Tutti gli articoli di jtangerine

Ci piace la musica pop punk quindi fondamentalmente parleremo di questo. Vi consiglieremo tanta musica bella da ascoltare, scriveremo recensioni di dischi e concerti e se qualcuno ci vuole bene potremmo anche postare delle simpatiche interviste. Ci interessano tantissimo i gruppi emergenti della scena italiana, quindi se ne avete uno non cercate di nascondercelo! Se volete condividere le vostre opinioni sui gruppi che ascoltate e sui concerti a cui andate vi basta mandarci le vostre pseudo-recensioni via e-mail. Se volete insultarci vi basta mandarci una mail. Se volete regalarmi qualcosa tipo accrediti per i concerti, qualche diecimila euro, dei gioelli preziosi, degli unicorni o dei biscottini basta sempre mandare la mail.

Ieri i Bane hanno suonato con gruppi schifosissimi – Bane @ Hell On Earth, Voodoo Club Comacchio

Di Rensh

Premessa: se hai i dilatatori larghi o tantissimi tatuaggi non leggere.

Allora. Prima di tutto, i Bane suonano da metà anni 90, fanno hardcore, e sono il miglior gruppo del mondo. Il loro cantante è abbastanza brutto, tanto che se cerchi il suo nome su google uno dei primi suggerimenti è “ugly”. Però gli vogliamo tantissimo bene.

Sono riuscito a vedermeli una volta all’anno, dal 2007 ad oggi, ed ogni volta è stato il migliore concerto dell’anno o quasi (si capisce che sono proprio di parte?). A sto giro però non è certo andata bene, non è colpa loro – NON SIA MAI -, solo che sono stati accorpati al carrozzone di cattivo gusto chiamato Hell On Earth Tour. Insomma, questi signori dell’Hell On Earth Tour non sapevano più chi chiamare per rendere interessante il loro festival itinerante e han chiamato loro, gli eroi mondiali del positive hardcore, che quindi si sono ritrovati a dividere un pullman sponsorizzato dalla Monster con gruppi tipo Unearth, Evergreen Terrace, Cas.. basta non ce la faccio più neanche a nominarli.

L’unica data Italiana è il 18 Settembre 2011 al Voodoo Club a Comacchio, dove ci sono le zanzare. Il concerto inizia verso le 7 di sera e costa 17 euro in prevendita, che vabbé, per tutti quei gruppi è un prezzo buono. Ah tra l’altro la data italiana è organizzata da gente ok che ogni anno organizza il festival INTO THE PIT (e infatti questa data dell’Hell On Earth è stata inglobata proprio nell’into the pit, che però di solito è a Vicenza ma sono sottigliezze).

Il primo gruppo sono gli… vado a controllare. Ah ecco, As A Drop Of Blood, che sono italiani, e fanno quello che piace a chi è venuto a questo concerto. Non so bene cosa sia, penso si chiami beatdown, o metalcore, io lo chiamerei hardcore tamarro. Alla fine non sono neanche malaccio, nel genere (un genere orripilante però, per me, ma i gusti son gusti!), quindi niente critiche negative. Nel frattempo qualcuno inizia a tirare calci all’aria e a moshare in malissimo modo. Inizio a guardarmi intorno e a realizzare che no, i Bane sarebbero dovuti venire da soli. Ciò che mi circonda è (in maggioranza, c’è anche una trentina di persone che ha la mia approvazione!) una massa di fashion-hardcore-kids-bla-bla-maglietta giusta-dilatatore-mosse imparate su youtube-eccetera. Oppure metallari presi benissimo. Contenti loro.

Poi ci sono i Casey Jones, credo, di cui avevo visto un video in cui si mettono a odiare chi non è straight edge come loro. Musicalmente non sono male (anzi sì), però hanno un modo di fare che non mi piace affatto. Ma io ho i gusti difficili, critico tutto, eccetera.

