“A MEnSTrous evening” -Mest @Traffic Club Roma, 03/28/2012-

By Tatiana Rettore (translated by Chiara Cislaghi)

Attenzione:c’è anche la recensione in italiano sotto!

March 28th, 2012 first Mest concert ever in Rome, and what shall I say? Great concert! But let’s start from the beginning. Continua a leggere “A MEnSTrous evening” -Mest @Traffic Club Roma, 03/28/2012-

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“This is an anti-Christmas EP” Less Seasons Greetings from Less Than Jake by Less Than Jake

di Elisa Susini

Sono tornati i Less Than Jake circa un mesetto fa con un EP, Seasons Greetings from Less Than Jake, che è il proseguo del precendete EP estivo, Greetings From Less Than Jake.
Hanno tenuto a precisare che questo EP non ha niente a che vedere con il Natale, ma se dovesse a tutti i costi celebrare qualche festa, celebrerebbe i loro 20 anni di musica.
Infatti è un ottimo mix di quello ska-punk che li ha resi sin da subito un punto di riferimento solido e costante sulla scena.
Giusto per ricordarci che non è un EP natalizio, si apre trionfalmente con “The New Auld Lang Syne”, canzone che ci fa entrare sin dai primi secondi in quell’atmosfera di festa e divertimento che contraddistingue la maggior parte dei pezzi dei Less Than Jake.
Subito dopo arriva “Younger Lungs”, che potrebbe benissimo essere uscita da Anthem, il loro album del 2003, . L’unica constatazione sul pezzo è che le voci di Chris e Roger sembrano un po’ più deboli del solito. Constatazione che verrà poi spudoratamente smentita in “A Return to Headphones” dove invece le loro due voci si fondono insieme in maniera perfetta.
“Done And Dusted” invece è la canzone più pacata dell’album, piacevole ma non di così forte impatto come quella successiva, “Finer Points of Forgiveness”, che chiude perfettamente un EP brillante ed energico che non può in nessun modo aver deluso i fans dei Less Than Jake.

“Punch someone pop punk” – Manifest Destiny by Kids These Days

di Michela Rognoni e tradotto da Chiara Cislaghi

Attention: at the end of the page there’s also the english translation of the review

Nonostante i Kids These Days si siano formati poco più di un anno fa, questo sarebbe già il loro secondo EP, ma anche il primo con la nuova formazione. Continua a leggere “Punch someone pop punk” – Manifest Destiny by Kids These Days

“A high five doesn’t even cut it. High six!” – High Five by The Anthem

Di Sara Cavazzini, Alessia Damone e Alice Favaro (che più che altro ha rotto le balle)

Disclaimer: questa recensione è stata contaminata da elementi esterni inaspettati come, ad esempio, le canzoni dei Finley (blame Sara Cavazzini).

Disclaimer (parte II): volevamo fare una recensione seria ma il raffreddore s’è mangiato i pochi neuroni che c’erano rimasti. Trenitalia si scusa per il disagio e vi augura un buon viaggio!

Siamo qui riunite oggi (e siamo addirittura in tre!) per tentare di rendere giustizia ad un album che c’ha lasciate letteralmente senza parole. Saranno i nostri poveri neuroni andati a male? Sarà l’emotività? Sarà la primavera? Sta di fatto che riteniamo che questi quattro ragazzi di Roma ci abbiano fatto spendere nel miglior modo quegli ultimi 12€ che ci erano rimasti! Loro sono i The Anthem e High Five é il loro album di debutto, disponibile su iTunes, bigcartel e A BREVE nei negozi di dischi. Poi se siete di Roma e dintorni ve lo portano pure a casa! Continua a leggere “A high five doesn’t even cut it. High six!” – High Five by The Anthem

Band che non si cambiano le mutande ma fanno album belli – Anarchy, My Dear by Say Anything

Di Michela Rognoni

L’unica cosa che sapevo dei Say Anything – di cui avevo sentito solo un paio di canzoni tratte dalla colonna sonora di qualche American Pie – è che cambiano più bassisti che mutande.
Grazie all’ingresso di Adam Siska (ex The Academy Is…) nella band ho deciso di ascoltare questo “Anarchy, My Dear” sesto album della band che segna anche un ritorno alle etichette indipendenti.
Registrato in modo da sembrare più live possibile il disco non delude le aspettative nonostante sia molto diverso da un sequel fuori tempo del disco d’esordio “…Is a Real Boy” datato 2004. Continua a leggere Band che non si cambiano le mutande ma fanno album belli – Anarchy, My Dear by Say Anything

Un party a cui troppe persone sono state invitate – LMFAO @ Alcatraz, Milano 14/03/12

Di Sara Cavazzini

Disclaimer: non avrei mai voluto scrivere questo post (poi capirete perché), ma mi sono apparsi in sogno Gabe Saporta e Billy Beckett e mi hanno ordinato di farlo.

Mi scuso in anticipo per tutta la misantropia che ci sarà in questo articolo, ma sono abituata a concerti con gente civile, o con poca gente, dove addirittura ho il mio spazio vitale, quindi davanti a così tante persone mi sono trovata in difficoltà.
Dopo una settimana passata a letto malata e qualche giornata troppo pesante, la cosa migliore da fare sarebbe andare a un hypermelodic pop-punk show, e invece no, mentre Chelli e Chiara erano a farsi un sacco di risate con gli On My Honor (e se non avete letto la recensione/visto l’intervista fatelo subito), io sono andata a vedere gli LMFAO, e il risultato non è stato esattamente lo stesso.

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