REVIEW: “Younger” by Poets Were Wrong

Penso sempre di non essere capace di parlare di dischi, che penso sia conseguenza della mia innata incapacità di esprimermi in generale nella vita, e mi trovo ancora più in difficoltà quando voglio parlare di cose che mi piacciono fatte da persone che conosco, perché dall’esterno potrebbe sembrare un favore tra amici dire che il disco è bello, però io apprezzo poche cose e solitamente me lo tengo per me, quindi arrivare a scrivere questo pezzo è per me uno sforzo assurdo, ma che penso sia giusto fare.

Younger è il primo album dei Poets Were Wrong, i ragazzi di Cremona che conosco da anni, che ho incontrato e visto suonare tante volte, che qualche anno fa pubblicavano Lapse e poi Petrichor. E adesso sono arrivati a pubblicare un album.

Avendo seguito dall’inizio la loro storia, trovare un disco bello come Younger non mi stupisce perché non è altro che la conferma che qualcosa di speciale in quello che fanno c’è. Ed è la conferma che questi quattro ragazzi hanno avuto una crescita costante negli anni, si sono concentrati e senza fare troppo rumore hanno lavorato bene sulle loro idee. Il disco è composto da otto canzoni concise e dirette in cui i Poets ci dicono tutto. Ci dicono che non siamo più adolescenti e che viviamo i nostri vent’anni avvolti in un velo di malinconia e nostalgia.

La struttura dei pezzi è particolare, sono tutti un’unica strofa senza ritornello, fatto che può lasciare straniti, a me fa impazzire, soprattutto perché il mood costruito attorno è quello giusto per affrontare i brani in questo modo. Le voci che si alternano, si intrecciano tra loro, armonizzano, ogni tanto quasi urlano sono l’ennesimo valore aggiunto al disco, e mentre ascolto penso che potrò quasi colmare il vuoto lasciato dagli Sport.

Non posso scrivere un pezzo intero senza includere almeno una cazzata, quindi vi dirò che da quando l’ho sentita live la prima volta, ogni volta che sento Not A Boy un po’ rido, perché è la versione riassunta, asciutta ed emo di I’m Not a Girl, Not Yet a Woman di Britney Spears e mi immagino Tommy con i capelli lunghi biondi a cantarla nel deserto.

Le cose serie che avevo da dire sono evidentemente finite, quindi chiuderei con una riflessione. Forse Younger arriva proprio nel momento giusto, vedendo i risultati che band come i Quercia e i Gomma hanno avuto, per dare una spinta all’emo in Italia, ridando dignità al termine (abusato con accezioni completamente sbagliate nel nostro paese) e ricostruire una scena che un po’ manca attorno al genere. Speriamo.

Intanto è d’obbligo dire: bravi, amici! 

Ascolta Younger qua sotto:

O se volete anche su Soundcloud e Bandcamp (dove lo trovate anche in free download).

Potrete sentire le canzoni di Younger live al release show il 27 aprile a Cremona insieme a Dags! e One Glass Eye. Tutte le info a questo link.

 

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