Saranno tipo le otto e mezza, e arrivano sul palco i Nasty, il gruppo più tamarro di sempre. Vengono dal belgio, e infatti non fanno che ripetere “allez allez”. Sono TREMENDI, e c’è anche gente che canta le loro canzoni. Ora mi sto ricordando che me ne sono uscito dopo poche canzoni. Ah, uno dei Nasty aveva una maglietta con scritto una cosa tipo: fuck positive hardcore. Cosa direbbero i…

BANE. Finalmente. Dalla prima nota si crea un bel casino sotto al palco, grazie alla parte buona del pubblico (con qualche intruso!), con tanti singalongs per ogni canzone, stage diving continui, mosh anche violento in alcuni tratti, e qualche circle pit nei momenti giusti. Oh, i Bane hanno qualcosa come 40 anni a testa e ancora riescono a suonare hardcore alla grande. Io sono proprio contento, anche se è da anni che fanno sempre le stesse canzoni, però l’importante è che le facciano bene. Can We Start Again, My Therapy, oh insomma è stato una bomba come al solito! Che poi ogni tour potrebbe essere l’ultimo quindi meglio incrociare le dita e godersi ogni ritorno in Italia al meglio.

Poi suonano i… dai, non prendiamoci in giro, dopo i Bane me ne sono andato. Alle 10 di sera. In campeggio a Comacchio. E ha piovuto un sacco nella mia tenda.

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Da me sui tetti ci sono solo i piccioni – I’m With You by Red Hot Chili Peppers

Di Chiara Cislaghi

Bene vorrei tanto poter recensire il concerto che i RHCP hanno fatto a Venice Beach il 30 luglio, ma purtroppo quel giorno le uniche waves che vedevo erano quelle del Ticino River…quindi..parliamo del tanto atteso quanto criticato (da chi poi?) “I’m with you”, che non è un singolo di Avril Lavigne ma il decimo album dei peperoncini della California (ecco io lo sapevo che sarei caduta in questa ovvietà..ma va bè il danno è ormai fatto). Quando mi è arrivata una foto (di dubbia provenienza per altro) di un enorme logo rosso dei RHCP con la scritta “SOON” appeso su un palazzo di un recording studio di L.A. sono andata in coma per un attimo ma poi ho realizzato:halleluja! Poi il logo è apparso sul sito e la scritta diceva “08.30.11” e da lì è cominciato il mio conto alla rovescia. Detta così sembra una cosa patetica ma miseriaccia son passati 5 e dico 5 luuuunghi anni da “Stadium Arcadium” .. avrò anche il diritto di dare di matto, no?? Ma parliamo del cd..il 30 agosto sono andata a prenderlo a Milano (sarei potuta andare a prenderlo al Saturn di Vittuone il giorno prima se non fosse che quei simpaticoni dei RHCP hanno mandato una mail alle 9 di sera del 29 agosto dicendo che l’uscita era stata anticipata di un giorno..va bè vi perdono) e quando l’ho visto sullo scaffale della Ricordi in Duomo le lacrime stavano per sgorgare (ma mi son contenuta perché se no la Monica mi avrebbe presa a randellate): era lì, ce l’avevo in mano, era reale. Si perché nonostante lo avessi già sentito via web in uno dei bar che, around the world (spero che qualcuno l’abbia capita), lo trasmettevano qualche giorno prima dell’uscita ufficiale, avere la copia in mano è tutta un’altra cosa. Bene adesso la pianto e comincio la recensione track by track dell’album.

1-Monarchy of roses: la canzone che apre il cd mi ha fatto pensare “Ma perché si sente male?” e invece no, scherzone, è fatto apposta..si apre infatti con una chitarra più sporca del solito..insomma dai tempi di Hillel Slovak non si sentiva una chitarra così..ma poi bam! Parte la voce pulita di Anthony e ti metti a sorridere come un ebete perché è proprio un album felice questo;

2-Factory of faith: il basso inconfondibile di Flea apre la seconda canzone e questa ci riporta un po’ a “One hot minute” (John Frusciante non me ne voglia per il fatto di aver nominato quell’album);

3-Brendan’s death song: scritta in onore di Bendan Mullen, il leggendario club promoter  e amico della band (fu lui che li fece salire sul palco una sera del 1983 ad aprire per i Bad Brains..ma questa è storia) morto nell’ottobre 2009. E’ una ballata alla “Porcelain”, ma stavolta non è un cosiddetto “pezzo riempitivo”, c’è (senza nulla togliere a “Porcelain” che a me piace un sacco) molto di più dietro..

