PREMIERE: ascolta Thousand Times, l’EP di debutto dei Moderntears’

I Moderntears’ sono uno dei gruppi emergenti più interessanti del nuovo panorama italiano. In poco più di un anno e con soli tre singoli alle spalle e uno pubblicato qualche giorno fa, hanno già girato la penisola col supporto di Hero Booking e sono qui oggi a presentarci il loro primo EP.

Nati nell’autunno del 2017, i Moderntears’ si contraddistinguono per il loro melodic hardcore malinconico, espresso appieno nel loro EP di debutto Thousand Times, caratterizzato dalle voci aggressive che vanno a sfogarsi in ritornelli catchy, raccontando un percorso di sconfitta interiore e ricerca di rivincita.

Ascolta qui sotto Thousand Times, insieme a un’intervista in cui la band ci racconta tutto ciò che riguarda il disco!

Per introdurre al meglio il vostro progetto, vorremmo che ci raccontaste un po’ quali sono in generale i vostri riferimenti musicali e cosa vi ha più ispirato, sia come band, sia nella scrittura di questo EP.

Veniamo tutti da background molto differenti. Non siamo e non siamo mai stati quel tipo di persona che ascolta unicamente una determinata cosa ponendosi limiti o pregiudizi. Cominciamo dicendo che già dalle nostre precedenti band abbiamo preso un distacco enorme: venivamo dal metal/hardcore, dal djent addirittura! Quando ci siamo seduti tutti insieme decretando la nascita del progetto Moderntears’ l’idea di base era quella di creare semplicemente qualcosa di nuovo per tutti noi. È stato tutto molto automatico e sicuramente siamo stati fortunati ad avere quest’alchimia. Alla fine siamo 5 ragazzi che abitano anche molto vicini, ci conosciamo bene o male dai tempi delle superiori. Ci ha aiutato molto.

Abbiamo capito che avremmo dovuto rilasciare un EP dal momento che i singoli andavano alla grande e la gente ha cominciato a chiederci quando avremmo rilasciato qualcosa di più concreto. Non ce lo aspettavamo! Ci ha reso felici, è stato tutto costruito poco a poco dal momento che registriamo con Andrea Fusini presso il Fusix Studio di Torino. Abbiamo fatto diversi viaggi avanti e indietro ma l’idea è sempre stata molto chiara su quello che dovevamo far venire fuori e volevamo comunicare.

Il vostro disco racconta di una sconfitta interiore. Qual è stata la base tematica di ispirazione per il disco. Da dov’è nata la necessità di mettere in musica i vostri pensieri?

Luca: Tutto quello che abbiamo vissuto indipendentemente. Parlando per me, ho sempre trovato un ottimo sfogo nello scrivere i testi o con un microfono in mano. Riesco a dire quello che normalmente nascondo anche alle persone che ho vicino. Non penso di essere una persona triste, ma sono molto malinconico. Ogni canzone cerco di scriverla se non in una volta quanto meno nel minor tempo possibile. Le emozioni passano troppo in fretta.
Infatti spesso arrivo anche in ritardo con le chiusure dei brani, non riesco a sedermi e buttare giù le cose di getto. Purtroppo o per fortuna, quello che vivo riesce a farmi scrivere senza nascondermi troppo. Vedo spesso anche miei coetanei che vivono le stesse cose, provo forte empatia. Ormai siamo arrivati nella fase in cui poche persone restano, tanti se ne vanno, alcuni non ci saranno più per sempre. Dall’inizio alla fine, Thousand Times racconterà proprio di questo.

Vi siete inseriti come una nuova band nella scena melodic hardcore nell’ultimo anno e mezzo. Cosa volete rappresentare e qual è secondo voi il vostro pezzo migliore con cui volete distinguervi dalla massa di un genere altrimenti saturo?

Vorremmo continuare semplicemente ad essere genuini in quello che facciamo continuando a marcare quello che piano piano sta diventando il nostro sound. Una delle cose fighe, se proprio vogliamo essere sinceri con noi stessi, è che nell’EP abbiamo dato sfogo a ogni nostra ispirazione. Tanti ci definiscono melodic hardcore, ma se guardi quello che scriviamo, i nostri ritornelli, o brani come il nostro singolo Old Souls, sono distanti dal genere. Ma a conti fatti va benissimo così. Ironicamente ci siamo definiti “modern melodic” proprio per il fatto che non sappiamo neanche noi come catalogarci.
Scegliere un brano di punta è difficile, specialmente perché vediamo anche le persone che ci seguono che hanno idee contrastanti su quale sia la traccia migliore fino ad ora. Noi stessi ne abbiamo una diversa dall’altra. Se dobbiamo giocare dal dato affettivo, su due piedi probabilmente diremmo Wasting Away, il nostro singolo di debutto.

I vostri singoli sono usciti sul canale di Dreambound, che è un punto di riferimento per il genere vi ha da subito dato grande visibilità e il riscontro del pubblico è stato ottimo; dai commenti ai video, si vede che al di fuori dell’Italia il vostro genere è più ampiamente apprezzato, avete valutato/tenete in considerazione il fatto che possibilmente i vostri lavori vengano più apprezzati altrove? Come pensate che questa cosa possa cambiare per riportare attenzione al genere anche qui?

