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REVIEW: ”Strange Love” by Simple Creatures

di Maria Chiara Cerra

Strange Love è l’EP di 6 tracce dei Simple Creatures, il duo formato da Mark Hoppus e Alex Gaskarth, uscito il 29 marzo.

Il disco si apre con Drug, che è stata la prima canzone pubblicata ed è molto pop (e i “na na na” iniziali ne sono la prova). Il ritornello è molto orecchiabile e le voci dei due cantanti si uniscono perfettamente.

Strange Love è la canzone che dà il titolo all’album, a mio parere non in modo casuale. Gli stessi frontmen hanno spiegato come questo EP sia stato qualcosa di diverso da tutto quello che entrambi stanno facendo con le loro rispettive band e questa traccia ne è la dimostrazione lampante: la parte strumentale è stata infatti del tutto sostituita da strumenti elettronici.

Passiamo a How to Live in cui le sperimentazione elettroniche si manifestano anche nelle voci di Alex e Mark. Da qui scopriamo la storia che si vuole raccontare: iniziamo con un amore che destabilizza quasi fosse una droga, per continuare a giustificare questo strano amore fino ad arrivare a ‘I don’t want to tell you how to live your life, but maybe we just don’t know when to quit’. Adrenaline è quello che più si avvicina alla perfetta unione fra i Blink e gli All Time Low. Considerando il testo, la storia d’amore sta iniziando a vacillare: ‘When I’m six feet underneath my misery‘ (a chi viene in mente Six Feet Under the Stars?).

Ether, la penultima traccia, ha un titolo molto particolare: nella cosmologia greca l’etere rappresentava un elemento incorruttibile di cui erano costituiti le sfere e i corpi celesti ed esiste anche la dea Etere che sarebbe la divinità dell’aria superiore che solo gli Dei possono respirare. Questo prologo per spiegare questa traccia in cui il testo sembra riprendere l’idea di etereo: ‘You can gasp for air or take the ether, hold your breath or both you won’t get either’. Finiamo con Lucy, dove si arriva ad un accenno di rap (sì, non è un’esercitazione) e la storia d’amore sviluppata nelle precedenti tracce purtroppo finisce: ‘Smile through the pain and run away from your past’. 

Da grande fan degli All Time Low e dei Blink, questo EP mi ha suscitato molti sentimenti contrastanti. Non mi aspettavo assolutamente un risultato del genere dato che potevo attendermi da un lato una catastrofe totale e dall’altro la collaborazione della vita: in ogni caso, è un disco che merita di essere sentito più volte per essere apprezzato appieno, quindi non fermatevi al primo ascolto. Per descriverlo con una frase: è perfetto per chi cerca delle novità senza abbandonare troppo il pop punk.

VOTO: 8/10

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