4-Ethiopia:  il titolo deriva da un tour che hanno fatto al seguito del progetto Africa Express (associazione di musicisti africani e occidentali messa insieme da Damon Albarn, cantante dei Blur e che nella mia infanzia era candidato a mio futuro marito). Flea in particolare è rimasto molto colpito dal rapporto che la gente Africana ha con la musica, e lui stesso dice in un’intervista che “per loro è una cosa sacra”. Ma nel ritornello Anthony canta “Tell my boy/I love him so/thell him/so he knows” e questo ci ricorda che adesso anche Anthony è papà , che loro son cambiati da quando salivano sul palco col famoso calzino e niente più e che con loro è cambiato anche un po’ il loro stile;

5-Annie wants a baby: anche questa mi ricorda un’altra canzone dei RHCP, ovvero “This is the place” e non so bene il perché..cos’altro dire..non è tra le mie preferite dell’album ma è comunque un’ottima canzone;

6-Look around:  direi che questa è in pieno stile Red Hot degli ultimi anni..e  inizialmente mi ricorda “Purple Stain” (magari la pianto di paragonare le canzoni nuove con le vecchie);

7-The adventures of rain dance Maggie: primo singolo estratto dall’album nonché primo video dopo 5 anni. Che dire il video è secondo me la cosa più bella che abbiano mai fatto, e lo dico molto probabilmente per il mio smodato amore verso Venice Beach. E’ una canzone molto felice e, credetemi, se volete far piovere usatela perchè funziona!

8- Did I let you know?: diversa rispetto allo stile RHCP ma, ripeto, la gente cambia e così la musica; e se non vi sta bene andate a sentirvi “The uplift mofo party plan” (che è il mio album preferito se vi interessa) eccetera se vi piacciono quegli album e smettetela di sparare sentenze a caso. Abbiamo inoltre una fantastica trumpet e un Josh che canta nel ritornello (c’è anche nelle altre ma qui è bellissimo) ed è una cosa tanto carina;

9- Goodbye hooray: veloce e bam! Chili per tutti (meno male che non mi guadagno da vivere scrivendo recensioni..sarei già a vivere sotto i ponti) ! Ah nel booklet nella pagina di questa canzone c’è una mosca morta..poverella;

10-Happiness loves company: si apre con..Flea al piano! Si perché lui in questi anni ha studiato la musica ed ha anche aperto un conservatorio..comunque sia, tornando alla canzone..è la cosa più happy che abbia sentito da tempo e quando Anthony canta “Young lovers keep it pumping/in the streets of L.A.” vai col jump!!

11-Police station: non ho parole per descrivere questa canzone perché, sia per il testo che per la musica, è indescrivibile..personalmente mi ha smosso qualcosa dentro, all’altezza di dove voi avete il cuore e io (e molti altri) ho un asterisco rosso e scusate la pateticità della cosa per favore ;

12-Even you Brutus?: canzone nuova rispetto al solito, ma che nonostante tutto rispecchia, come tutto l’album d’altronde, il loro passato;

13-Meet me at the corner:  altra ballata alla Red Hot, dove Anthony  quasi manifesta il cambio di vita che è avvenuto col passare degli anni “Please don’t ask me who/who you think I am/I could live without that/I’m just a modest man”..cavolo sono lontani I calzini vero?? Uh e poi c’è forse un riferimento a un certo amore finito  “ I turn my head when I thought/I saw a sign/from the gods/that you weren’t meant to be mine/and it’s fine/(..)/Whenever I’m in/I thank you girl/for everywhere that we’ve been” ma queste sono solo supposizioni mie e quindi prive di qualsiasi fondamento logico ;

14-Dance,dance,dance: chiudere con una canzone che si intitola così non è molto normale, ma è appunto da loro.  E’ un invito a ballare, a divertirsi e a godersi la vita perché, e loro lo sanno bene, ce n’è una sola. Ah e di fianco alla pagina con il testo di questa canzone c’è Chad che si auto-infilza la mano con una  forchetta e che fa una smorfia di dolore che fa molto ridere..e..ma avete mai notato che Chad assomiglia a Will Ferrell??