Sicuramente uscire su Dreambound ci ha aiutato tantissimo a uscire allo scoperto. Analizzando tutto, anche i nostri insight di Spotify, abbiamo constatato che effettivamente c’è più riscontro fuori dall’Italia. Ma forse così è sempre stato. Credo che nel nostro paese purtroppo non ci siano mezze misure: o sei un colosso del genere, o l’underground viene aiutato poco. È un peccato perché abbiamo un sacco di band valide, molte delle quali sono nostre amiche e che piano piano stanno riuscendo a fare qualcosa. Non fraintendermi; non vogliamo fare di tutta l’erba un fascio, perché come c’è gente che ha paura di spendere 5€ per un ingresso, d’altro canto dei ragazzi si spaccano la schiena per aiutare questa scena, a organizzare eventi e promuovere tutto quello che ci gira intorno. Forse all’estero questa mentalità è più presente. Anche se in questi anni il melodic hardcore, metalcore e affini stanno avendo effettivamente un calo. Anche i gruppi che possono essere a capo del genere stanno prendendo strade diverse negli ultimi tempi. Crescita? Assolutamente. Noi approviamo. Alla fine se guardi anche i collettivi questa musica è sempre vivissima. C’è solo da risvegliare le cose! Siamo molto fiduciosi che tutto ciò accadrà, come dicevo prima ci sono band in Italia che stanno davvero lavorando bene.

Noi siamo storicamente molto vicini alla scena milanese, e della scena toscana conosciamo solo parte delle band, ma ogni volta che qualche nome salta fuori da lì, ci troviamo sempre davanti a prodotti buoni (esempi facili: Adam Kills Eve, Travellers…). Come se la passa la scena dalle vostre parti?

La Toscana è altalenante. Sicuramente rispetto a città come Milano, Roma, Bologna e tante altre gode poco dell’esposizione live. Che è un grosso peccato, perché sono passati una marea di gruppi storici per la nostra regione, ma non riesce ancora a concretizzarsi come luogo di punta per questo genere. O almeno, ci provano sempre in tantissimi, ma il genere ha perso molto interesse andando avanti con gli anni. Eppure del potenziale c’è sempre stato, gli stessi Adam Kills Eve sono motivo di orgoglio. Ad oggi purtroppo però tanti hanno mollato, probabilmente anche stanchi di non avere tutte le possibilità. Anche i Travellers sono nostri amici, abbiamo condiviso un sacco di serate già da quando noi non eravamo Moderntears’ e loro non erano Travellers. Poi la vita prende pieghe diverse e alle volte non riesci a starci più dietro perché come dicevo prima, anche dal pubblico nella nostra regione c’è meno riscontro. Viviamo pure in una località turistica dove la concezione di live club non esiste praticamente più. Scusate per il luogo comune, ma ogni venerdì e sabato l’offerta è solo di cover band o dj set, a meno che non vuoi suonare dentro un pub di pochi metri quadri. Che va benissimo! Ma poi si lamentano se rompi anche solo un cannon, ahah. Con ciò, vorremmo comunque fare i più sinceri auguri a tutti i locali che ci hanno accolto, che continuano a proporre musica dal vivo e le band della nostra scena e non, che ci stanno provando e qualcuno sta riuscendo anche a farsi sentire.

Ora esce Thousand Times, del quale il pubblico ha già sentito alcuni pezzi. Siete d’accordo anche voi che visti i cambiamenti nella fruizione della musica, il mercato si stia orientando sempre più a lavorare a singoli, determinando in un certo senso la morte degli album? Voi, che in questo caso avete optato per un EP o minidisco, cosa ne pensate?

Domanda molto interessante, con la quale ci troviamo pienamente d’accordo. Spotify, classifiche e playlist insegnano. Noi stessi quasi inconsapevolmente siamo finiti per intraprendere questa strada. O meglio, non avremmo pensato che prima di far uscire un EP sarebbero dovuti passare tre singoli. Ma sicuramente è un consiglio spassionato che daremmo a chiunque. Ormai la concezione di album non ti dico sia persa, ma è cambiata nel corso del tempo. Sicuramente quando un artista annuncia un full length c’è molto hype, è sempre figo aspettarsi una decina di tracce dei tuoi gruppi preferiti. Ma per far funzionare tutto al meglio serve qualcosa di immediato, che la gente prende, ascolta e scarica in 3 minuti. Purtroppo bastano pochi secondi di ascolto per decidere se una band può finire nella tua libreria o meno, e con tutte le proposte che ci sono oggigiorno sul mercato devi conquistare davvero bene. Noi abbiamo optato per un EP perché proprio come ti dicevo prima è arrivata quel minimo di richiesta che ci ha dato fiducia. E per il momento vediamo molta attesa, il che è figo perché non ce lo aspettavamo! Quindi grazie infinite per il supporto di tutti e anche a voi ragazzi per averci accolto per questa premiere. Significa tanto per noi!

Potrete ascoltare i pezzi del disco nuovo nelle prossime date in programma per la band: il 21 marzo al Corsaro rosso di Viareggio insieme a Before the Rain Falls e Mhela (informazioni) e al release party dell’EP, il 23 marzo al Vidia Club di Cesena con Sharks in Your Mouth, Bemore e altre band della scena (informazioni).

 

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.