Vomitare arcobaleni is sooo 2011 – A Flash Flood Of Colour by Enter Shikari

Di Elisa Susini

Siamo nel 2012 e ci piace taggare, ci piace taggarci su facebook, nelle foto e a taggare gli artisti con un genere musicale.
Gli Enter Shikari sono stati sempre taggati come nintendocore, trancecore, ecc ecc ma durante tuttiquesti anni di attività rispondevano meglio all’aggettivo post-hardcore.
oggi invece ci hanno sfornato un album che più nintendocore e trancecore di così non poteva essere. Sempre mantenendo il loro stile che li contraddistingue. Ma star qui a capire in che genere far rientrare l’album di una band che al’inizio di ogni concerto si presente così: “We are Enter? Shikari, abusing music genres worthless boundaries since 2003” mi sembra una battaglia persa sin dall’inizio.
Quindi direi di passare direttamente ad analizzare canzone per canzone ed entrare nel vivo!

1) System…
E’ la canzone che apre l’album e ci fa fa entrare in un’atmosfera tetra ma dal ritmo serrato, scandito dalla presenza degli archi che fanno sviluppare la canzone in una bella cavalcata il cui scopo è quello di sottolineare la loro sfiducia nel sistema ma anche la loro fiducia nella nostra generazione: “Our generation’s gotta fight, to survive. It’s in your hands now, there’s no time.. Our future, Our future”

2) …Meltdown
E’ la seconda parte di System, nella prima parte dichiaravano la loro mancanza totale di fiducia del sistema, in questa parte invece ci invitano ad alzarci e fare qualcosa perchè non è ancora troppo tardi. La frase più bela della canzone è decisamente questa “Fear begins to vanish when we realise that countries are just lines drawn in the sand with a stick”.
Queste due tracce unite sia dal punto di vista del mix ma anche dal testo che si basa di un messaggio di unità sono le migliori dell’album.

3) Sssnakepit
Questa canzone è un misto fra del buon hardcore e della buona trancecore. Gran bel pezzo. Se il peso del mondo vi spinge troppo a terra.. just push it right back.. e unitevi alla nostra festa dimenticando per un attimo tutte le vostre ansie.

4) Search Party
La storia si ripete sempre e non noi non riusciamo mai ad imparare dal passato, a meno che non ci mettiamo in moto per far ripartire questa situazione di stallo puntando a cercare qualcosa di nuovo.
Da sottolineare la voci di sottofondo durante il ritornello che sono molto riuscite e creano una bella atmosfera. E’ una delle canzoni più catchy dell’album.

5) Arguing With Thermometers
Lo sapevate che c’è del petrolio sotto i ghiacciai? In questa canzone gli Enter Shikari sono molto arrabbiati con chi “sbatte la porta in faccia al progresso” investendo in tecnologie militari avanzate per portarsi qualsiasi cosa che possa far arricchire. Dio denaro!

6) Stalemate
Queta è una canzone molto impegnata ma nei due versi riesce a descrivere due cose che fanno davvero male al nostro mondo: le guerre che fanno arricchire chi è già ricco e i messaggi sbagliati che vengono propinati tutti i giorni e che non faranno altro che riempire di odio i giovani di oggi.
Who wants a taste of disgrace?

7) Gandhi Mate, Ghandi
Si, è un album molto serio e tratta tematiche che qualcuno deve pur trattare. Anche in questa canzone gli Enter Shikari sono molto arrabbiati e urlano, imprecano, si dimenano, è tutto un crescendo di ira che però culmina in un “Fuck the calm down. Gandhi, Mate. Do you remember Gandhi?” “Alright, I’m Fine” e inizia tutta una parte elettronica che ci condurrà fino alla fine della canzone.

Warm Smiles Do Not Make You Welcome Here
Per un attimo si apre una parentesi meno impegnata. Di questa canzone è degno di nota il bel riff di chitarra alla fine e il titolo dell’album che viene urlato a piena gola.

9) Pack of Thieves
E’ un’altra bella canzone, che vorresti ascoltare per un bel po’ di volte a ripetizione. Il senso del testo è tutto raccolto nella frase: “don’t be fooled into thinking that a small group of friends cannot change the world.”

