Archivi categoria: Ciao Amici!

Triste e spoglio come solo un editoriale può essere

#36 A X Factor ce l’hanno con l’inglese ma noi cantiamo lo stesso nella lingua che vogliamo

Ieri sera è andato in onda il primo assaggio della nuova edizione di X Factor in un episodio dedicato alle audizioni. La puntata fila liscia come da format: Continua a leggere #36 A X Factor ce l’hanno con l’inglese ma noi cantiamo lo stesso nella lingua che vogliamo

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#35 Defend Glenn Harvey

“Metti che apri questa mail e dentro c’è la foto del pannocchione di Glenn Harvey. Cosa fai denunci Glenn? Denunci Me? O semplicemente elimini la mail e blocchi questo servizio?”

Si parla continuamente di femminismo, di parità dei sessi, di violazione della privacy e di tante altre questioni (po)etiche e lo si fa la maggior parte delle volte in modo ipocrita e moralista. Continua a leggere #35 Defend Glenn Harvey

#WEBONESTO: cyberbullismo contro il cyberbullismo

Che tu ti sia guadagnato il successo con talento e dedizione o che ti sia capitato sottomano per caso perché eri fan dei One Direction e conosci persone influenti, quando sei un personaggio pubblico (ma basta anche avere la spunta blu su Twitter) la gente parla di te, ti segue, si interessa alla tua vita – soprattutto in un’era in cui sui Social Media mostriamo anche più del dovuto -. Quindi le tue parole e le tue azioni hanno un peso.

Ieri pomeriggio la youtuber Sofia Viscardi è stata accusata da dueditanelcuore – persona con molti follower ma con una fama inferiore rispetto a quella della Viscardi – di non avere scritto il suo libro, ma di aver usato lei come ghostwriter. Da questo è scaturito un putiferio in cui una moltitudine di creator, influencer e gente a caso ha iniziato a scambiarsi cattiverie nel nome di un #webonesto.

Si era sospettato fosse un pesce d’aprile vista la data, ma la conferma di Show Reel lascia davvero perplessi:

“Lo “show” di litigi nato ieri dal post di @dueditanelcuore che accusa Sofia Viscardi di non aver scritto davvero il libro “Succede” riprende in modo più o meno fedele i commenti e le critiche che i creator coinvolti hanno ricevuto realmente in rete. Metterli in scena serviva a mostrare l’effetto domino e reale che le parole postate possono avere.
Show Reel con il supporto di molti dei propri creator ha voluto provocare una riflessione su un uso corretto e rispettoso di quel mezzo potente che sono i social”.

Usare i social in modo sbagliato per far riflettere su come usarli nel modo giusto? Non vi ricorda un po’ il motto “bombing for peace is like fucking for virginity”? Ma soprattutto in questo “esperimento sociale” c’è un errore di fondo: le vittime del cyberbullismo non sono solo i creator che bene o male sanno gestire le critiche (o dovrebbero saperlo fare vista la loro posizione); le vittime del cyberbullismo sono anche le persone comuni, quelle senza spunta blu e con meno di 1k follower. Ieri durante il goliardico “show” di litigi in cui Sofia non aveva scritto il suo libro, dueditanelcuore rubava, MurielXO mangiava il prosciutto, tutti parlvano male delle K4U, eccetera eccetera, c’erano delle persone di cui meno persone hanno letto i commenti che venivano chiamate stronze perché non difendevano Sofia, rincoglionite perché non sapevano dell’esistenza dei ghost writer, troie perché bo, troia è un po’ sempre la parola jolly. #webonesto è stato usato per darsi delle mestruate a vicenda e mandare frecciatine da persone che non avevano organizzato uno scherzone per il pesce d’aprile, ma che quelle cose le pensavano davvero e si sono sentite legittimate a dirle.
Probabilmente la gente che ieri si è scannata per le conseguenze di questa questione, ora che si è rivelato tutto uno scherzo, non starà li a crogiolarsi, ripensare a quello che ha detto/fatto/scritto e a quanto sia sbagliato il cyberbullismo, ma sminuirà tutto facendosi una risata perché “tanto era tutto uno scherzo”

La stampa italiana ha reagito mostrandosi quasi totalmente favorevole all’iniziativa, accusando “le vittime” di non aver capito lo scherzo, e allora scusate, siete meglio voi.
Quello che il web critica non è il fine, ma il mezzo. Forse dovrebbe far pensare che alcuni protagonisti di questa incauta “campagna di sensibilizzazione” stiano tuttora battibeccando su Twitter..

