Archivi tag: melodic hardcore

“The Revenge of the Fifth” by Belvedere

Di Elisa Susini

belvedere.jpgSe avete ascoltato un minimo di melodic-hardcore, saprete bene che una delle band di punta del genere sono i canadesi Belvedere, il cui (ex)ultimo album, Fast Forward Eats the Tape, risale al 2004.
“The Revenge Of The Fifth” arriva sulla scena a distanza di dodici anni, e riparte da dove la band ci aveva lasciato.
L’album è stato rilasciato da Bird Attack, Funtime, Effervescence, Bells On Records, Lockjaw Records e dall’italiana NoReason Records il 5 Maggio 2016. Continua a leggere “The Revenge of the Fifth” by Belvedere

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“Deceptive/Appearance” by Between Whiles

di Federico Gavioli

betweenI Between Whiles sono una band melodic hardcore/metalcore leccese nata nel Febbraio 2013. La band è composta dal cantante Alessandro, Michele al basso, Samuele alla batteria, Isacco e Tommaso alle chitarre.L’ EP “Deceptive/Appearance” viene rilasciato il 14 Giugno 2014 ed è composto da 4 tracce. Continua a leggere “Deceptive/Appearance” by Between Whiles

“Heart to Heart” by Heart to Heart

Dopo il loro ingresso nella scena easycore con l’EP Deathproof del 2011 e i cambiamenti di line-up, gli Heart To Heart ritornano con il loro omonimo disco di debutto in cui dimostrano di essere cresciuti rispetto ai tempi dell’EP, incanalando nuove influenze ed arrivando ad ottenere il sound che avevano in mente di ottenere. Continua a leggere “Heart to Heart” by Heart to Heart

“Misadventures” by Such Gold

Di Elisa Susini

Come definireste i Such Gold? Melodic hardcore? Bene. Allora teniamo per noi questa definizione e non confondiamola col pop punk.

I Such Gold, dopo qualche EP e demo, sono tornati con il loro primo full-lenght, Misadventures, uscito il 14 agosto.
E queste “sventure” di cui l’album parla, che sono raccontate con il fantastico lavoro di batteria di Devan Bentley in sottofondo, alla fine non sono altro che la cruda vita di tutti i giorni, o almeno secondo quello che dicono questi ragazzotti. Continua a leggere “Misadventures” by Such Gold

if i only had something to say maybe if i prove that i’m right will it still be safe to stay? – New Found Glory + un sacco di guest @ Dublino

