Sam, The Places I Go to Forget About Me, copertina

REVIEW: “The Places I Go to Forget About Me” by Sam

di Maria Chiara Cerra

The Places I Go to Forget About Me è l’album di Sam (Samuel Zini), componente degli Halfway Home (band emo/alternative di Vicenza), uscito il 17 maggio. L’idea è nata come progetto personale ma l’album è stato registrato insieme a tutta la band e mixato da Enzo Cappucci, frontman dei Why Everyone Left.

L’album lascia pieno spazio agli strumenti: ognuna delle sette tracce presenta un’introduzione strumentale che vuole preparare all’ascolto delle parole che seguiranno. Si inizia con Sleep Forever immergendosi in una fredda giornata invernale in cui non c’è felicità; quella tristezza che ti pervade per la fine di una relazione in cui se non si ha accanto la persona che si ama allora è meglio dormire per sempre. Falling Out ha un minuto iniziale solo di strumenti, la più lunga introduzione dell’album, che sembra parlino da soli.

Arriviamo alla terza traccia, A Flower for You: la chitarra sembra dare quell’impressione di primavera e spensieratezza, ma purtroppo si rivela una mera illusione. Tutto quello che l’autore ricordava della persona amata, anche il suo profumo, ormai non c’è più. I Forgot About Me è una sorta di cantilena continua e ripetitiva che ti entra in testa se la ascolti più di una volta. Il protagonista non riesce a superare questa situazione: pensa e ripensa all’amore perduto. Riuscirà ad uscire da questo tunnel?

Con Sour l’amarezza rimane ma si inizia a cambiare ritmo, il ritornello sembra volerci svegliare e spingerci a cambiare. We’re All Alright ha un inizio particolare, con un mini dialogo molto divertente, e a seguire ancora un’intro strumentale, perché non si può iniziare direttamente a cantare. Arriviamo all’ultima canzone, Ghost, in cui viene ripreso il testo di I Forgot About Me e nel ritornello è contenuto il titolo dell’album, per una perfetta unione fra inizio e fine.

Ho molto apprezzato l’importanza data agli strumenti in questo EP: a volte si tende a sottovalutare una chitarra o una batteria, e invece è chiaro come Sam voglia dare risalto a ogni parte che compone il tutto. L’album potrebbe essere come un diario musicale che aiuta a sistemare i pensieri, cerca di razionalizzare sentimenti che non possono scomparire del tutto e a volte tornano con maggiore o minor forza.

VOTO: 7.5/10

 

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