10) Hello Tyrannosaurus, Meet Tyrannicide
Allora, metaforicamente parlando il tirannosauro è l’uomo bloccato con le sue convenzioni secondo cui la violenza e il lavoro sulla mente delle masse e è la soluzione migliore per creare un mondo perfetto. Una Tirannide. Ma questi uomini così tanto smart devono aver dato poche occhiate ai libri di storia secondo gli Enter Shikari per non capire che EMPIRES ALWAYS FALL!

11) Constellations
è un bel viaggio nello spazio di 5 minuti che porta alla conclusione di un album davvero geniale e azzeccato, con un forte messaggio al suo interno. Gli Enter Shikari sono un gruppo dalle mille sfaccettature, da cui potersi aspettare di tutto. E con A Flash Flood Of Colour hanno fatto centro.

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TOP 10 – Best albums released in 2011, an unofficial chart by The Italian Companion

Per augurarvi un buon 2012, i 5 founder members di questo blog hanno deciso di regalarvi questa fantastica classifica basata su un complicatissimo metodo matematico (l’alzata di mano e le divisioni).
Speriamo nel vostro apprezzamento.

1-New Found Glory – Radiosurgery
Pop punk’s not dead è il riassunto di questo disco. Non è un nostalgico sguardo al passato ma un ritorno al futuro pieno di spunti interessanti e adatto per le feste sulla spiaggia.

2- Yellowcard – When Your Through Thinking Say Yes
Album pubblicato qualche anno dopo lo pseudo-scioglimento della band. Un ritorno al 2005 azzeccatissimo, travolgente e pieno di emozioni.

3- Blink 182 – Neighborhoods
L’album della reunion dopo 8 anni di nulla non poteva che prendere parte della top 10 dei migliori album del 2011. Tutte le aspettative che si erano formate sono bene o male state ripagate. Se non l’avete ascoltato probabilmente vivete nel 2005.

4- Zebrahead – Get Nice!
Nono lavoro in studio per una band, pietra miliare del pop punk. Potrete non considerarlo il loro lavoro migliore vista l’ampia scelta, ma dovrete ammettere che è un lavoro ben fatto che porta l’inconfondibile traccia degli Zebrahead.

5- Forever The Sickest Kids – Selftitled
E’ il secondo full length della giovane band texana. Un sound festaiolo e dei testi più profondi di quanto ci si aspetta da una band così piena di intermezzi elettronici. Sarà per le canzoni troppo catchy, sarà perché Jonathan Cook ci ha creepato il cervello, ma questo album ci piace particolarmente.

6- Hawk Nelson – Crazy Love
Il gruppo di Jesus Freaks che portano in giro la Parola del Signore colpisce ancora. E colpisce nel segno con un sound classico che non disdegna l’aggiunta di qualche innovazione. Se non siete credenti vi basta togliere le lettere maiuscole dai pronomi personali riferiti a Dio e dedicare le canzoni a qualche bella ragazza.

7- Jack’s Mannequin – People And Things
Disco concettuale e introspettivo. Uno spaccato della vita del frontman Andrew McMahon, la sua filosofia di vita, le persone che ha incontrato, i posti che ha visitato…

8- Wonder Years – Suburbia I’ve Given You All And Now I’m Nothing
E’ un album che si ascolta facilmente, divertente e dai testi interessanti. Se l’album precedente era un lavoro così ben fatto da essere difficile da eguagliare, bè…invece è stato eguagliato.

9- The Summer Set – Everything’s Fine
La faccina =( associate al titolo non basta a descrivere questo disco, diversamente da ciò che Brian Dales vuole farvi credere. E’ un album maturo rispetto alle precedenti esperienze della band ed è molto improntato sulla parte struggente dell’amore.

10- Kris Roe – Hang Your Head In Hope
Cosa c’è di meglio di un disco acustico di cui potete scegliere il prezzo a cui comprarlo?
Probabilmente tante cose, ma non è questo il punto. Kris Roe, frontman degli ataris, ci intrattiene con un singolare greatest hits per rendere più piacevole l’interminabile attesa di Graveyard Of The Atlantic.

