Archivi categoria: italiani

La scena italiana esiste ed è viva

REVIEW: “Between the Lines” by Trifle

di Alessandro Mainini

Chi l’ha detto che i dischi vanno per forza recensiti nelle settimane a ridosso dell’uscita? Between the Lines, il primissimo EP dei Trifle, è uscito a ottobre del 2017, ma noi siamo (pop) punk e ce ne freghiamo delle regole, quindi ne parliamo solo adesso. Loro sono una band di Vicenza formata da Marco degli Argetti con Richi dei Mangroovia, Gianna dei Devotion e due membri dei Regarde (che per chi criminalmente non li conoscesse sono la risposta italiana ai Basement). Si sono trovati in una stanza e hanno scritto quattro canzoni punk rock veloci e divertenti.

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REVIEW: “Bright Lights” by Dance! No Thanks

Di Samir Batista

Il 9 marzo è la data di uscita di “Bright Lights” dei piemontesi Dance! No Thanks. Fuori tramite la nostrana This Is Core, il nuovo EP della band pop-punk (con caratteristiche easycore che spuntano di tanto in tanto) è preceduto da un album di 5 anni fa, “Something To Believe In”.

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REVIEW: “A Galaxy Of Shades” by Raise Your Fall

Di Giorgio Molfese

I Raise Your Fall, paladini del pop punk female fronted italiano degli ultimi anni, tornano di prepotenza sulle scene sorprendendoci con il loro album di debutto A Galaxy Of Shades. Le tracce sono state interamente prodotte da Luca Incerti (Why Everyone Left), dopo l’ottimo feedback ricevuto da Echoes. Continua a leggere REVIEW: “A Galaxy Of Shades” by Raise Your Fall

REVIEW: “Fingere di essere ciò che si è” by Cucineremo ciambelle

di Alessandro Mainini

Musica e cibo è un binomio vincente. Senza andare a scomodare la scontata pizza pop punk, fra le rock band c’è chi gioca a bowling per mangiare il brodo, c’è chi imburra il pane col burro, c’è chi ha il culto dello zucchero, e poi ci sono tre riminesi che nel proprio nome dichiarano un obiettivo particolare: Cucineremo ciambelle, uno dei nomi più bizzarri che un gruppo possa avere, ma anche un nome che buca l’immaginazione di chi lo legge –sfido a dimenticarvelo una volta che l’avete sentito. E poi è una grande mossa di marketing, conscia o meno, perché dai, non vi viene voglia di andare a sentire che razza di musica possa fare una band che si chiama Cucineremo ciambelle?

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