Usiamo il web in modo positivo, aumentiamo la consapevolezza dei problemi come il cyberbullismo, confrontiamoci per arricchire il nostro bagaglio culturale, divertiamoci con contenuti frivoli e spiritosi ma sempre stando attenti perché nel web si perde il controllo delle cose.

Anche gridare in coro “Gaia e Marco si voglion sposar, dopo le tre si sente uè sono già nati tremila bebè” era uno scherzo divertentissimo prima che Marco non ha spaccato due denti a Giovanni quando facevamo la quinta elementare.

#34 “Si prega di non pogare”

  • no-pogoSulle transenne del Pala Alpitour prima del concerto di quella band che conoscete tutti ma non nominerò perché porta sfiga (infatti pensate che ora che loro sono nel mio stesso paese la mia salute è diminuita e oltre a non ricevere offerte di lavoro non sto ricevendo nemmeno la mail di conferma per accedere a IperApp) è stato appiccicato questo cartello non troppo insolito che dice: “Si prega di non pogare – al fine di evitare infortuni bla bla bla”. Come ho già detto, non è una cosa insolita, ma chissà perché ci fa indignare ogni volta. Continua a leggere #34 “Si prega di non pogare”

#33 Tiny Moving milanesi

Proprio ieri il discorso su “i concerti solo al nord” e su “farsi i chilometri per andare a vedere i concerti” era all’ordine del giorno, e proprio ieri, cinque milanesi sfigati salivano su una macchina poco adatta ai lunghi viaggi in autostrada (ma si sa che il calabrone non potrebbe volare però non lo sa e vola lo stesso…) per andare a La Tenda di Modena – home of all our feels – e, pensate un po’, senza lamentarsi che “però non è giusto che cazzo di città è Modena? Milano è più figa perché abbiamo i Navigli e l’apericena”. Grazie al cazzo, era gratis; direte voi. Ma nessuno rimborserà mai alla povera Giulia, ancora minorenne, il bel periodo della sua vita in cui non conosceva gli Strangle Kojak.
Partendo con l’incredibile ritardo di un’ora arriviamo alla Tenda giusto in tempo per il set dei nostri amiconi Cabrera; nel senso che entriamo trionfanti con questa gloriosa battuta: “Sbrigati, non senti che stanno iniziando?”
“Bè, da qui si sente tutto”.
Regaz, hanno suonato roba nuova, non vi dico le condizioni del mio debole cuore. Qua poi c’è una storia di tweet e di amicizia che vi rimandiamo alla pagina.

 

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Foto di Laura Lei, che brava!
Iniziano i Tiny Moving Parts e io voglio farmi adottare. Se dovessi scegliere io come classificare i generi musicali, creerei una categoria speciale solo per loro e la chiamerei “uncomfortable”. Se potessi scrivermi addosso tutta la loro discografia senza conseguenze lo farei subito perché qualunque dei loro pezzi è troppo relatable per essere vero. Il mio corpo è nel moshpit, i miei occhi sui capelli di Matthew, a volte anche sui baffi di Billy ma è complicato guardare i batteristi perché sono sempre seduti e lontani. Comunque quella famiglia lì ha un’ottima tradizione di peli se avete notato…
Le persone si lanciano dal palco, alcune più coreograficamente di altre, cerco di sostenerle alzando le braccia; I ciccioni mi usano come appoggio che menomale che mangio un sacco di formaggio e quindi le mie ossa sono forti abbastanza da non rompersi sotto il peso di tutte le piadine che hanno mangiato nella loro vita. Piastrarsi i capelli è stato inutile. Si apre con Happy Birthday e si chiude con Dakota. Nel mezzo tutti i nostri feels.
Ma la vera domanda è: chi sono i Fall of Troy?
Chelli

32# Carry on, all you minstrels of the world

pecora.jpgIl giorno dopo l’emozionante 5 compleanno di Aim, avevamo in programma di andare a vedere Yotam a Bergamo che in realtà era l’Osteria della Pecora Nera di Osio Sopra.
Ovviamente essendo in aperta campagna con tanto di profumino di natura mi sono sentita subito a casa, e nonostante questo abbia minato la possibilità di far svolgere il concerto all’aperto, sono stata anche contenta del clima da tempesta perché così ho potuto sfoggiare la mia bellissima felpa non mia.  Continua a leggere 32# Carry on, all you minstrels of the world