Noi non andiamo ai concerti dei Maya – ANTI-XMAS PARTY @ Honky Tonky 22-12-11

Di Chiara Cislaghi e Michela Rognoni

Siccome le cose gratis sono sempre le più belle, questa volta ci siamo addentrate in quel di Seregno (passando da Cormano, il paese più brutto del mondo) spendendo 10 euro solo per ricevere del merch e della buona musica.
Sopravvissute al freddo, entriamo all’Honky Tonky dove ci fanno una simpaticissima tesserina che ci permetterà di andare ad un sacco di concerti (probabilmente a migliaia di chilometri da casa nostra) pagando di meno.

Ad aprire la serata sono i My Breathing Harmony con il loro alternative metal.
Sono giovani ma sanno già il fatto loro, hanno una buona presenza sul palco e nonostante il loro non sia il genere che ascoltiamo di solito non ci hanno fatte annoiare.
Il loro genere richiede un vocalist che sia in grado di cantare sia con voce pulita e melodica che in “scream”…ed il loro cantante  riesce in effetti ad essere piacevole in entrambi i casi.
Se volete saperne di più o vederli con i vostri occhi, i My Breathing Harmony suoneranno il 14 gennaio al Bloom di Mezzago, di supporto ai Deaf Havana (insieme anche ad Electric Diorama e Atlantic Tides)

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/mbhofficial?sk=info

Poco dopo, è la volta dei 4th N Goal, unico gruppo che conoscevamo e per i quali ci siamo fatte tutto sto sbatty:
Suonano i pezzi contenuti nel loro “Gason EP” ma anche qualche pezzo precedente…
La parte easycore della serata inizia con loro che sul palco ci stanno stretti perché sono in sei e con “In Throw”  e i suoi 33 secondi di immensa energia, segue ovviamente “Maybe…But Not Sure” e vedendoli saltare in giro per il palco viene inevitabilmente voglia di saltare anche a chi li guarda.
”902G10” ha un ritornello così catchy che ti costringe a “resettare la tua mente” (questa la capiranno in pochi purtroppo, ne riparliamo quando scriveremo la recensione dell’EP).
Lo spettacolo continua con “Getting Over”, un pezzo vecchio ma non per questo meno party degli altri, poi è il momento di ”Hold Fast, Stay True”: i ragazzi a questo punto sono caldi, continuano con i loro “salti coreografati” e a coinvolgere un pubblico un po’ difficile.
”There’s No Passion In The End” è il pezzo il cui video è stato girato ed uscirà nel 2013 quindi mai perché secondo i maya quest’anno finisce il mondo, ma loro non sono dei maya e quindi lo suonano lo stesso (cit.) e lo suonano come si deve (divorando pecore vive sul palco come sacrificio a Satana – scusate ma ci sentivamo in dovere di scriverlo  – ).
Il loro momento si chiude con Bling Of Truth e probabilmente non poteva concludersi meglio.
(Ringraziamo di cuore per la serata, l’EP ecc., sappiate che i vostri adesivi ora sono appiccicati in giro a caso per Magenta.)

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/4thngoal?sk=info

La serata continua e, anche se vi sembrerà strano, non stroncheremo gli Helia a priori (come va di moda fare di questi tempi). Il nuovo acquisto Nick, alla voce non è affatto male. Noi non siamo qui per giudicare le sue scelte di vita o cose simili e non abbiamo assolutamente idea di come fosse il cantante degli Helia prima di lui quindi diremo solamente che ha una gran voce, un’immensa energia ed è capace di far agitare la folla. Tutto questo, unito ad una band formidabile sia come tecnica che come atteggiamento rende questa performance più che piacevole.
Per conoscerli meglio, potete ascoltare gratuitamente il loro EP (e nel caso vi piacesse, anche comprarlo) sul loro sito: http://www.helia2036.com/

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/HELIATRANCE?sk=info

Purtroppo non abbiamo fatto in tempo a goderci la performance dei Notimefor a causa del tempo, dei chilometri e cose del genere, ma ci hanno detto che sono molto bravi. Apriranno la data di Legnano del tour della reunion degli Shandon quindi avremo la possibilità di sentirli in quell’occasione. Dai loro pezzi che abbiamo sentito in giro per il web cominciano già a piacerci, e non c’è niente di più bello di trovarsi gruppi spalla validi ai concerti, quindi siamo molto contente di questa cosa.