di un inviato speciale a caso di nome Christian Gambi

4 Febbraio: Head on Collision
La mattina la colazione in albergo era triste e andiamo da Starbucks. Facciamo i bravi turisti per tutto il giorno anche se la nostra testa era proiettata all’Academy di Dublino e a quello che sarebbe successo la sera. Arriviamo lì alle 4 e mezzo ma non c’era quasi nessuno ancora perché per questa gente è normale viversi la propria giornata e poi dire CHE SI FA STASERA? – MA GUARDA CI SAREBBERO I NEW FOUND GLORY IN PAESE… – DEH SI VA ALLORA – DEH SI! Non come noi che ci becchiamo solo una data in Italia e bisogna farsi i chilometri attraversando mezza nazione. Ma vabbè. Mentre mi lamento di queste cose facciamo amicizia con un dubliner simpaticissimo, si chiama Charlie e sta aspettando due sue amiche di twitter che non ha mai incontrato. Lui ha 22 anni. Ma l’età media delle persone al concerto sarà stata di 17 anni. E io mi sono sentito molto anziano. Charlie ci dice che non poteva sbagliare nel beccare le sue due followers perché una ora bionda platino e l’altra era mora mora. Ammazziamo il tempo col nostro nuovo amico finchè non arrivano la Amy e la Lauren. E io inizio a fare un’analisi del mondo che ci circonda perché non erano bionde o more ma si erano fatte per l’occasione i capelli rossi alla “ciao sono Hey Lì, sto con Chad e canto nei Paramerd”. Volevano fare colpo su Chad o avevano preso un bel colpo alla testa? fatto sta che non erano le uniche coi capelli alla Hayley e mi è sembrata una roba triste visto che il concerto era dei NFG e non dei Paramerd. Ma vabbè.
alle 18 aprono le porte, ed entriamo nel palazzetto. Il primo gruppo che inizia a suonare sono i Letlive che fanno del brutto post hardcore. E non avevano nemmeno questa grande presenza scenica.
Poi tocca alla rivelazione del Kerrang tour, per lo meno per me, i While She Sleeps che fanno del melodic metalcore che più che essere metal o melodic secondo me è un hardcore di quello più recente ma lo fanno benone, boia che bravi, li vorrei davvero rivedere presto!
I Blackout sono il peggior gruppo per cui ho speso indirettamente dei soldi in tutta la mia vita. Già che suonano con le magliette nere a maniche corto con lo scollo a V. Poi sono orrendi, non si possono sentire. Solo che io e Ivan eravamo gli unici a pensarlo perché invece il pubblico stravedeva per loro ed era gasatissimo. Con Ivan, Charlie e le 2 Hey Lì abbiamo approfittato dell’euforia generale per i Blackout facendoci spazio fra la gente e siamo riusciti a conquistare la QUARTA FILA!!
Prima che arrivassero i New found glory inizia a girare questa leggenda metropolitana secondo cui dopo il concerto NFG WILL BE DJING AT LOCKDOWN. Mandiamo Charlie in avanscoperta dato che lui era il nostro Dubliner reporter. Il Lockdown è un locale pop-punk-rock. Conosciamo altri due dubliners, Kevin e Rachel che ci dicono che di sicuro l’afterparty sarà lì quindi ci conviene andare. Non me lo lascio ripetere due volte!!
Ecco. Non so che ora è ma arrivano i New Found Glory. E da questo momento in poi la mia memoria si è offuscata. Ho ricordi tutti mescolati e rimbalzanti. Perché? Perchè è stato il delirio. Sono morto per tutta la durata del concerto da quanto sono stati fenomenali. La voce di Jordan era in formissima, e si era anche rasato i capelli, Chad è l’ultimo a salire sul palco mentre il primo è stato Cyrus. Iniziano con All Downhills from here seguita da Something I Call Personalità, Radiosurgery e Understatement senza fermarsi mai. Io ero troppo su di giri, urlavo, cantavo a pieni polmoni, saltavo, pogavo, era tutto una gioia. Poi hanno fatto una cover coi fiocchi di Blitzkrieg Bop da fare invidia a tutti i punks che se la tirano perché ascoltano solo i ramones e odiano il pop punk. Dopo la cover dei ramones io penso di morì perché non me lo aspettavo proprio, ma fanno Truth of My Youth. La mia canzone. Da quanto ero contento ho iniziato a piangere. E le due Hey Lì hanno iniziato a piangere anche loro perché erano commosse che io fossi commosso visto che venivo dall’Italia. È un ragionamento senza senso ma dovete sapere che le due Hey Lì non battevano molto pari xD comunque è stato un bel quadretto di noi che si cantava e si piangeva. Poi il concerto è continuato, poche canzoni nuove, però fra le nuove hanno fatto la mia preferita I’m not the One. Kiss me, Dressed to Kill, Hit or Miss, Head on Collision e altre. La scaletta ora la cerco su setlistfm perchè ho I ricordi confusi da quanto ero su di giri. Suonano per un’oretta e mezzo a l’encore vede Basket case, che vabbè, l’hanno coverizzata alla grande però avrei preferito allora qualche canzone loro di Catalyst o tipo Sonny invece che una cover dei green day. Finiscono con My Friends Over You, per la mia gioia personale. Concerto da brividi. Hanno parlato tantissimo perché sapevano che il pubblico li capiva, non come da noi che nessuno ci considera perché “tanto questi l’inglese non lo sanno”.
CHE BELLEZZA, CHE BELLEZZA.
Dopo il concerto mi fiondo al merchandise, ho comprato il wristband con scritto su pop ponk is not dead e la maglia con scritto new found glory – my friends over you – coral spring, fl che è fantastica!
Poi raccattiamo Charlie, le Hey Lì, Kevin e la sua ragazza e andiamo al lockdown. Era mezzanotte e mezzo fra una cosa e l’altra, fuori pioveva ,noi eravamo tutti sudati ma stra felici. Arriviamo al lockdown che c’è una canzone dei Rise Against. Perché posti così da noi non esistono?? E niente, io e Ivanolo ci si butta a ballà tutti contenti come dei bimbetti piccini che si esaltano per niente. Sono le 3 che kevin mi dà una spallata e mi dice Come with me, I was at the urinals, comeee. E allora ci si fionda tutti nel bagno degli uomini, anche le due Hey Lì e la ragazza di Kevin. E BOOM: Chad Gilbert from New Found Glory che si lavava le mani. Lo abbiamo guardato, lui ha visto che sapevamo chi era e ha iniziato a ridere, noi eravamo pietrificati e allora Charlie gli ha detto una cosa tipo fai con calma, non ti vogliamo disturbà nel bagno. In realtà non so se gli ha detto questo perché ha usato una frase piena di parole che non avevo mai sentito. Così siamo usciti e due minuti dopo arriva Chad sulla pista, io ci parlo con i lacrimoni agli occhi, gli dico che siamo venuti dall’Italia e lui era contentissimo, gli ho chiesto se sarebbero venuti anche gli altri e lui ha detto che Ian avrebbe messo delle canzoni per una mezz’oretta. E poi non so come visto il mio scarso inglese ma abbiamo parlato per ameno 10 minuti di hardcore e di come i Cro Mags si siano sciupati facendo canzoni più melodiche senza motivo. È stata una cosa spettacolare. Poi mi ha detto che di sicuro verranno in Italia ma non sa quando. Alle 3 e mezzo è arrivato Ian e si è messo a fare il dj, ha messo roba bellissima insieme ad un dj di Kerrang, Chad ha pogato e ballato in mezzo a noi. E’ stata un’esperienza OUTER BODY come ha detto Kevin. Alle 4 e mezzo hanno chiuso, siamo tornati in hotel e non riuscivo ancora a credere a quello che era successo. Non ci credo nemmeno ora. Non ci crederò mai.
5 febbraio: Don’t Let This Be The End
Non vedevamo l’ora di tornare all’Academy per la seconda data del Kerrang tour. Stavolta senza storie si puntava alla prima fila. Abbiamo ribeccato Kevin e la sua ragazza e una volta aperti i cancelli ci siamo spiaccicati contro le transenne. Niente e nessuno mi avrebbe più scrostato di lì. Allora riparte il tour, Letlive sempre brutti, non ho cambiato idea, i While She Sleeps sempre più potenti, li amo, li amo. Poi c’erano i soliti Blackout con la maglia con lo scollo a V. tutti erano sempre gasati. Ivan sperava che ci fosse un blackout per davvero durante l’esibizione. E poi NEW FOUND GLORY AGAINNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNN. Ian e Chad si ricordavano di noi, mi hanno salutato durante il concerto e Chad mi ha passato il plettro durante Anthem for the Unwanted!! La scaletta è stata la solita però hanno aggiungo You’ve got a Friend in Pennsylvania… OH YEAHHH. Io mi sono ri-emozionato durante Truth of my Youth. Loro erano ancora una volta super carichi, e io me li sono goduti di più stando fermo e in prima fila. Indimenticabile. Indimenticabile. E’ che un’ora e mezzo passa troppo velocemente. Come dicono i Social Distortion: “I only wish the good times would last a little longer.”