Ah non ho parlato ne di Josh ne della copertina: per quanto riguarda Josh dico che è un 32enne che ha preso sulle spalle la responsabilità si sostituire John Frusciante(il quale a sua volta si era preso la responsabilità di sostituire Hillel Slovak) e direi che sta facendo un ottimo lavoro..bravo Josh! E per quanto riguarda la copertina.. una mosca su una pillola rosa e bianca..loro han detto che è a libera interpretazione..io non l’ho ancora trovata la mia (ma questo perché sono un po’ rimbambita)..e voi??

Dire che va tutto bene anche se si è tristi =( – Everything’s Fine by The Summer Set

 Di Chiara Cislaghi

Cacchio quanta bella musica è uscita nell’estate 2011! Il 19 luglio è uscito anche “Everything’s fine” , il nuovo album dei  The Summer Set. Non so in quanti conoscano questa band di Scottsdale, Arizona..io li ho conosciuti grazie alla Khelly che ha postato il video di “Love like this”, canzone tratta dall’omonimo album uscito nel 2009..non la ringrazierò mai abbastanza! Hanno iniziato a pubblicizzare l’album con un’operazione di marketing non convenzionale (come sono intelligente..ok no) fantastica: pubblicavano foto di questa faccia tonda bianca e nera con questa espressione =( e poi appariva la scritta Everything’s fine..bè geniale no? Faccia triste ma va tutto bene? Complimenti davvero! E’ un album completamente diverso dal precedente “Love like this” e dall’ancor precedente “…in colors” : quegli album erano molto party, questo è molto improntato sull’amore. Bene iniziamo con la recensione track by track:

1-About a girl: canzone che parla, appunto, di una ragazza e dell’amore per lei (“this is a song about a girl/this is a song about love/this is all for you”) che può condurre a qualcosa di più “if you want promises baby I got ‘em/bought a plastic ring if want it” e poi la geniale frase “ if we jump we could fall/if we jump we could fall in love”; In generale il sound è molto triste. Aprire in questo modo l’album potrebbe non sembrare una buona scelta, invece ci sta bene.

2-When we were young: eh già perchè adesso siete vecchi??oh avete la mia età! Bè però è vero quello che dice nella canzone..l’amore di quando hai 17 (“when we were young and reckless/dumb and fearless”) anni ti cambia e a 22 è diverso in ogni caso, sia che il precedente sia finito bene sia che sia finito male (“I never thought that we’d surrender/when I was yours and you were mine/(..)/but now we only even speak”)..è sempre bello ricordarlo perché alla fine “never regrets/no/we learned how to love”; Stavolta il ritmo è un po’ più incalzante, sempre poco danceable ma non induce al suicidio.

3-Someone like you: primo singolo estratto e primo video. Il video è molto happy yeah yeah (a parte i piedi del John che erano evitabili..nothing personal John!) e la canzone altrettanto! Parla di una ragazza assolutamente sbadata (“You got a price tag hanging on the back of your dress/(..)/you lock your keys in your car right next to your purse”), sempre in ritardo (“then 20 minutes late’s five early for you”) ma per la quale vale la pena attraversare il mondo;Questa è un’ottima scelta per un singolo estivo. Incontrare sulla spiaggia un gruppo di sfigati con chitarra e bonghi che la suonano e una ragazza latina dei vestiti colorati che balla sarebbe il top.

4-Back to the start: anche questa ballata parla di un amore finito non molto bene e che almeno uno dei due vorrebbe riprendere e ricominciare dall’inizio; Cosa già sentita e risentita, ma non dai Summer Set quindi bisognerebbe apprezzare.

5-Must be the music: qui torniamo un po’ a “Love like this”; la canzone parla infatti di un party dove si è bevuto troppo e le cose sono diventate un po’ weird ma che alla fine si possono riparare ridendoci sopra, a parte forse la parte in cui “stole my best friend’s girl/now I’m going to hell”  XD ; Le parole sono pronunciate troppo velocemente ma ti viene lo stesso voglia di cantarle. Poi a uno viene spontaneo chiedersi: “ma che cavolo di feste fanno gli americani?”

6-Thik as thieves: l’amore è più forte del fatto di avere tutti contro; e viene qui espresso, inoltre, il desiderio di andarsene via e vivere così per sempre “As long as i’m with you girl I don’t care/I’ll grow a mustache you’ll cut off you hair/(..)/always and forever/you and I together”; Il sound è molto finto folk e si addice perfettamente al testo.

