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“uttè pappauttè” – Stromae live @Palalottomatica, Roma 17-12-14

di Leonardo Passari

omaeAmo scoprire artisti, ascoltarli e seguirli ostinatamente nonostante non facciano assolutamente parte dei miei gusti, si scoprono tante cose, ad esempio che tutti hanno qualcosa da dire e da dare al mondo a modo loro, e quando il tutto culmina con il concerto significa che si è creato un legame che non si è fermato su Spotify o su YouTube, ma è andato oltre, un po’ come quando ti piace una ragazza; per carità, è bello quando hai una cotta per qualcuno, ma è ancora più bello quando riesci a strappare un bacio, anche piccolo piccolo.

Io un bacio da Stromae non me lo sono fatto dare, ma in compenso ero lì, per la prima volta davanti ad una star del momento, nel suo più grande periodo di celebrità, strameritata peraltro.

stTutt’altro che un misero show pop, musica elettronica tanta sì, ma curata ed elaborata, e suonata live nota per nota dai fenomenali musicisti di Stromae in completino “racine carrée” bianco e nero e cappello alla “Arancia Meccanica”. Dello spettacolo di luci poi non ne parliamo, sembrava di cambiare completamente luogo ad ogni canzone, ad eccezione delle due enormi radici quadrate ai lati del palco, moventi e ruotanti.

“Ta Fête” non poteva che essere l’opener, suonata ai synth e ai pad anche da StroStro, e poi via alternando i successi di “Cheese” e di “Racine Carrée”, fino a “Tous Les Mêmes” dove ballando e cantando diventa padrone del palco, della folla e dell’italiano.

Come già accennato, è ammirabile l’attenzione alle lunghe sezioni strumentali che ampliano molte canzoni, fino ad arrivare all’anthem “Alors On Danse” e al coloratissimo encore di “Papaoutai” in versione “integrale”.

Infine un lungo tripudio di ringraziamenti sempre musicali e danzanti per l’ultimo concerto del 2014, un 2014 sicuramente positivo per il MaeStro, che dopo aver portato via tutti i teli, gli strumenti, le radici quadrate, i musicisti e lasciando il palco nero e vuoto con solo un microfono al centro, richiama la sua band per una strabiliante versione a cappella di “Tous Les Mêmes”, chiedendo il silenzio assoluto di tutto il Palalottomatica, un silenzio che ha reso la standing ovation finale più rumorosa e accogliente, “merci” Stromae, à bientôt.

Setlist.

Ta fête
Bâtard
Peace or Violence
Te quiero
Tous les mêmes
Ave Cesaria
Sommeil
Quand c’est ?
Je cours
Moules frites
Formidable
Intermission
Silence
Carmen
Humain à l’eau
Alors on danse
Encore:
Papaoutai
Merci
Encore 2:
Tous les mêmes (a capella)

“Empire of Light” by Ylium

di Leonardo Passari

ylium-musica-empire-of-lightYlium, duo veneziano composto da Alessandro Cavazzana e Marco Rodella, musicisti provenienti dall’ambiente del Garage Rock e sperimentatori accaniti che si lanciano a capofitto in questo progetto che viaggia tra l’elettronica, il Rock sperimentale e d’avanguardia, insomma una bella scommessa con batteria, basso e chitarra a cui si aggiungono computer e drum-machines settati e programmati a dovere. Continua a leggere “Empire of Light” by Ylium

“The Connection” by Papa Roach

Di Francesca Pieschi

The Connection” è la settima fatica discografica dei californiani Papa Roach che, nonostante il numero in comune con le meraviglie del mondo, di meraviglioso ha ben poco e adesso vi spiegherò il perché.

Se il cantante della band Jacoby Shaddix ha descritto con toni entusiastici questo album come una riscoperta degli elementi base dei Papa Roach, lo stesso non possono dirlo i fans che si son trovati ad ascoltare un album pressoché piatto, fortemente influenzato dall’altra moda del momento dopo il country: l’elettronica. Continua a leggere “The Connection” by Papa Roach

“Dancing Through Shadows” by She Was Nothing

Di Michela Rognoni e Sara Cavazzini

Disclaimer: Ci stiamo buttando nella recensione di un disco che non è decisamente il nostro genere ma che troviamo perfetto per un po’ di Party Hard.

Stiamo parlando di “Dancing Through Shadows” il disco d’esordio autoprodotto degli She Was Nothing, quintetto Milanese formatosi nel 2008 grazie alla voglia di creare qualcosa di innovativo unendo sonorità rock e metal con la musica elettronica. Il loro coraggioso tentativo sarà sicuramente apprezzato all’estero, ma l’Italia sarà pronta per questo?

La traccia che apre l’album, “Owning your life” già preannuncia il sound particolare del gruppo.Questa canzone è interamente parlata e ciò serve ad aumentare il sentimento di angoscia e dolore provocato sia dalla musica che dal testo. Continua a leggere “Dancing Through Shadows” by She Was Nothing