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REVIEW: “Social Hazard” by Lotus Eater

di Giorgio Molfese

Qualche tempo fa Hopeless Records ha sorpreso un po’ tutti prendendo sotto le sue gigantesche ali i Lotus Eater. Il quintetto di Glasgow è una band atipica per Hopeless a causa della pesantezza del genere che presenta al pubblico. Con Social Hazard, EP disponibile dal 29 marzo 2019, la band scozzese fa capire chiaramente che “o vi piacciamo così o non ce ne frega un cazzo”.

Da Thug, realizziamo immediatamente che in questo EP ci capiremo ben poco. I Lotus Eater prendono il caos e lo trasformano in ispirazione, lo elaborano fino a creare dei pezzi pesanti, metallici ma bilanciati e a tratti melodici come ad esempio in un intermezzo di Yuck.
Non facciamoci ingannare da questi momenti di calma, i ragazzi cresciuti nei sobborghi di Glasgow urlano tutta la loro rabbia con onestà e lucidità per tutta la durata del disco, in particolare in The Fear e Freak.


Mother, singolo che ha anticipato col botto Social Hazard, aveva stupito principalmente per la capacità dei Lotus Eater di creare un’aspettativa e distruggerla l’attimo seguente; l’ascoltatore si aspetta che accada una determinata cosa e improvvisamente c’è un riff che spiazza, una rullata senza senso (con l’accezione più positiva possibile), una pausa elettronica e così via. Questo accade per tutta la durata del disco e probabilmente, dal punto di vista musicale, è il punto di forza della band.


Emblematica è Jawless, pezzo che chiude Social Hazard; c’è un casino incredibile, una violenza devastante per tutto il disco e poi arriva questo ritornello in pulito, melodico e leggero.

Hopeless Records difficilmente fa una scelta sbagliata e anche qui hanno guardato oltre e ci hanno visto giusto. I Lotus Eater sono una band violenta, musicalmente sporca e incredibilmente innovativa.
Social Hazard è un disco che si vuole imporre di prepotenza, spingendo via tutto e tutti ma la miglior recensione al disco l’hanno fatta proprio i ragazzi di Glasgow sul loro profilo Facebook: “Questo è il suono della disperazione, il suono di cinque persone distrutte, il suono di ciò che accade quando si toglie ogni speranza. Questo non è un gioco del cazzo per noi, siamo qui per prendere il comando”.

VOTO: 8.5/10

 

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