7-Mannequin: canzone geniale a parer mio, si parla infatti di un altro rapporto finito male e di un terzo soggetto che arriva e fa l’eroe salvando la povera donzella (“then he came in/stitched up the pieces like some kinda hero/I,I bet/it was easy to act like a damsel in distress”); ma c’è anche la consapevolezza che con lui, lei non sarà mai felice come era quando stavano insieme loro due, perché lui la tratta come una manichino, un trofeo da esibire e il cantante li  maledice dicendogli che un giorno li vedrà entrambi all’inferno e che scommette che quando sono a letto lei pensi ancora a lui..bè bell’augurio no?;

8-Mona Lisa: credo sia la più geniale ed originale dichiarazione d’amore degli ultimi..bo..tanti anni..cioè:ruberei la Mona Lisa per te ma non la terrei perché so che il giorno dopo mi sveglierei accanto a te (e sott’inteso: tu sei più bella della Mona Lisa), comprerei il Taj Mahal e non lo visiterei se quello fosse il prezzo da pagare per stare con te, accenderei tutte le luci di New York ma sarei comunque cieco se tu non fossi con me. Gioia mia, chiunque tu sia, fai contento questo povero ragazzo disperato! Poi non è nemmeno brutto, ed è un musicista. Hai già 3 buone ragioni per starci!

Tutto ciò è ovviamente accompagnato dalla chitarra classica e poco altro, ma basta e avanza.

9-Begin again: la canzone parte con delle voci (credo la Jess, il John, lo Stephen, il Josh e il Brian ovvero  The Summer Set) che dicono a turno “Everything’s fine” e la canzone parla appunto di questo: che nonostante tutto quello che può succederti, va tutto bene!Qualsiasi cosa accada, si ricomincia da capo! E’ il pezzo che si candida come anthem of a generation (generation composta da una decina di persone visto lo scarso pubblico di questa band) Comunque è il pezzo perfetto per strapparti un sorriso quando pensi che la tua vita faccia schifo.

10-Love to you: canzone very very happy yeah yeah in cui il cantante dichiara tutto il suo amore a qualcuna o a qualcosa (ha infatti dichiarato: potrebbe essere rivolta ad una ragazza o anche al mio cane..decidete voi!ma che carino il Brian! – ma secondo me comunque è il cane – Jimmy –) dicendogli “always give my L-O-V-E-T-O-Y-O-U”;

11-Don’t let me go: la canzone che chiude l’album è una ballata triste nella quale si chiede di non lasciarmi andare, che qualcuno mi aiuti perché non sono troppo giù, se c’è qualcuno che sta ascoltando venga ad aiutarmi e non mi lasci andare; perché tutto cambia e i ricordi son difficili da cancellare e, a volte, fanno male.

Bene ho finito di parlarvi d’amore e di causarvi il diabete..declino ogni responsabilità per eventuali stati depressivi, estremamente felici oppure diabeti improvvisi! Alla prossima! O forse no?

Quelli alternativi sostengono che la musica italiana sia una merda – Caparezza @Metalrock Pisa 09-09-11

 Di Elisa Susini

Foto di Elisa Susini

 !AVVERTENZE!

Nessun surfista è stato maltrattato durante la stesura di questo post. Le persone citate sono in realtà creature mitologiche che popolano, a vostra insaputa, i vostri armadi. Fingete di conoscerli e nessuno si farà male.Ogni riferimento a gruppi emergenti italiani tipo gli Skylong è puramente casuale. -Jimmy-

È dal 2003 che io e Matte ascoltiamo Caparezza, da quando mtv era ancora un canale musicale e passava Il Secondo Secondo Me. E finalmente lo andiamo a vedere in concerto al Metarock a Pisa.
Appena arrivati recuperiamo la Vale, la Vane e Edo. Siamo pronti!
Prima di Caparezza suona un po’ Manu PHL, che praticamente è Er Piotta della Torre Pendente per intendersi e noi ci dilettiamo a fare il Fist Pump durante tutte le sue canzoni, da veri guidos.

