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“Zombies on Broadway” by Andrew McMahon in the Wilderness

di Michela Rognoni

andre mcmahon in the wilderness zombies on broadwaySe quando pensate ad Andrew McMahon vi vengono in mente le emozionantissime rock ballad al pianoforte, allora siete rimasti indietro di qualche decina di anni. Sì perché i repentini cambiamenti nel progetto musicale di questo artista poliedrico non riguardano solo il nome, ma rivedono l’intero concetto a 360°. In Zombies on Brodway la sperimentazione prende il sopravvento e quello che ne risulta è un album creativo e ricco di colpi di scena. Continua a leggere “Zombies on Broadway” by Andrew McMahon in the Wilderness

“Savior” by Metro Station

Di Martina Pedretti

metro stationQuesta volta parliamo dei Metro Station che, a distanza di 8 anni dal loro primo full length, hanno recentemente rilasciato un album di ben 18 tracce, “Savior”. Nel lontano 2007, quando il fatto che i fratelli di Miley Cyrus e Mitchell Musso avessero una band scioccò tutti i più accaniti fan di Hannah Montana, tutti si scatenavano sulle note della celebre “Shake It”, oggi invece risulta tutto decisamente noioso.  Continua a leggere “Savior” by Metro Station

“Andrew McMahon in the Wilderness” by Andrew McMahon In The Wilderness

Di Michela Rognoni e Chiara Cislaghi

“Poetry begins to atrophy when it gets too far from music.”.

ANDREW-MCMAHON-LO-RES-ALBUM-COVER-1024x1024È una verità universalmente riconosciuta che ad Andrew McMahon piace un sacco cambiare nome a caso. Infatti, l’ultimo capitolo della sua discografia è un selftitled pubblicato sotto lo pseudonimo “Andrew McMahon In The Wilderness” (dove la “wilderness” simboleggia l’inizio di una nuova vita). Continua a leggere “Andrew McMahon in the Wilderness” by Andrew McMahon In The Wilderness

I FOB non erano belli solo per i testi di Pete Wentz – Soul Punk by Patrick Stump

Non di solo pop punk vive l’uomo. Questo è il verbo che Patrick Stump diffonde col suo nuovo lavoro “Soul Punk”, disco in cui è lieto di includere senza timore tutte le sue influenze musicali.

Si lancia nell’esplorazione di un nuovo mondo. Il suo mondo, viste le particolari scelte stilistiche relative alla sua voce già presenti nei lavori dei Fall Out Boy.

L’album si apre con Explode, che ricorda inevitabilmente Michael Jackson. E’un brano energico e molto ballabile. Meno catchy di quanto ci si potrebbe aspettare. Inutile dire che la voce di Patrick resta sempre al centro dell’attenzione.

This City è la sua City e lui la ama. E anche Lupe Fiasco la ama visto che canta la parte rap della canzone. È una canzone che non mi aspettavo di sentire ma che sono contenta che esista, è veramente una ventata di novità. Ben fatta, divertente e non banale. Perfetta da sentire mentre ci si prepara per una serata con gli amici.

Le percussioni e gli effetti in sottofondo all’inizio di Miserabile Dance non promettono niente di buono. Il modo in cui il buon vecchio Patrick usa la sua voce ci fa un po’ ricredere, ma nemmeno più di tanto. Sembra di essere tornati indietro di qualche decennio. Signori e Signore ecco a voi gli anni ’80. Solo con più innovazioni tecnologiche da poter utilizzare.

Spotlight è decisamente il mio genere. E’ in perfetta sintonia con la nuova ondata di pop punk/party hardy in voga negli ultimi tempi. Forse un pelo più elettronica. Altro che oh nostalgia, ti viene una gran voglia di saltare e cantare usando una spazzola come microfono. Soprattutto le parti in cui Stump tira gli acuti come solo lui sa fare.

In The “I” in lie, Patrick sembra felice ed orgoglioso di essere un cheat e dice “if you’re unfaithful put your hands in the air”. La sua voce, soprattutto nei ritornelli è molto in stile FOB, decidete voi se è un bene o un male. Nonostante tutto la melodia non è molto orecchiabile e nemmeno così allegra. Resta comunque una bella canzone dal titolo geniale interpretata in maniera perfetta.

Run Dry è una canzone veramente ipnotizzante. Il ritornello è scandito dagli step 1,2,3,4,5 che non sto a spiegarvi per non farla troppo lunga, tanto dal titolo potete intuire di cosa parla. Il ritmo incalzante e il testo semplice e divertente facilitano la conquista della vostra mente da parte di questa canzone.

Greed  è un pezzo che non rimarrebbe impresso nella mente se non fosse per la sua outro strumentale.

Everybody Wants Somebody parte con una voce bassa e profonda e un mood un po’ da ora del te. Dopo pochi secondi però parte la festa. Testo estremamente ripetitivo, strane trombette che non fanno assolutamente atmosfera. Falsetto esagerato. Non è una bella canzone questa.

Allie parte con delle simpaticissime rullate che si trasformano in un ritmo incalzante un po’ in stile R’n B. E più o meno il pezzo prosegue in questa direzione, Patrick sembra un po’ una diva pronta a lasciare tutti di stucco con le sue capacità vocali. Ad un certo punto parte un inaspettato assolo di chitarra che rende il tutto ancora più seduttivo.

Coast (It’s Gonna Be Better) è una canzone pop di cui l’unica cosa che colpisce veramente è il testo: “I keep making mistakes, but it takes some time to get anything right”

Dopo aver sentito questo album penso che mi farò un cd per la macchina con tutte le canzoni discotecare dei gruppi/cantanti “alternativi”.