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/notimefor?sk=info

Seems Legit. – Christmas by Hawk Nelson

Di Elisa Susini

Quest’anno siamo stati invasi da questi Christmas-Holiday Ep e io sono qui a parlarvi del più bello di tutti: Christmas degli Hawk Nelson.
Il punto di forza di questa band è la loro energia e la voce del cantante, Jason Dunn, due caratteristiche che riescono a rendere fantastiche anche le canzoni più smielate e da “Jesus freaks” mai scritte.
Questo Ep è una raccolta di canzoni natalizie, pagane e non, alcune abbastanza sconosciute al popolino.

La prima traccia è una mix fra Hark The Herald Angels Sing e O Come All Ye Faithful, quest’ultima a noi più nota col nome Adeste Fideles, ma il Jason è troppo poco indie per cantarla in latino.
E’ un bel mix, veloce, che ti mette tanta voglia di cantare, c’è un assolo di chitarra che separa la prima canzone dalla seconda, meno veloce ma non meno d’impatto. Poi con questa potete sorprendere tutti i presenti alla messa di mezza notte con la vostra conoscenza dell’inglese.

The Wassail: è una tipica canzone alla Hawk Nelson (o anche alla Dunn Boys volendo). E’ dedicata all’anno nuovo e lo si può notare anche da quante volte viene ripetuto Happy New Year durante tutto il brano.
Per chi non lo sapesse, Wassail è un termine inglese un po’ più arcaico per dire “brindisi”.
cheeeeers! Non esagerate però con gli alcolici, o dopo le feste avrete tanti peccati da confessare.

Up on The Housetop: è un’allegra canzone che non conoscevo ma che racconta le avventure di Babbo Natale fra un tetto e l’altro e le sue peripezie nell’infilarsi nei camini per portare i regali ai giuovincelli. I due giuovincelli di questa canzone sono Will e Nell che come regalo ricevono due bambole, una che ride e una che piange, più un set di martelli e chiodi. Il tutto accompagnato da degli OH OH OH molto accattivanti.
E’ davvero un burlone questo Babbo Natale a volte!

The Holly and the Ivy. Siamo arrivati alla canzone più heartbreaking dell’EP. Holly e Ivy però non sono due amiche tradite dai ragazzi che cercano la luce in Jesus. Holly è l’agrifoglio, Ivy è l’edera, sono entrambi due simboli natalizi e come  nascono e crescono queste due piante, lo stesso accade allo sweet Jesus Christ. Questo è il senso generale della canzone diciamo.

Joy to the World: E’ il canto dell’arrivo del messia. Lo scopo di questa cover ironica sarebbe quello di farci ridere ascoltando queste voci a cappella che si sovrastano tutte autotunate e possiamo dire che gli Hawk Nelson sono riusciti nel loro intento, soprattutto verso la fine della canzone quando Jason comincia a urlare..e chi lo ripiglia più? ad un certo punto ci sembra addirittura di essere dentro la sua gola, il che è anche allettante se si hanno delle cuffie nelle orecchie, ma purtroppo la canzone poi finisce subito.

I Saw Three Ships: Altra canzone uptempo, fast and fun. E’ un canto inglese che narra le vicissitudini di 3 navi nel giorno di Natale veleggiano verso Betlemme, Il che è anche interessante visto che a Batlemme il mare non c’è. Mi sto scervellando sul contenuto allegoristico di questa canzone, e potrebbe essere una metafora del viaggio dei re magi, perchè anche loro 3 partono il giorno di natale ma essendo a piedi e carichi di roba non ce la fanno ad arrivare in tempo al party. Non so cos’altro ipotizzare, ma quello che so è che è davvero una gran bella canzone!

