Archivi tag: fall out boy

Pete Wentz: pre-ordina “Gray”

Pete-Wentz

Potete pre-ordinare il nuovo libro di Pete Wentz (bassista dei Fall Out Boy) cliccando qui.
Cliccate qui sotto per leggere la trama del libro!

Continua a leggere Pete Wentz: pre-ordina “Gray”

Annunci

BRING ‘EM BACK: Fall Out Boy

Di Sara Cavazzini
In una rubrica megatriste come potremmo non parlare del capo degli imohs Pete Wentz e dei suoi Fall Out Boy? Sì, perchè anche se dicono che è hiatus e “I’m still in Fall Out Boy” la paura che non tornino mai più attanaglia tutti noi. Continua a leggere BRING ‘EM BACK: Fall Out Boy

“Vado a farla da Paolo” – The Anthem + A Memorable Day + guests @ Ligera, Milano 20/05/2012

di Sara Cavazzini & Denise Pedicillo

Disclaimer: anche se non ci è chiaro in che modo, Pierg ha partecipato alla stesura di questa recensione.

Disclaimer (parte II): il titolo di questa recensione verrà capito solo da Paolo e Pierg (e se non se lo ricordano, forse non eravamo solo noi ad aver bevuto troppo).

In una bellissima serata di pioggia monsonica, a Milano solitamente le persone si rinchiudono in casa. Invece noi, sfidando le intemperie, abbiamo preso la malsana decisione di andare al Ligera (tra l’altro in una zona bellissima) a vedere un sacco di gruppi italiani che la maggior parte della popolazione mondiale malcaga. Visto che alcune persone leggono male gli orari d’inizio (cough ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale cough) arriviamo al locale in anticipo, il giusto necessario per assistere al soundcheck delle bands.

Continua a leggere “Vado a farla da Paolo” – The Anthem + A Memorable Day + guests @ Ligera, Milano 20/05/2012

I FOB non erano belli solo per i testi di Pete Wentz – Soul Punk by Patrick Stump

Non di solo pop punk vive l’uomo. Questo è il verbo che Patrick Stump diffonde col suo nuovo lavoro “Soul Punk”, disco in cui è lieto di includere senza timore tutte le sue influenze musicali.

Si lancia nell’esplorazione di un nuovo mondo. Il suo mondo, viste le particolari scelte stilistiche relative alla sua voce già presenti nei lavori dei Fall Out Boy.

L’album si apre con Explode, che ricorda inevitabilmente Michael Jackson. E’un brano energico e molto ballabile. Meno catchy di quanto ci si potrebbe aspettare. Inutile dire che la voce di Patrick resta sempre al centro dell’attenzione.

This City è la sua City e lui la ama. E anche Lupe Fiasco la ama visto che canta la parte rap della canzone. È una canzone che non mi aspettavo di sentire ma che sono contenta che esista, è veramente una ventata di novità. Ben fatta, divertente e non banale. Perfetta da sentire mentre ci si prepara per una serata con gli amici.

Le percussioni e gli effetti in sottofondo all’inizio di Miserabile Dance non promettono niente di buono. Il modo in cui il buon vecchio Patrick usa la sua voce ci fa un po’ ricredere, ma nemmeno più di tanto. Sembra di essere tornati indietro di qualche decennio. Signori e Signore ecco a voi gli anni ’80. Solo con più innovazioni tecnologiche da poter utilizzare.

Spotlight è decisamente il mio genere. E’ in perfetta sintonia con la nuova ondata di pop punk/party hardy in voga negli ultimi tempi. Forse un pelo più elettronica. Altro che oh nostalgia, ti viene una gran voglia di saltare e cantare usando una spazzola come microfono. Soprattutto le parti in cui Stump tira gli acuti come solo lui sa fare.

In The “I” in lie, Patrick sembra felice ed orgoglioso di essere un cheat e dice “if you’re unfaithful put your hands in the air”. La sua voce, soprattutto nei ritornelli è molto in stile FOB, decidete voi se è un bene o un male. Nonostante tutto la melodia non è molto orecchiabile e nemmeno così allegra. Resta comunque una bella canzone dal titolo geniale interpretata in maniera perfetta.

Run Dry è una canzone veramente ipnotizzante. Il ritornello è scandito dagli step 1,2,3,4,5 che non sto a spiegarvi per non farla troppo lunga, tanto dal titolo potete intuire di cosa parla. Il ritmo incalzante e il testo semplice e divertente facilitano la conquista della vostra mente da parte di questa canzone.

Greed  è un pezzo che non rimarrebbe impresso nella mente se non fosse per la sua outro strumentale.

Everybody Wants Somebody parte con una voce bassa e profonda e un mood un po’ da ora del te. Dopo pochi secondi però parte la festa. Testo estremamente ripetitivo, strane trombette che non fanno assolutamente atmosfera. Falsetto esagerato. Non è una bella canzone questa.

Allie parte con delle simpaticissime rullate che si trasformano in un ritmo incalzante un po’ in stile R’n B. E più o meno il pezzo prosegue in questa direzione, Patrick sembra un po’ una diva pronta a lasciare tutti di stucco con le sue capacità vocali. Ad un certo punto parte un inaspettato assolo di chitarra che rende il tutto ancora più seduttivo.

Coast (It’s Gonna Be Better) è una canzone pop di cui l’unica cosa che colpisce veramente è il testo: “I keep making mistakes, but it takes some time to get anything right”

Dopo aver sentito questo album penso che mi farò un cd per la macchina con tutte le canzoni discotecare dei gruppi/cantanti “alternativi”.