Ad un certo punto sono le 10 e iniziamo a sentire canzoni natalizie, sembra di essere dentro al Rockefeller Centre di New York in pieno Xmas Time, inizia anche a nevicare tanto sapone sulle nostre teste e sul palco ci sono due renne e un Babbone Natale. Poi BOOM, arriva Caparezza, parte il delirio e decidiamo di farci travolgere tutti insieme sulle note di Ilaria Condizionata.
Il Rezza Capa è una macchinetta e siccome dobbiamo farci le ossa per quando verranno i Rancid in Italia, abbiamo deciso di pogare ininterrottamente dando inizo al Road To Rancid Tour – praticamente abbiamo un anno per dare il meglio di noi ai concerti e poter arrivare a quello dei Rancid in forma per resistere in mezzo alla fine del mondo, ma questa è un’altra storia -.
Il Road to Rancid in mezzo alla polvere si interrompe non perché stavamo mangiando la terra, ma perché il Capa canta Eroe -su cui non è proprio il caso di pogare -, ed è stata da brividi. Io e Matte eravamo in catarsi.
Dopo la catarsi parte tutta una sfilza di canzoni del cd nuovo, tutte belle e tutte introdotte alla grande da quel ricciolone che era sul palco .. to name a few: La Ghigliottina, Sono il tuo Sogno Eretico, Il Dito Medio di Galileo, Chi se ne frega della Musica.

Fra una canzone e l’altra il Capa saltava, raccontava cose divertentissime, si mascherava, faceva sketch e faceva riflettere. Che mito!
a metà concerto c’è un medley di una canzone per ogni album e dopodiché è la volta di Legalize The Premier.

In mezzo alla polvere poi scontro col Barso e accanto a lui c’era una matta con una sciarpa legata alla bocca per non respirare lo sporco, e non poteva che essere la Pardo. Durante una canzone che non conoscevo ho anche preso una testata dal Brennnon, che ha visto più volte gli Skylong e a lui non hanno mai dato buca, ma si lamentava per aver perso il Tommo, Cricri e Ric. Durante la canzone successiva, Non Siete Stato Voi, il povero Brennon perderà anche me. Altro momento iper-catartico per me, soprattutto quando alla fine appare sullo schermo alle spalle del Capa la scritta “La Legge è uguale per tutti”. Noi giuristi eravamo tutti coi lucciconi agli occhi.

Prima di uscire dal palco per il finto congedo, tu dove vai a ballare? Vieni a Ballare in Puglia! La Vane è su di giri, era venuta al concerto con un accendino a tema con su scritto Gallipoli, ma anche noi mangia-terra lì sotto al palco siamo su di giri. Il devasto durante questa canzone. E anche la scena più bella della serata: circa due secondi prima del ritornello vedo Ric *senza maglia* e Ric *senza maglia* mi vede, fa per venirmi incontro ma parte il ritornello e il povero surfista viene travolto dal pogo che lo porterà chissà dove. Come ridevo.

Ma torniamo a noi. Il Capa si prende due secondi, noi respiriamo un altro po’ di terra e col saluto di Star Wars e altre robe da nerd che purtroppo non ho saputo cogliere, viene introdotta Io Vengo dalla Luna. Ma io ero distrutta e ho cercato di fare un video durante parte della canzone. Dopo è il momento degli spoiler con Kevin Spacey, la canzone di Matte, che è quasi laureato in Cinema Musica e Teatro. Presa a male per Edo che l’indomani voleva vedere The Prestige.

Il concertone si conclude con Follie Preferenziali. E davvero di concertone si parla. Il Capa è davvero un grande entertainer!!
Peccato non abbia suonato Il Secondo Secondo Me e La Mia Parte Intollerante.
Per fortuna niente Fuori dal Tunnel: quella canzone è stata “snaturata da quegli intelligentoni degli italiani” dice.
Ricoperti di sporco, sudati e con la terra fin dentro il naso, salutiamo Caparezza con furore e ce ne torniamo a casa tutti contenti parlando di come la SIAE abbia interrotto quella bella cosa che era aimatrabolreidio e di come sia stata in qualche modo replaced da questo bel blog che non viene cagato da nessuno perché nessuno è veramente in grado di usare wordpress.