Silent Night: E’ difficile aggiungere qualcosa di originale e personale ad una canzone così già trita e ritrita. Ormai tutti l’hanno cantata ma i nostri amici Hawk nelson riescono a renderla propria, e proprio con Silent Night concludono un ottimo lavoro.

Veloce e divertente in pieno stile Hawk Nelson. Queste 7 canzoni da quanto sono belle ti fanno volare il tempo e venire voglia di Natale più di tutte le pubblicità dei panettoni messe insieme.

“Se no vi facevo vedere i capezzoli belli” (cit.) – last day before holiday + 4th n goal + guests @ palazzo granaio 09-12-11

Di Chiara Cislaghi e Michela Rognoni

Se non mi arrivano multe è una cosa bella (cit.) L’entrata doveva essere 5 euro e invece era 10 anche se io non la volevo la consumazione. Prendiamo posto sui divanetti perché sono comodi e manca un sacco di tempo. Tra l’altro non sapevamo che dovessero suonare 4 band! Ad un certo punto iniziano gli Atlantic Tides, il genere non sappiamo definirlo quindi scriveremo che sono metalcore tendente agli Alterbridge.Ovviamente non disponiamo della scaletta e quindi non sappiamo nemmeno una canzone..come non siamo professionali. Va bè, direi di proseguire con la seconda band erano gli Screaming Eyes e noi non siamo assolutamente le persone adatte a parlare del loro genere musicale visto che non ne sappiamo assolutamente niente, però Jeemmee sostiene che suonassero molto bene e che abbiano fatto anche dei pezzi in tempi dispari e noi tipo ci fidiamo. Finalmente possiamo parlare di cose che ci piacciono ovvero i 4th n goal – che superano in kilogrammi i new found glory – loro sono tanto bravi e sono easycore (che sarebbe melodichardcore ma è una parola brutta mentre easycore è più tenero). Ovviamente non abbiamo neanche questa scaletta..però loro hanno un ep che se avessi avuto i $ avrei comprato. Ricordano i Four Year Strong e i Set Your Goals quando ancora facevano musica decente. Il cantante aveva inoltre un fantastico tatuaggio rosso e finto. Comunque ci sono piaciuti un sacco e, siccome non abbiamo niente da fare e teniamo viva la scena, approfondiremo questa conoscenza in un prossimo live.

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/4thngoal?ref=ts

Ad un certo punto molto tardi, finalmente arrivano i Last Day Bifore Holiday che erano fondamentalmente il motivo principale per il quale la Chiara ha rischiato la patente più volte.

Aprono con Breathing, canzone più o meno nuova, con una grandissima energia che verrà mantenuta per tutto il resto della – purtroppo cortissima – set list. In “Clap your hands” – uno dei pezzi più popolari della band – e molte altre canzoni, Jonathan Cook ha evidentemente “creepato” loro il cervello (spiegazione per i comuni mortali: ci sono parecchi inserti elettronici molto festaioli che ricordano le sonorità dei Forever The Sickest Kids). Inoltre ci hanno dato un’idea fondamentale per la nostra perdita di peso: formeremo (per la 9875209432esima volta) una band e faremo quello che fa Danil, ovvero saltare per tutto il palco staccando i jack dagli amplificatori e rompendoci i polsi (è il nostro nuovo idolo per questo). Questo per dire che questi giovanotti sanno tenere il palco molto bene e non ti danno il tempo di annoiarti.Verso la fine della performance il bassista, Falla, confessa di essere così sudato da non riuscire a sfilarsi la maglietta per mostrarci i capezzoli belli. Lo spettacolo si chiude con “Give Up” (altra canzone contaminata da Jonathan ma potevamo anche evitare di dirlo) e con dei ringraziamenti alle poche persone presenti al concerto. Musica come la loro in Italia non la si trova facilmente, quindi non vi conviene lasciarvi scappare altre opportunità di vederli dal vivo! Pagina Facebook: https://www.facebook.com/pages/Last-Day-Before-Holiday/44032022316?sk=app_178091127385

