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26# My (disagio all’) Expo 2015

Dell’Expo se ne parla da prima che iniziassero i lavori e ne hanno parlato tutti ma io no e non vedo perché dovrei sentirmi esclusa da tutta questa Expomania solo per non cadere nel mainstream. Sono stufa di essere un’outsider quindi sono andata all’Expo e adesso ve ne parlo.  Continua a leggere 26# My (disagio all’) Expo 2015

#20 Ai tempi miei MTV trasmetteva ancora la musica…

Ho avuto tre genitori. Tre splendidi genitori: mamma, papà ed MTV; e non sono per nulla meravigliato dal disastro delle nuove generazioni, talmente arrapate che quando escono dall’utero materno piangono e piangono e piangono! Noi no, o almeno, io spero di far parte di quella generazione che un po’ si è salvata, di quelle persone che uscendo dall’utero materno hanno ringraziato il dottore con una virile stretta di mano, si sono messi giacchetto e cappello, hanno pagato il parto alla segretaria e sono usciti, insomma uomini ancor prima di nascere. In realtà uomini non lo eravamo per niente (lo dite voi!) ma se mamma e papà non si muovevano allora qualcosa bisognava fare e lì c’era MTV. Continua a leggere #20 Ai tempi miei MTV trasmetteva ancora la musica…

#19 “Se tu sei un giornalista Kurt Cobain è ancora vivo”

Ci sono dei personaggi famosi/storici che mi stanno simpatici e altri che non posso proprio sopportare. Tipo mi stanno simpaticissimi Enrico IV e Sid Vicious e odio tantissimo Leonardo Da Vinci e Gene Simmons. Ma quello che mi sta più sul cazzo di tutti è Kurt Cobain. Continua a leggere #19 “Se tu sei un giornalista Kurt Cobain è ancora vivo”

TOP 10 Non touristy things to do in London (ovvero il riassunto del nostro disagio)

IMG_1222Prendetelo come un editoriale se vi sembra troppo circostanziale, o prendetelo come una classifica se anche a voi sono successe le stesse cose o anche se semplicemente siete fan delle liste.
Londra è la città più gettonata dagli italiani, e quando i vostri amici virtuali ci vanno vi invadono le homepage con le solite foto dei bicchierini di Starbucks col nome sbagliato, del negozio di M&M’s, dei loro acquisti da Primark, del Big Ben (spesso erroneamente chiamato Big Bang a causa della scarsa alfabetizzazione) o della torre di Londra.
Noi invece abbiamo optato per altre cose, sicuramente meno generic, ma in ogni caso molto divertenti. Continua a leggere TOP 10 Non touristy things to do in London (ovvero il riassunto del nostro disagio)

12# Le rievocazioni dell’età vittoriana sono divertenti solo perché simulate

Non me ne vogliate, ma la video risposta di Fat Mike in cui si sforza di essere autoironico è la cosa più triste che abbia visto negli ultimi anni, anche più triste di quel film con il cane bello che però alla fine muore. Sulla mia bacheca di Facebook, luogo di perdizione, vedo spesso stati di persone che millantano un desiderio di ritorno alle origini, di riavvicinamento alla natura, insomma, una stupida esigenza di smetterla col telefono e con l’internet per dedicarsi a passatempi più sani tipo leggere un libro cartaceo, le passeggiate e il bird watching. Spesso questa esigenza è tradotta nella frase “vorrei riuscire per una settimana a fare a meno della tecnologia”. Tecnologia.  Nel senso che allora questi soggetti vogliono vivere per una settimana come se non ci fosse mai stata la rivoluzione industriale giusto? Oppure semplicemente si sono dimenticati che nel termine contenitore “tecnologia” rientrano oggetti di uso comune come luce, gas e acqua corrente?Che poi è la stessa cosa che condanno della stupida citazione divenuta virale “I’m glad I had a childhood before technology took over”, dato che i miei genitori da bambini avevano la TV e mia nonna da bambina aveva addirittura il frigorifero e la stufa a gas. Io avevo addirittura la TV, un computer che non sapevo usare se non per giocare al libro virtuale de Il Re Leone, e soprattutto un cane robotico che camminava al guinzaglio premendo un pulsante. Tutto questo per dirvi che durante questo week end di copiose precipitazioni che ha visto esondare parecchi fuimi tra cui il mio amico Ticino, il mio quartiere ha subito un black-out di quasi 24 ore.

Qui sotto stilerò un elenco delle cose che non potevo fare in ordine sparso: – ricaricare il cellulare- usare il telefono fisso- ascoltare musica dal PC- ascoltare musica dallo stereo- ascoltare musica dal giradischi (non è vero, non ho un giradischi)- guardare la TV- impedire ai cibi congelati nel mio freezer di scongelarsi- impedire ai cibi in frigo di andare a male (in realtà la durata del balckout è stata insufficiente e niente è andato a male)- aprire il cancello senza usare le chiavi- piastrarmi i capelli- asciugarmi i capelli- farmi la doccia- lavare i piatti senza il disagio di dover bollire l’acqua- lavarmi la faccia senza riportare en vogue l’ice bucket challange- farmi un toast- farmi una pizza- scongelare il pane e scaldarlo nel microonde (cosa utile di domenica quando i panettieri sono chiusi)

…e dopo il tramonto- leggere o scrivere senza perdere preziosi decimi di vista.

 

Pensate quindi a quanto più grave sarebbe stato il disagio senza acqua corrente e senza gas. Quindi se fossi in voi eviterei di usare a sproposito la parola tecnologia e comincerei a uscire di casa invece che scrivere su Facebook del mio bisogno di stare meno su Facebook.