6 Febbraio: The Story so Far
La sera di lunedì 6 febbraio saremmo andati al Whelan’s, un locale di concerti che però sembra più un pub da fuori che altro. In Wexford Street. Bisognava approfittare della nostra breve permanenza in Irlanda per goderci più concerti possibili e quella sera avrebbero suonato al Whelan’s i Man Overboard, eccezionali, i The Story So Far , che poi hanno preso il nome da una canzone dei New Found Glory e due band di Dublino, gli Starters che fanno dell’ottimo pop punk di quello che va tanto di moda adesso e i Boardwalk, sempre di Dublino ma abbastanza noiosi.
Dopo cena andiamo al locale. I gruppi suonavano al primo piano, del tipo che col pogo potevi cascare dal terrazzino. Lo scopo della serata era divertirci pur non sapendo le canzoni. Infatti eravamo i più “lì per caso” quella sera perché quando hanno suonato i primi due gruppi di Dublino, tutti i Dubliners sapevano le parole sicchè con gli Starters che erano ganzi abbestia abbiamo deciso di far finta di sapere le parole e cantare a casaccio. Ha funzionato perché così ci siamo sentiti più a caso. E ad averlo saputo prima di questo concerto ci saremmo studiati anche le canzoni degli Story so Far e dei Man Overboard perché hanno fatto due esibizioni da panico. Il posto era piccolo e i Man Overboard l’hanno letteralmente capovolto più volte. Poi fortunatamente hanno fatto I Saw Behemoth and it Ruled che era la loro unica canzone che conoscevo. C’era un bancone con delle luci dai fili lunghi che scendevano giù e i baristi durante il concerto facevano pogare anche i lampadari. Cioè è stato un bel delirio. Gli Irlandesi sanno come divertirsi. E hanno la possibilità di godersi quasi tutte le sere dei bei concerti che qui non vedremo mai. Altra serata da 10 e lode. E anche questo concerto è finito presto. Siamo rimasti un po’ nel locale ma verso l’una siamo tornati in albergo, abbiamo controllato di aver preparato tutto per il triste ritorno a casa del giorno dopo. E c’è presa male. Non volevo tornare a casa.
L’aereo partiva alle 11. Ed è stata una mattinata tutta di corsa, ci siamo però goduti l’ultimo Starbucks con un senso di angoscia addosso indescrivibile. Non c’è niente di più bello della musica. La musica unisce tutti cazzo e chi non lo capisce se lo merita di vivere una vita tristissima. Abbiamo conosciuto un botto di gente alla mano, simpatica, che aveva voglia di divertirsi, altro che San Vincenzo o Firenze. Sono stati dei giorni da sogno e l’idea di tornare sui libri di economia mi stava uccidendo. Però in men che non si dica eravamo già sull’aereo verso Pisa. E vedevo l’irlanda dall’alto che mi salutava, rivedevo Chad che pogava in mezzo a noi e mi parlava dei Cro Mags, rivedevo le due Hey Lì che erano celebrolesissime ma simpatiche, il mitico Charlie e Kevin e la sua ragazza, compagni di concerto impeccabili, rivedevo le scogliere irlandesi, gli scozzesi del pullman, e la vecchia che ballò con noi al pub, e Chad, Ian, Jordan, Cyrus e Steve. E a Ivanolo che senza di lui non ci sarei nemmeno andato a Dublino. This is Ireland. It’s a rocky road to Dublin e non la vorresti mai abbandonare.