Gli Offspring portano meno gente rispetto ai Blink 182 – Iday Festival #2 Bologna 04-09-11

 Di Sabrina Hoppus Outmani, Foto di Daniele Wandja

Cari lettori di questo fantastico blog che alimenta gli atti di cyberbulling nei confronti del signor Gabe, oggi avrete la possibilità di rivivere l’opportunità di rivivere l’ I-Day festival #2 2011.
Headliners: The offspring.
Supporters: Adam Kills Eve, If I Die Today, Face To Face, Tacking Back Sunday, No Use For A Name e Simple Plan.
Essendo stata anche all’edizione precedente del festival dove si celebrava il ritorno in scena dei Blink-182 (AAAAAAAAA♥), non ho potuto fare a meno di notare quanta poca gente ci fosse. In un certo senso fu quasi meglio, almeno per il fatto dei pontamenti facili, anche se rari.
Seconda visibile differenza sicuramente il clima: tanta bella, fresca, rompicazzo, rovina frangette fighe, piscia di Dio.
Dunque entrammo con calma all’arena per poi esser controllati dalla squadra anti tappi. Purtroppo il primo piano che avevo usato per raggirarli è fallito poichè con l’aiuto della loro supervista han potuto sgamare il mio push-up a forma di bottiglia. Ma avevo un piano B, ovviamente riuscito, di cui non posso parlare perchè schedato nei top secrets.
Ma passiamo alle cose serie: JACK E COLA GRATIS PER TUTTTTTTTTTTTTIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!! -grandissima idea, non c’è dubbio.
Verso le 14, dopo il tradizionale relax sulla collinetta, fanno la loro entrata gli Adam Kilss Eve. Simpatici. No, non è vero. Han fatto un paio di battutine tristissimi della serie “siamo su un palco e allora facciamo i fighi magari ci cagano”. PUNTEGGIO FINALE: 32. (calcolato su un punteggio da 0 a 50 dove il punteggio massimo è Gabe -Jimmy-)

Seguono gli If I Die Today, italiani come i precedenti, che mi vien da definirlili una specie di A Day To Remember nazionali fatti male. Non eran malissimo se tralasciamo il blasfemismo nel dire “face to fat” e i jeans aderentissimi dal risvolto altissimo. PUNTEGGIO FINALE: 32.5.

 Passa un’altra mezzìoretta e finalmente si inizia con un po di sano punk-rock assieme agli storici Face To Face, in Italia per la prima volta! Anche se li ho enjoyati dalla collinetta come quelli prima posso confermare che live spaccano davvero. PUNTEGGIO FINALE: 41.

E arriva anche il momento dei Tacking Back Sunday, da me e la mia collega Josuè molto attesi. Meno male che gli altri sapevano suonare perchè il cantante non sa cantare. Fottutissimo emo frangione dalle braccia corte che cercava in tutti i modi di suicidarsi attorcigliandosi sul collo il jack del microfono. Ha collaborato anche il diluvio universale a rendere quello show ancora piu’ penoso (non significa che non mi sia divertita), tanto da fermare tutto per una decina di minuti. PUNTEGGIO FINALE: 36.5.

Riparte lo spettacolo con quelle bestie dei Nufan. CHE BOMBEEEEEEEEEEEERI. Stupendi! E i loro capelli son strafighi (ho potuto notarli da abbastanza vicino)! E loro spaccan da Dio! E il loro striscione con su scritto solo “NO USE” ha vinto! E son riuscita a fare un crowd surfing di 5 secondi su una canzone di cui non ricordo il titolo ma è con “invincible” che ne sarebbe valsa la pena. *faccinatriste* Vabbè i Nufan meritano. PUNTEGGIO FINALE: 43.5.

SIMPLE PLAAAAN! Chi l’avrebbe detto che li avrei visti due volte? Ma non me ne lamento, anzi, live sono ottimi! Apertura con “Shut Up” e tutte le loro canzoni piu’ cariche all’inizio. Poi son passate a quelle robette pop new generation. Sempre grande presenza scenica con i loro soliti monologhi in italiano improvvisati del tipo “Yeah, spaghetti alla bolognese. Grazia milla italia!” …La tenerezza ♥♥ – questi hanno un’ossessione per la pasta -Jimmy- . Durante la celebre Jump inducono il pubblico a creare un allegro pogo-girotondo oltre a saltare ovviamente. Guadagnano punti Pierre Bouvier che mi ha vista (ODDIDdoiOi!!11!!) e David Desrosiers per i giochetti fighi con i plettri non riusciti a pieno e per aver fatto muovere i culetti a ritmo col suo su “I gotta feeling” e “Raise your glass”. PUNTEGGIO FINALE: 47.

