Archivi tag: editoriale

Awsten dei Waterparks è blue per colpa del Power Ranger Giallo

Nota: “blue” in inglese vuol dire blu, ma si usa anche per dire triste.

Questo mese di novembre è stato davvero duro per le band della nostra scena (e per il cinema, e per Nick Carter) a causa di tutte le “allegations” di molestie sessuali e simili. Durante tutti i dibattiti a seguito di ogni “allegation” sono venuti fuori tanti argomenti e opinioni diverse, ma l’unica cosa che si è rivelata indubbia è che i fan esagerano. SEMPRE. In una direzione o nell’altra, che ci sia da difendere il proprio “idolo” a spada tratta o che ci sia da distruggerlo, i fan esagereranno sempre, un po’ come gli estremisti religiosi (che in quanto estremisti sono estremi, no?). Continua a leggere Awsten dei Waterparks è blue per colpa del Power Ranger Giallo

Annunci

#35 Defend Glenn Harvey

“Metti che apri questa mail e dentro c’è la foto del pannocchione di Glenn Harvey. Cosa fai denunci Glenn? Denunci Me? O semplicemente elimini la mail e blocchi questo servizio?”

Si parla continuamente di femminismo, di parità dei sessi, di violazione della privacy e di tante altre questioni (po)etiche e lo si fa la maggior parte delle volte in modo ipocrita e moralista. Continua a leggere #35 Defend Glenn Harvey

#34 “Si prega di non pogare”

  • no-pogoSulle transenne del Pala Alpitour prima del concerto di quella band che conoscete tutti ma non nominerò perché porta sfiga (infatti pensate che ora che loro sono nel mio stesso paese la mia salute è diminuita e oltre a non ricevere offerte di lavoro non sto ricevendo nemmeno la mail di conferma per accedere a IperApp) è stato appiccicato questo cartello non troppo insolito che dice: “Si prega di non pogare – al fine di evitare infortuni bla bla bla”. Come ho già detto, non è una cosa insolita, ma chissà perché ci fa indignare ogni volta. Continua a leggere #34 “Si prega di non pogare”

#33 Tiny Moving milanesi

Proprio ieri il discorso su “i concerti solo al nord” e su “farsi i chilometri per andare a vedere i concerti” era all’ordine del giorno, e proprio ieri, cinque milanesi sfigati salivano su una macchina poco adatta ai lunghi viaggi in autostrada (ma si sa che il calabrone non potrebbe volare però non lo sa e vola lo stesso…) per andare a La Tenda di Modena – home of all our feels – e, pensate un po’, senza lamentarsi che “però non è giusto che cazzo di città è Modena? Milano è più figa perché abbiamo i Navigli e l’apericena”. Grazie al cazzo, era gratis; direte voi. Ma nessuno rimborserà mai alla povera Giulia, ancora minorenne, il bel periodo della sua vita in cui non conosceva gli Strangle Kojak.
Partendo con l’incredibile ritardo di un’ora arriviamo alla Tenda giusto in tempo per il set dei nostri amiconi Cabrera; nel senso che entriamo trionfanti con questa gloriosa battuta: “Sbrigati, non senti che stanno iniziando?”
“Bè, da qui si sente tutto”.
Regaz, hanno suonato roba nuova, non vi dico le condizioni del mio debole cuore. Qua poi c’è una storia di tweet e di amicizia che vi rimandiamo alla pagina.

 

14291642_10157317353855212_3318589112430024241_n
Foto di Laura Lei, che brava!
Iniziano i Tiny Moving Parts e io voglio farmi adottare. Se dovessi scegliere io come classificare i generi musicali, creerei una categoria speciale solo per loro e la chiamerei “uncomfortable”. Se potessi scrivermi addosso tutta la loro discografia senza conseguenze lo farei subito perché qualunque dei loro pezzi è troppo relatable per essere vero. Il mio corpo è nel moshpit, i miei occhi sui capelli di Matthew, a volte anche sui baffi di Billy ma è complicato guardare i batteristi perché sono sempre seduti e lontani. Comunque quella famiglia lì ha un’ottima tradizione di peli se avete notato…
Le persone si lanciano dal palco, alcune più coreograficamente di altre, cerco di sostenerle alzando le braccia; I ciccioni mi usano come appoggio che menomale che mangio un sacco di formaggio e quindi le mie ossa sono forti abbastanza da non rompersi sotto il peso di tutte le piadine che hanno mangiato nella loro vita. Piastrarsi i capelli è stato inutile. Si apre con Happy Birthday e si chiude con Dakota. Nel mezzo tutti i nostri feels.
Ma la vera domanda è: chi sono i Fall of Troy?
Chelli

32# Carry on, all you minstrels of the world

pecora.jpgIl giorno dopo l’emozionante 5 compleanno di Aim, avevamo in programma di andare a vedere Yotam a Bergamo che in realtà era l’Osteria della Pecora Nera di Osio Sopra.
Ovviamente essendo in aperta campagna con tanto di profumino di natura mi sono sentita subito a casa, e nonostante questo abbia minato la possibilità di far svolgere il concerto all’aperto, sono stata anche contenta del clima da tempesta perché così ho potuto sfoggiare la mia bellissima felpa non mia.  Continua a leggere 32# Carry on, all you minstrels of the world

28# Megametal is dead

Il 9 febbraio di mille anni fa (tipo 3) era la data in cui si chiudeva l’epico tour denominato “Punk is Dead”, i tempi d’oro di aim a trabolmeicher che ora non è che l’ombra di ciò che era a quei tempi (cioè il triplo del disagio di adesso).
E pensare che io a quella data non ci sono nemmeno andata perché ero a vedere la mostra dei cadaveri ben conservati in posizioni creative (meglio conosciuta come body world). Continua a leggere 28# Megametal is dead