video.

Hey Hey Hey è la mia preferita dell’album – e questo è perché sono una maledetta nostalgica a cui piace il piano rock -. E’ stata scritta un sacco di tempo fa ed esclusa da The Glass Passenger – come si può notare dal primo verso -. Ha uno dei testi più belli che io abbia mai sentito, parla del vivere la propria vita al meglio, di godersi ogni istante e di essere felici per tutto ciò che sì ha e tenerselo ben stretto perché ad un certo punto dovremo lasciarlo. Where I’ll be tomorrow/Does God only knows/It seems there’s science at hand/But I’ll finish the shows when I land. Nel video ci sono dei pattinatori che corrono e cadono, una metafora della rapidità della vita secondo la mia opinione.

People Running ha una melodia allegra e spensierata che rappresenta bene il concetto di fondo dell’intero album. McMahon ancora una volta ci da lezioni di vita: (citando le sue parole) shit happens! È la vita, a volte è meravigliosa, a volte meno ma dobbiamo farci l’abitudine. Poi se ascoltate il testo diventa anche meno banale e più “wow ma questo è un genio!”. Nel film un senzatetto vive su una panchina con la sua coperta ad un certo punto prende un aquilone che rimane impigliato ad un albero comincia a cucirlo alla coperta e lavorando giorno e notte si costruisce una mongolfiera e vola nel cielo. Interpretatelo da soli, tanto è facile.

Amelia Jean è una delle tante canzoni d’amore scritte dai musicisti lontani da casa durante il tour. Solo che in questa non c’è niente di scontato. Paragona lei ad un soldato e poi paragona si ad un soldato ma promette di tornare, e chiede a lei di andare con lui, ma spiegarvi le cose così minimizza il tutto, questo disco va ascoltato e non descritto! Il video è un cartone animato dove un lupo (?) lascia a casa la sua famiglia di lupi e parte in treno…

Platform Fire, siccome questo disco rappresenta la vita di McMahon, non può che pralare, di nuovo, del fatto che lui è sempre in viaggio, perché è questo quello che fa: incontra gente, vede cose… Sinceramente ho fatto molta fatica a seguire il video esplicativo di questa canzone perché la traccia nel sottofondo nasconde una voce estremamente dolce e la melodia è così orecchiabile che si fa spazio tra le parole e si mette in primo piano. Testo spettacolare, un sacco di piano, coretti ipnotici…perfetto stile mannequin!

Hostage è accompagnata da un video in bianco e nero e c’è qualcosa di cupo nella voce di Andrew soprattutto nei primi versi della canzone. La canzone vuole essere un messaggio per tutte le persone a cui ci sentiamo molto legate, che non vogliamo assolutamente perdere ma sono disperse in giro per il globo a vivere la propria vita e di certo non possiamo tenerle in ostaggio solo per averle vicine ma vogliamo fargli sapere che quando torneranno ci sarà sempre posto per loro nella nostra vita. Credo sia superfluo aggiungere altro.

Restless Dream fa semplicemente venire la pelle d’oca. E’ una canzone acustica con i cori a due voci dal testo strappalacrime. Se accompagnata al mini-film fa piangere galloni di lacrime. Non voglio dirvi altro, munitevi di fazzolettini di carta e ascoltatela.

Il filo conduttore di Casting Lines è una corda, com è giusto che sia. Abbiamo paura delle cose sconosciute e tendiamo a tenerci legati fortemente alla nostra casa (questo è un rephrasing fantastico, inchinatevi e lodatemi). E’ il modo perfetto per concludere un album come questo perché racchiude tutti i concetti espressi negli altri pezzi. È una specie di sintesi, un modo per ricapitolare.

Rubare un pezzo di anima a Andrew McMahon e riutilizzarlo per scopi personali.