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Arcane Roots in Italia!

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Arcane Roots in Italia

arcane rootsGli Arcane Roots hanno annunciato alcune date in Italia ad ottobre. Guarda qua sotto i dettagli!

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Enter Shikari @ Magazzini Generali, Milano 05-02-2015

Di Giorgio Molfese

1412790498Il 5 Febbraio, pare suonassero gli Enter Shikari in quel di Milano, ai Magazzini Generali. Dico “pare” perché credo di non aver mai visto una data meno pubblicizzata. Roba che il concerto di una cover band a caso che ha in repertorio pezzi di Valerio Scanu e Moreno, intervallati da “Il mio canto libero” e “You make me wanna”, avrebbe più partecipanti sull’evento di Facebook.

Detto questo, io non dovevo nemmeno essere presente. Cioè, si li amo gli Enter Shikari ma per ragioni di entità superiore avrei dovuto declinare l’invito. Per fortuna ho qualche buon amico che ha deciso di regalarmi praticamente tutto quanto e insomma mi sono ritrovato in ostello, in una Milano imbiancata dalla neve e infastidita dalla pioggia.

Cazzeggio per un’oretta e poi via, per prendere posto in coda fuori dai Magazzini. Non c’era un cane ovviamente, era presto e non si sapeva neanche a che ora avrebbero aperto le porte.

Tra un racconto di fantasmi e l’altro, tra spiriti e sogni, tra un tramezzino al tacchino e un “no grazie, non mangio perché dopo c’è la vodka”, ci apprestiamo ad entrare e a lasciare un sacco di soldi al guardaroba.

Almeno siamo in seconda fila mi dico, e intanto il posto comincia a riempirsi.

E insomma cominciano gli Arcane Roots (nonostante io mi aspettassi almeno una band italiana ma nessuno si è degnato di specificare sta cosa) che scaldano a dovere il pubblico, la prima fila infatti è tutta per loro. Il frontman ha una voce pazzesca e comunque la loro presenza sul palco si fa sentire.

Resta il fatto che mai nella vita andrei a riascoltarmi le loro canzoni, cioè si, se capita ma in linea di massima sono stati un po “ics” e tra l’altro erano vestiti malissimo.

Notiamo che non sono neanche le nove, e dopo qualche minuto parte quest’intro parlato, lungo, infinito che annuncia l’entrata degli Enter Shikari con una specie di countdown.

L’inizio del live è abbastanza epico grazie a “The Appeal & The Mindsweep I” che ci carica tutti quanti per bene. La gente ai live degli Enter perde la testa fidatevi, appena si accelera un attimo partono le moshate, il pogo e tutto il resto, non si riesce a stare fermi e questo è davvero bellissimo.

Si continua con “Destabilise” che era una di quelle che aspettavo a bomba e infatti zero delusione, su quella specie di mezzoquasiforse breakdown misto elettronica sono volato via.

“Radiate” coinvolge tutti quanti e, cazzo, vi sfido a non urlare “YABADABADOO” su“Gandhi Mate, Gandhi”.

Qui arriviamo a “The Last Garrison” che devo dire è stato il mio pezzo preferito del live, cioè non ce la facevo, è una roba che sta fuori dal mondo, ballavano e saltavano tutti quanti.

Dopo “Juggernauts” che a me personalmente non piace, si viaggia con un po’ di rap in“Never Let Go Of The Microscope”. Si viaggia anche con “Myopia” che alla fine esplode e ci si ammazza.

“Torn Apart” non esalta, e dopo un breve interlude parte un mega intro dubstep che ci porta all’unico pezzo di Take To The Skies che Rou ci ha proposto: “Mothership”.

Sono particolarmente legato a Take To The Skies e quindi ero gasatissimo!

Momento di calma con “Stalemate” dove scende qualche lacrima attorno a me, e momento sorpresa con “The Paddington Frisk”.

Stupenda “Anaesthetist” che come altre prima di lei, fa aprire qualche circle pit non-sense e procura qualche livido al “STEP THE FUCK BACK!”.

Altro interlude, Rou si mette al piano, e noi ci sediamo tutti per terra a contemplare la bellezza, la meraviglia di “Dear Future Historians…” e la perfezione della voce, quasi inaspettata.

Ricominciamo a prenderci a bastonate con “Slipshod” che è veramente fuori di testa. Gente quasi si prende a pugni e via così!

Finisce tutto (a malincuore) con “Sssnakepit”, ottima ma non perfetta per chiudere il live. Infatti porca miseria ladra, giusto qualcuno, poche persone, ovvero tutte (nel frattempo si è saputo che la data era sold out…) volevano la Sorry You’re Not A Winner di turno ma nada de nada. Questa è stata l’unica delusione della situazione.

Che dire, uno dei live migliori a cui sia mai stato. Gli Enter Shikari hanno il dono di far commuovere, saltare, pogare, ballare tutto nello stesso live e non conosco altre band capaci di questo.

Rou è tremendamente bravo, come da CD e non vedo l’ora di rivederli.

A fine serata tutti quanti sono usciti, sotto la neve, per una buona mezz’oretta a fare foto con i fans, autografare biglietti e scambiare quattro chiacchiere.

È questa l’umiltà che credo debba avere una band che gira il mondo, puoi spaccare quanto vuoi ma senza quella non sei nessuno. Big up per gli Enter ragazzi. Band della vita.