Damn-City-Gold-Kids

REVIEW: Gold Kids by Damn City

di Luca Peruzza

È recentemente uscito Gold Kids, il terzo album dei Damn City, pubblicato con Indelirium Records e Haunted Records. I Damn City sono dal 2011 portavoce dell’hardcore di Bologna, a cui mischiano sonorità punk, rap e metal e vantano più di 300 show in Italia ed Europa oltre ad alcuni tour in Giappone e Messico.


Gold Kids si discosta parecchio dai precedenti due album Pariah e No Heroes, più improntati sull’hardcore/metal. Mentre in questo nuovo album il metal è quasi assente per fare maggiormente posto al rap. La prima traccia è Double Dragon, con la prima parte che ricorda vagamente Be quiet and drive (far away) dei Deftones. Impossibile restare fermi con Karmageddon, super motivazionale, che presenta sonorità molto vicine al punk che sparano energia ovunque.
Bangarang riprende la favola di Peter Pan, dove i bambini sperduti di Bolotown (Bologna) cantano duri e decisi la propria libertà e ribellione, con un potente intramezzo di synth e chitarra. Arriviamo al singolo del disco: Lords of Dogtown, i cui featuring di Cristian Quiroz (Beneath the Horror) e Irving Pineda (Ruinas) completano alla perfezione il sound dell’intero brano trasmettendo potenza pura al pubblico. Lo stesso mood viene trasmesso anche dal video ufficiale, registrato proprio in Messico, durante il tour.


Proseguiamo con Metal Slug, un brano nato originariamente come posse track (canzone hip hop/rap in cui si susseguono artisti provenienti da gruppi diversi) tra i Damn City e la Positive Lainz Crew (rappers del bolognese) dove il rap old school si contrappone perfettamente all’hardcore: “lingue come affettatrici, con la pacca di sto sound crollano edifici”. The Great Dunk e Monsters in My Pocket feat. Tronko, presentano chitarre potenti con note basse e decise accompagnate da synth e beat elettronici per ricordarci che “Monsters don’t sleep under your bed. They sleep inside your head”.
Dal loro tour in Giappone ci portano Smokers, featuring Hiroshi (kOTOnoha) e Ryo (Isola), che contiene parti hardcore miste a emo-core con un bellissimo ritornello che ci fa alzare le mani al cielo. Segue Fresh Prince 051 feat. Pidu, Vero, Nico Roccati, altro brano in italiano che conclude definitivamente l’album dove un grande giro di basso e chitarra riprendono la sigla del Principe Di Bel Air per poi trasformarsi nel consueto sound, mettendo in primo piano l’unità e la forza del gruppo: “La mia squadra è la migliore, frega un cazzo del colore”.
Gold Kids si rivela un grande album, ben fatto, che insieme a tutti i featuring lo rendono molto vario: ogni canzone, anche se il cuore resta hardcore, presenta molti dettagli interessanti che fanno venire voglia di riascoltarlo interamente, per assimilare un’altra volta tutta la forza che emana.
Voto 8.5/10

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