E dopo un’ attesa ricca di cori improvvisati sul signor Berluscane, arrivano anche gli Offspring. JAJAJAJAJAJAJA! Che delirio! I capelli di Noodles, la carica di Dexter, tutto perfetto. Dunque apertura strafiga con “All I want” e poi partono, una canzone dopo l’altra con pochissime pause. Devasto durante “Pretty Fly (For a white guy)”, che dico super pogo durante tutto il concerto! Anche su “Kristy, are you doing okay?” , ovvio. Super felicità quando ho sentit il riff inizial di original prankster x cui ho pregato dalle 9 di mattina. Fatta bene anche la canzone nuova che stanno promuovendo durante questo tour “november song” che a quant pare esisteva anche l’anno scorso ma con un arrangiamento troppo poco offspring (testimonia noodles durante l’intervista post concerto fatta da offspring.it).
“Self esteem” dal vivo è una cosa fantastica! e chi è andato a tempo con i lalala fin dall’inizio – tipo me –  è un figo. Ma anche con “Why don’t you get a job?” il pubblico è impazzito

Grande serata sicuramente, -lo sarebbe stata anche se avessero suonato solo tanti auguri a te – alla faccia di tutti coloro che dicono che non ce la fanno piu’. Peccato solo che abbiano conversato poco con il pubblico. Fanno i Vippponi. TANTO AMORE ♥♥. PUNTEGGIO FINALE: GABE.

E’ Tutta Colpa Di Gabe – Night Shades by Cobra Starship

Di Michela Rognoni con la gentile collaborazione di Michela Ravasio

Dopo anni di scelte discutibili (come sciogliere i midtown) Gabe Saporta e i suoi Cobra Starship con Night Shades ci offrono un’atmosfera da giro in autopista alle feste di paese.

Se volete ascoltare un disco per farvi emozionare da musica e testi dovreste evitare di ascoltare questo disco. Se invece ciò che volete è divertirvi, fare i tamarri in macchina e dimenticare i problemi del mondo mettetevelo in loop, non vi deluderà. Non mi va di parlare bene di questo disco. Ma non mi va nemmeno di stroncarlo.

Da come stavano andando le cose con viva la cobra e hot mess ci si aspettava una continuazione su quella linea. Musica elettronica con riff ancora un po’ pesanti. Invece il caro Ryland appende la chitarra al chiodo e si lancia alla scoperta del Synth.

Fare una recensione traccia per traccia sarebbe superfluo (sarebbe anche spoiling per quelli di voi che non l’hanno ancora sentito, non voglio rovinarvi la sorpresa, non questa volta).

Questo disco presenta svariate collaborazioni con la gente più disparata (dalle plastiscines ai jump into gospel) – non vorrei dire che questo sia legato al fatto che gabe non ce la fa più a cantare da solo, però in effetti è quello che penso – , infatti anche il primo singolo estratto “You Make Me Feel…” presenta la firma di Sabi (che non so chi sia in realtà) ,sta sbancando le classifiche e – a causa del genere molto in voga – passa addirittura qualche volta su qualche radio italiana.

Middle Finger è la traccia che mi ispira di più, non so dire esattamente perchè ma trovo che sia perfetta per fare il maranza coi finestrini abbassati quando si beccano i semafori rossi.

Le altre canzoni, tra cui “Don’t Blame The World, It’s DJ’s Fault” (che dovrebbe chiamarsi don’t blame the world, it’s GABE fault) sono più indicate per passare a prendere gli amici sotto casa facendosi riconoscere da tutto il palazzo oppure, ed è il caso di “#1 Night”, per fermarsi davanti alle discoteche a far scendere gli amici prima di fare manovra e parcheggiare.

Bene direi che questa recensione è pronta per volgere al termine e concluderei dicendo che c’è Gabilliam ovunque. Nuovo giro, nuova corsa! Inserite il gettone e tra fumi bianchi e luci colorate possiamo ricominciare da “You Belong To Me”.