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Dev’essere davvero brutto essere un Four Year Strong adesso… – In Some Way, Shape Or Form by Four Year Strong

Di Elisa Susini

Mi ricordo che i Four Year Strong erano dei simpatici barbuti che facevano canzoni molto allegre e easycore e che il loro ex-ultimo album, “Enemy Of The World” vestiva benissimo questa definizione.

Nel frattempo Josh Lyford lascia la band. O meglio, gli viene chiesto di lasciare la band perché i Four Year Strong decidono di non aver più bisogno di synth nel loro sound.
Il loro nuovo album “In Some Way, Shape Or Form”, etichettato dai loro fans secolari come “disappointing”, dimostra che questa non sia stata la migliore delle scelte.

E’ sicuramente un album più maturo, più cupo e più vicino al rock alternativo. Ma probabilmente non è quello che la maggior parte di noi avrebbe voluto sentire.
L’album si apre con “The Infected”  che non è certo l’emblema dell’easycore che piace tanto ai giovani colorati di oggi. E’ una canzone molto pesante, direi che potrebbe essere un nuovo singolo dei Papa Roach. Comunque sia,il messaggio di questa canzone è che “getting closer is contagious”.

“The Security of the Familiar, the Tranquility of Repetition”  è la storia del cugino dei Papa Roach che è un po’ un “lonely cousin” di cui nessuno si cura e che per questo potrebbe fare una brutta fine. “The freaks are coming after midnight” è la frase più bella di una canzone dal ritornello così esaltante che farà sicuramente staccare i piedi da terra ai fans durante i concerti.

”Stuck in the middle” è il singolo pubblicato prima del rilascio del disco. Di solito i singoli sono molto fuorvianti ma questo invece aveva annunciato bene quello che ci saremmo dovuti aspettare dall’album. E’ una radio rock song –forse la prima della loro carriera fino ad ora – ed ha qualcosa di un po’ Foo Fighters al suo interno.

Il primo video dell’album arriva con “Just Drive”: belle chitarre durante tutto il pezzo. Guidare per non pensare è un po’ il riassunto di questa canzone un po’ cupa che , però, diventa esaltante dopo un ascolto più accurato.

Anche la prossima canzone possedeva un video già prima che l’album fosse pubblicato.                  Il “Fairweather Fan” è il fan che c’è solo nei buoni momenti. Sarà forse un pararsi il culo di fronte a voi easycore disappointed da questo tipo di album? Il ritornello è catchy e durante il bridge è consigliabile abbracciare il primo cugino dei Papa Roach che vi capita davanti. Con tutto ciò comunque i quattro del Massachussets volevano rassicurarvi: sono sempre la stessa band nonostante la sperimentazione pesante in questo album.
”Sweet Kerosene” è una canzone su cui Matt Skiba dovrebbe avere diritti d’autore poiché lui ha i diritti d’autore sulla parola “Kerosene”. Per il resto è una canzone un po’ noiosa e tralasciabile, come un po’ tutta la parte centrale dell’album.
”Falling on You” è una canzone che i Four Year Strong avevano già iniziato a suonare live. Per questo molte live performance erano reperibili su YouTube già da un pezzo. Veloce e dura ha uno dei ritornelli più belli dell’album.
”Heaven wasn’t Built to Hold me” è un’altra canzone assolutamente “skippabile”. Oltretutto è anche piuttosto brutta.
Con Unbreakable finalmente arriva un po’ di PARTY!! Una canzone bella e allegra da cantare a squarciagola! La più bella dell’album!

”Bring on the world” ricorda un’altra canzone che in questo momento non mi sovviene.

”Fight the future” è un’altra canzone vagamente party. Sono 35 minuti di album e stiamo ancora aspettando la tipica canzone da Four Year Strong. Questa è una canzone tipica. Tipicamente alternative.

L’ultima canzone dell’album è intitolata “Only the Meek get Pinched, The Bold Survive” che nonostante sia il titolo più Four Year Strong di tutto l’album svela i cugini dei Papa Roach dopo 50 secondi di piano. La canzone è così poco easycore che contiene addirittura un assolo di chitarra. Dopo questa sopresona torno a parlare per un attimo del titolo che vuol dire che solo le persone docili vengono prese a pizzicotti mentre invece gli audaci sopravvivono. Potremmo discutere a lungo di questo titolo per smentirlo sotto tanti punti di vista ma è giunta l’ora di chiedere scusa ai cugini dei Papa Roach, protagonisti assoluti del disco e che ci hanno accompagnato in questi 40 minuti di entusiasmo.

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