“Ciao berlusconi ciao” (cit.) – 11 dicembre 2011 Red Hot Chili Peppers + Foals @ Mediolanum Forum Assago

Di Chiara Cislaghi

Dopo ore di risate nervose da manicomio, alle 4 del pomeriggio sono arrivata davanti al forum di Assago e mi sono messa in fila al freddo e al gelo per andare finalmente a vedere i Red Hot Chili Peppers! Inutile dire che l’attesa è stata straziante visto che faceva un freddo cane e io, che sono abbastanza idiota, mi ero messa le converse –pausa per applausi. Dopo aver sopportato i discorsi senza senso compiuto di tre ragazzini 14enni credo, finalmente, alle 6.30, i cancelli si aprono giusto in tempo per salvare i miei piedi dal congelamento. Ovviamente niente parterre, perché ticket one mi odia e quando ho preso io i biglietti al mariposa in duomo, esattamente 5 minuti dopo l’apertura delle vendite, il suddetto parterre era già bella che finito..in ogni caso mi sono comunque beccata un bel posticino comodo e tranquillo dal quale mi sono goduta lo spettacolo perfettamente. Alle 8 circa, fa il suo ingresso il gruppo spalla, i Foals. Purtroppo confesso la mia ignoranza, non li avevo mai sentiti prima; da quel che ne so sono un gruppo indie inglese..nonostante non sia il mio genere sono molto bravi e mi sono piaciuti. Ovviamente non ho la scaletta perché sono poco professionale e Jimmy mi deve ancora gli orsetti gommosi verdi del mese scorso (per chi non lo sapesse sono il nostro stipendio). Sono dei ragazzi molto simpatici inoltre, e a un certo punto iniziano a sparare parole italiane a caso come “amore” e “ciao Berlusconi ciao”, e qui c’è stato un boato di approvazione da parte di tutto il pubblico. Appena finiscono di suonare i Foals, c’è il cambio palco che dura un’eternità (e io ne approfitto per andare in bagno come al solito – è una notizia di grande rilievo questa)..poi si spengono le luci e c’è il panico totale tra tutti e io inizio a delirare insensatamente. Ad un certo punto fanno il loro ingresso Chad, Flea, Josh e Anthony che vengono accolti da urla sovrumane. Aprono la serata con Monarchy of roses, l’ultimo singolo da cui è stato tratto anche un video. Voi lascio qui la foto della scaletta scritta da Anthony (che ad un certo punto ha stracciato la scaletta a caso). Inutile dire che la performance è stata eccezionale: sia per loro che non si sono certo risparmiati, sia per gli effetti di luce e scenografici sullo sfondo. Mi sembra più che giusto dedicare due righe a Josh: infatti questo ragazzo di 32 anni ha saputo reggere alla perfezione il confronto col suo predecessore, certo, i riff non sono quelli di Frusciante, ma il punto è che non deve essere la sua fotocopia, ognuno ha il suo stile. Inoltre, ad un certo punto, Josh ha anche cantato una canzone in italiano, che ho scoperto essere una canzone di Mina a me sconosciuta (perché in quanto a musica italiana sono terribilmente ignorante); inutile dire che è stata un’ottima performance. L’unica cosa che mi ha lasciata un po’ perplessa è stato Anthony: infatti il cantante non ha scherzato come sempre, anzi, appena finita la sua performance se ne è andato e ha lasciato gli altri tre a finire la jam finale. La parte dei ringraziamenti è stata lasciata interamente a Flea. Alla fine del concerto Chad è rimasto un attimo sul palco a lanciare tipo sei bacchette e i suoi polsini e a salutare e ringraziare tutti. Inutile dire che è stato il concerto dell’anno per me, perché i RHCP sono qualcosa di più della band che amo da una vita. Ah ho perso la voce per due giorni e ho un raffreddore fortissimo..ma ne è stravalsa la pena! Altro dettaglio: anche pompieri e bodyguard hanno ballato al ritmo della band californiana.

Ciao a tutti, see you soon!!
PS: un ringraziamento al mio ragazzo che mi ha accompagnata e che ha sopportato i miei fastidiosi momenti da bimba minchia ventiduenne XD

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