Thisage, band, promo pic 2019

PREMIERE: “Sorprenditi” con il nuovo singolo dei Thisage.

di Alessandro Mainini

I Thisage. vengono da Napoli e si definiscono come una band alternative rock, ma le chitarre del loro nuovo singolo Sorprenditi fanno subito venire in mente uno dei gruppi emo più importanti degli ultimi 10 anni, ovvero i The Dangerous Summer.

Proprio come in uno dei pezzoni del loro capolavoro Reach for the Sun (che ha appena appena compiuto 10 anni), le linee vocali emozionate e sentite si mescolano a un testo che parla di incertezze e speranze per il futuro, con un’ossatura di chitarre malinconiche che amplificano lo spettro di passioni rappresentato nel brano.

Sorprenditi è il singolo di lancio del loro album d’esordio, Andrà tutto bene, autoprodotto e in uscita il prossimo autunno, stagione che sono sicuro sposa alla perfezione il mood sonoro della band. Ascolta qui sotto la canzone, e leggi la nostra intervista alla band!

Qual è il vostro background musicale? Visto quanto detto nell’introduzione, qualcuno di voi ascolta o viene da generi come emo, pop punk e affini?

Mario (voce e chitarra): Essere accostati a band con sonorità emo e punk è per noi un grande piacere. Questi generi infatti li abbiamo scoperti e approfonditi molto in questi anni, in cui siamo stati ispirati da gruppi americani come The Hotelier, Tiny Moving Parts, American Football e gruppi italiani come i Kairo e, più profondamente, i Fast Animals and Slow Kids. In ogni caso, volendo essere più precisi riguardo al nostro background musicale, ognuno di noi ascolta cose differenti. Io personalmente sono cresciuto con i Radiohead e con i Nirvana, ho ascoltato i cantautori italiani e sono molto affezionato agli EPO, una band della nostra città.
Andrea (voce e chitarra): Il mio background musicale sta nel rock classico anni ’70. I Pink Floyd sono stati letteralmente la mia ragione di vita per tutta l’adolescenza. Oggi apprezzo molto le sonorità del post rock e le melodie malinconiche degli anni ’80.
Marco (percussioni): Uno dei miei gruppi preferiti di sempre sono i Blink-182, poi sono molto affezionato agli Strokes, ai Nirvana, ai Foo Fighters, nonché a gruppi più moderni come i Twenty One Pilots. Mi piace ciò che trasmette energia e fa muovere il corpo.
Lorenzo (voce e basso): In ogni caso, siamo certi di poter affermare che esiste una band che ci accomuna tutti: i Verdena. Solo un grande sasso, in particolare, è un disco che ci ha cambiati.

Sorprenditi è il primo assaggio del vostro album d’esordio, Andrà tutto bene, a cui dà anche il titolo. L’avete scelta come singolo di lancio perché rappresenta bene la direzione presa per il sound dell’album? Possiamo aspettarci un disco con questo stile o avete inserito pezzi di varia natura e influenza?

Abbiamo scelto Sorprenditi come singolo di lancio del nostro primo disco per una questione legata sia al suo significato che alle sue sonorità. È una canzone che parla di come affrontare le proprie paure e le cose brutte che accadono nella vita, e in questo senso rappresenta l’inizio perfetto per la storia che abbiamo cercato di raccontare. Dal punto di vista delle sonorità invece rispecchia quelle usate in tutto il disco, all’interno del quale tuttavia ogni brano ha una caratteristica che lo differenzia dagli altri.

Ci raccontate com’è nata Sorprenditi?

Mario: La nascita di Sorprenditi ha una storia simpatica e riguarda in maniera diretta me e Andrea. L’embrione di questa canzone è stato generato circa due anni fa, proprio durante questo periodo dell’anno. I miei genitori partirono per un weekend e io chiamai Andrea per invitarlo a casa a suonare. All’epoca io non avevo ancora una chitarra elettrica e gli chiesi se gentilmente potesse prestarmi la storica Gibson SG del padre. Andrea accolse la mia richiesta e quando venne a casa attaccammo le chitarre agli ampli e cominciammo a suonare. Ricordo che il riff di Sorprenditi uscì in maniera molto spontanea, così come la volontà di urlare nel finale “andrà tutto bene”. Fu un bel pomeriggio.
Andrea: Confermo e sottoscrivo ogni parola. Aggiungo solo che con noi era presente anche un caro amico della band, il quale si preoccupò di registrarci mentre suonavamo. Probabilmente senza di lui il lavoro fatto sarebbe andato perso.
Marco: Io invece ricordo bene il giorno in cui la suonammo per la prima volta in sala prove. Io e Lorenzo siamo riusciti immediatamente a calarci nelle intenzioni delle chitarre, e come spesso ci accade tutto è successo in maniera molto naturale.

Di cosa parlano i pezzi di Andrà tutto bene? È vero che andrà tutto bene?

Mario: Fino a qualche anno fa pensavamo che la musica contenesse le risposte alle domande della vita. Poi improvvisamente abbiamo capito che la musica non è la risposta, ma l’ennesima maledetta domanda. Questa consapevolezza ha fatto sì che ciascuna canzone di questo disco fosse caratterizzata da un punto interrogativo e da una vera e propria esplorazione all’interno delle nostre emozioni, nel disperato tentativo di cercare una risposta.
Lorenzo: Quello che dice Mario è vero. Abbiamo sofferto per scrivere e suonare queste canzoni, e in questo senso credo sia importante essere giunti alla conclusione che “andrà tutto bene”.
Andrea: Spesso “andrà tutto bene” è una frase simbolica che viene detta senza pensarci troppo sù. Noi ci abbiamo pensato tanto ed è esattamente il messaggio che siamo fieri di lanciare.
Marco: Io ho registrato questo disco il giorno dopo la mia laurea. Questo per dire che dentro c’è tanto sacrificio e tanto impegno, e per fortuna tanto sfogo e divertimento. È ovvio che andrà tutto bene.

Che rapporto avete con la scena musicale della vostra regione? Ci sono altre band affini a voi con cui far nascere un movimento o credete che dovrete guardare anche ad altre regioni (Roma in primis) per ampliare il vostro bacino d’utenza?

Andrea: Una delle cose che dico sempre è che da soli non si va da nessuna parte. Creare una rete, un movimento con le altre band della nostra città è un punto fondamentale per crescere singolarmente e collettivamente.
Mario: Napoli per noi è sempre stata un punto di arrivo, non un punto di partenza. Il punto di partenza al massimo è la nostra cameretta. Amiamo profondamente Napoli, e per fortuna ci siamo potuti accorgere delle potenzialità che questa città ha dal punto di vista artistico e musicale. Esiste un movimento underground napoletano rispettato da tutta Italia, esistono tante persone che si impegnano per la musica, e per fortuna esistono anche tanti generi musicali diversi. Siamo molto fieri e orgogliosi di essere saliti due volte sul palco dello Scugnizzo Liberato, un luogo che promuove la diversità culturale e che dà l’opportunità a band emergenti come la nostra di salire su un palco bellissimo e di suonare davanti a tanta gente interessata a quello che stai facendo. Detto ciò, sarebbe molto bello un giorno prendere un furgone per andare a suonare in qualche città italiana, magari proprio Roma.
Lorenzo: Quella di suonare fuori dalla nostra regione è una nostra grande aspirazione.
Marco: Anche se fosse soltanto per un paio di date e poi basta, sarebbe un’esperienza unica.


Potete voler bene ai Thisage. sui loro canali social e streaming:

Instagram: @thisage.band
Facebook: thisageofficial
YouTube: thisage.
Spotify: THISAGE.

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