Archivi categoria: stream of consciousness

Avete presenti le recensioni musicali “à l’italiana?” Quelle piene di voli pindarici, figure retoriche portate al limite della legalità e immagini magari belle da leggere ma che non dicono niente?
Può sembrare cool dire che quella canzone è una lotta fra cervello e stomaco o che ti assorbe nella sua aurea illuminante fino a risucchiarti nelle profondità di un abisso misterioso per sbatterti poi in tempeste che paiono senza fine. Ma queste sono cose talmente astratte e in cui non c’è niente di concreto su come suonano i pezzi.
Noi siamo dell’idea che se devi scrivere una recensione devi avere anche un minimo di riguardo per quello che ascolti. Puoi riempire il lettore di frasi immense ma il tuo compito è quello di descrivere cosa stai ascoltando e far capire che sai di cosa stai parlando cioè della canzone, del suo sound, del suo ritmo, devi fare qualche richiamo al testo, puoi anche dire che magari ti ricorda qualche altro artista oppure criticare tutto dall’inizio alla fine ma per fare tutto questo ci vogliono schiettezza e conoscenza musicale, non quella marea di discorsi che non fanno altro che distrarci dal disco e non mettono voglia di ascoltarlo.
Tutto questo per dire che oggi inizia la settimana del flusso di coscienza qui su aim a trabolmeicher perché lo stream of consciousness è la nuova frontiera delle recensioni musicali.
Saremo capaci di onorare il buon vecchio James Joyce e le nostre buone vecchie professoresse di letteratura inglese?
Probabilmente no, però facciamo il possibile.

Tutto quello che abbiamo perso insieme alle canzoni di MySpace

La notizia del giorno è che MySpace ha ammesso di aver perso tutta la musica caricata sulla piattaforma tra il 2003 e il 2015 a causa di una migrazione che non è andata a buon fine. Questa tragedia cosa cambia nelle nostre vite adulte del 2019? A livello pratico nulla; a livello emotivo tutto.

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“Pale Horses” by mewithoutYou

Di Rita Vitiello

v600_Pale_Horses_CoverIo sono una brutta persona e questo lo dimostra il fatto che non abbia mai calcolato i mewithoutYou. Quindi perché sto recensendo io questo album? Perché sono una poser (e perché volevo ascoltare cose nuove e a me sconosciute).
“Pale Horses” è il quinto (credo) figlio nato dalla band statunitense e sono 11 le tracce che ce lo presentano. Continua a leggere “Pale Horses” by mewithoutYou

SOC: “Be Calm” by Air Dubai

di Holden Caulfield

gallery_10295_2_3252Mi viene sempre chiesto di recensire roba heavy  e conoscevo gli Air Dubai da qualche singolo che avevo ascoltato di sfuggita su YT. Sapevo quindi che “Be Calm” nuovo album del sestetto americano e mi sembra d’obbligo sottolineare il fatto che siano americani visto che molti di voi penseranno a qualche origine orientale dato il nome era qualcosa al di fuori di ciò che recensisco normalmente però  è sempre bello immergersi in nuove cose.  Continua a leggere SOC: “Be Calm” by Air Dubai

“You Will Eventually Be Forgotten” by Empire! Empire! (I Was a Lonely Estate)

di Tristram Shandy, gentleman.

unnamedSono triste, anzi sono Tristram e non ho dormito stanotte quindi la recensione che andrò a fare sarà divertente a assonnata, avrà lacune grammaticali, punteggiatura storta e chi più ne ha più ne metta. Continua a leggere “You Will Eventually Be Forgotten” by Empire! Empire! (I Was a Lonely Estate)

“Haze” by The American Scene

di Bruce “Robbo” Robertson

hazeI The American Scene sono una band di Berkeley nata nel 2009 e di cui non avevo mai sentito parlare fino alla settimana scorsa, infatti ho provato a cercare informazioni su internet per darvi notizie riguardanti la loro discografia e tutto quello che li poteva coinvolgere ma purtroppo non sono riuscito a trovare niente se non il fatto che hanno pubblicato Haze album di cui vi parlerò tra qualche istante dall’ormai nota Pure Noise Records che ama sganciare BOMBE Continua a leggere “Haze” by The American Scene