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NUOVA CANZONE: “Flurries” by August Burns Red

Gli August Burns Red hanno pubblicato una nuova canzone: Flurries. Ascoltala qua sotto! Continua a leggere NUOVA CANZONE: “Flurries” by August Burns Red

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NUOVO ALBUM: August Burns Red


Gli August Burns Red hanno annunciato che pubblicheranno un nuovo album, Sleddin’ Hill, A Holiday Album, il 9 ottobre.
Sarà un album speciale perché conterrà sia rifacimenti di canzoni natalizie che canzoni originali, il tutto naturalmente in stile “August Burns Red”.
Nell’attesa di poter ascoltare quest’album natalizio, potete vedere la copertina e la tracklist qui sotto:
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Do Whatever The F***K You Want Because I’m Sure I’m Gonna Die In The Pit – Eastpak Antidote Tour (with A Day To Remember)@Alcatraz 06-11-11

Di Sara Cavazzini
Foto di Irene B. e Denise Pedicillo
E’ la mattina del 6 novembre ed io mi sveglio e vado dritta all’alcatraz (inutilmente visto che poi avrei perso la fila per andare alla signing session, ma mi piace perdere il mio tempo in questo modo). Poco dopo il mio arrivo inizia a piovere e non ha ancora smesso.
Prendo tanta acqua, c’è odore di ferro nell’aria perchè in media ogni persona presente ha circa 482032890 piercings addosso, ci sono infiniti boscaioli, diversi strani colori di capelli, dilatatori a gogo ed tante altre cose bbrootal.
Arrivano la Flo e De e andiamo alla fantasticissima signing session dove, in quanto vincitrici, ci viene dato un braccialetto e ci viene chiesto di metterci in fila con il resto della plebaglia. Pur non capendo il motivo ci mettiamo tutti in fila, ad un certo punto le ginger a capo di Freak Promotion – organizzatore del contest – si mettono a distribuire i braccialetti a tutta la fila. In conclusione: il contest non è servito a niente. (nel frattempo in fila abbiamo vinto innumerevoli gadgets treesse ecc.)
Ma passiamo alle cose importanti. Gli ADTR arrivano da treesse, momenti di delirio mischiato a panico mischiato ad ansia mischiato ad idioti che continuavano a cantare turuturututu tuturututu ma vabbè. Entriamo da Treesse, ci viene detto di non fare foto, e loro sono li, ciccionissimi, sorridentissimi e altri mille aggettivi che finiscono in -issimi. Autografano tutto l’autografabile; Josh è carinissimo, Neil vive nel suo mondo, Alex ‘monkeyboy’ farfuglia qualcosa che non capisco ma ride quindi rido, Jeremy è un patatino e Kevin è l’amore della mia vita, gli faccio autografare dei booklet di non so chi che la flo mi aveva passato e mi chiede se siano tutti miei e io gli dico di si 😀 Abbandoniamo Treesse e torniamo all’Alcatraz dove c’è tanta gente. La fila è a forma di fila per i primi 20 metri, poi si trasforma in un gregge non ben definito nel quale noi ci addentriamo.
Entriamo all’alcatraz che il primo gruppo, i Living With Lions, stava già suonando. io e la mia amica cerchiamo di andare avanti. I Living with lions sono bravi e ci piacciono tanto. Quando finiscono noi siamo dispiaciutissime e iniziamo a capire che i fans del gruppo che seguirà, i The ghost inside, sono delle brutte persone, straesaltate e soooo brooootal. Non appena questi salgono sul palco è il delirio e decidiamo di uscire dalla folla, per ricongiungerci con Penise e la Flo. I the ghost inside non sono un granché, sono anchepeggio degli August Burns Red, che hanno suonato subito dopo. Gli August Burns Red si sono salvati solo con una canzone che faceva OOO OOOO OOO, che, nonostante mi sia stato detto più volte il titolo, non me lo ricordo per cui rimarrà per sempre la canzone dell’OOO OOOO OOO. (mentre questi due gruppi suonavano noi ci improvvisavamo headbangers(?) e i nostri colli ne risentono.
Nel frattempo l’altra mia amica, che si era presa la prima fila, è stata all’incirca uccisa da una tizia che gli ha tirato una gomitata sul collo e l’ha fatta svenire. L’ho ritrovata che vagava per il locale in cerca di me e ho provato a farle prendere le vitamine che mi tengono in vita durante i concerti ma ho solo peggiorato la situazione perchè le facevano schifo e ha quasi vomitato, ma vabbè.
Arriva il momento degli A Day To Remember e tutto diventa subito stupendo, vengono lanciati coriandoli sulla folla all’inizio della prima canzone, rotoli di carta igienica poche canzoni dopo, seguiti da palloncini, palloni ecc. Viene richiesto un circe pit, grande quasi quanto tutto il locale, Penise decide di buttarsi in mezzo, nonostante noi glielo avessimo sconsigliato, e dopo un giro ne esce in qualche modo. Jeremy si mette in una palla e cammina sul pubblico sulle note di Homesick, che viene cantata da Kevin, che è bravissimo, ha una voce stupenda, forse anche troppo per essere un chitarrista. Dopo The Plot To Bomb The Panhandle viene fatta la solita pagliacciata della band che esce, la gente che urla ”one more song” e cose così. Tornano sul palco Jeremy e Kevin con le chitarre acustiche e iniziano a cantare If It Means A Lot To You, e io piango tanto.
Ed a questo punto arriva il momento dell’ultima canzone annunciata da Jeremy con un ”do whatever you fucking want, because this song’s called THE DOWNFALL OF US ALL.” ed è il delirio, ancora coriandoli e tutto è fantastico. Peccato che sia finito troppo in fretta.
Gabe perché mi hai svegliata da un sogno così bello? Sorrido vedendo i miei lividi allo specchio. Non è stato affatto un sogno.