the get up kids problems

REVIEW: Problems by The Get Up Kids

di Giorgio Molfese

Dopo una lunghissima attesa durata ben otto anni i The Get Up Kids tornano sulle scene pubblicando il 10 maggio il loro nuovo disco, Problems, uscito per Big Scary Monsters (American Football, Modern Baseball, La Dispute).


L’album si porta dietro tante aspettative soprattutto per i fan di vecchia data. Questi ragazzi over 40, dopo il buon successo dell’EP dell’anno scorso, Kicker, ci confezionano un disco introspettivo, maturo e legato alla vita adulta.

A prescindere da tutto è stata un’emozione incredibile riascoltare Matt Pryor sopra una chitarra acustica all’inizio di Satellite, singolo che ha annunciato il ritorno dei ragazzi di Kansas City. Le influenze emo ci sono ancora e anche la voce non è cambiata. Sembrano quasi gli anni novanta. Anche Salina ci riporta indietro nel tempo; strumentale veramente bello e melodico, ti entra in testa e ti lascia qualcosa.

Più andiamo avanti più mi rendo conto che le tastiere sono presenti in modo costante in ogni pezzo. Sono poche le band della scena che hanno un tastierista e se lo portano sul palco dal ‘99. Questo aspetto dei The Get Up Kids mi è sempre piaciuto molto e mi piace anche il modo in cui la produzione aiuta ogni suono ad emergere, esaltando quindi, ogni strumento. Bellissime sotto questo punto di vista Lou Barlow e Fairweather Friends, pezzi che sanno d’estate.

Stranissima l’elettronica che accompagna l’intro di Waking Up Alone, l’averi evitata volentieri e sembra un pezzo dei Babyshambles quando sono lucidi. Non mi piace, anche se il ritornello prova a recuperare qualcosa.

È super pop invece Symphony of Silence ed è un brano che mi fa capire quanto le giovani band di questi anni abbiano preso da Pryor e compagni. Non mi sarei stupito di trovare questa canzone, o qualcosa di molto simile, nell’ultimo disco dei Real Friends, per fare un esempio concreto.

Arriviamo alla fine del disco, al punto più atteso: la ballad. Non è ovviamente I’ll Catch You, pezzo con cui Mark Hoppus ha chiesto la mano della moglie Skye ma Your Ghost Is Gone è pura poesia. Un inno ai vecchi tempi, un cocktail di emozioni, melodie e lyrics struggenti che mi fanno voglia di ascoltare e riascoltare tutta la discografia dei The Get Up Kids, band incredibile che ogni volta lascia il segno. Ogni disco, ogni canzone, ogni poesia concepita da Matt è qualcosa di ineguagliabile.

La band sarà in Italia per due date: il 13 maggio al Locomotiv Club di Bologna e il 14 maggio ai Magazzini Generali di Milano, accompagnati dalle Muncie Girls, fatevi un favore e andate a vederli.

VOTO: 8/10

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