Di tutte le cose che abbiamo perso e perderemo quercia

REVIEW: “Di tutte le cose che abbiamo perso e perderemo” by Quercia

di Luca La Barbera

I Quercia sono cinque ragazzi sardi il cui un nuovo, autoprodotto, EP chiamato “Di tutte le cose che abbiamo perso e perderemo” è uscito il 20 febbraio 2019.


Nel 2016 i Quercia hanno pubblicato il loro primo EP, “Non è vero che non ho più l’età”, che li ha portati in tour per tutta l’Italia. Scomparsi per un po’ (ma solo dai social) e poi tornati con un tour, i Quercia in realtà non erano seduti con le mani in mano,
Nei testi si sentono i 10 anni di rap di Luca, il cantante, anche conosciuto come K. “Buio” è il pezzo con il quale i Quercia si sono ripresentati al pubblico dopo due anni e mezzo.


Le sonorità, le voci urlate, le stonature, i chitarroni e i riff rievocano emozioni, sentimenti e ricordi che mi fanno stare male. Ascoltare questo EP dei Quercia è come ricordarsi contemporaneamente di tutti le perdite, gli errori, le delusioni. “Torri” è un pezzo incredibile, come dimostra il testo stesso: “voleva essere un po’ una secchiata d’acqua fredda: i nostri genitori ci hanno solo detto una marea di cazzate quando ci dicevano che saremmo potuti diventare tutto ciò che volevamo”.
I temi del disco sono come una valanga che cade dalla montagna, puoi ignorarla ma prima o poi ne sentirai tutto il peso e ti renderai conto di non essere così forte. Proprio come scrivono i Quercia in “Problema”:“Te ne accorgi solo quando resti solo, quando non c’è più nessuno che ti tenda la mano, e ti accorgi che non sei mai stato forte davvero”.

Dodici brani tiratissimi, un’esplosione di suoni: i Quercia stavano preparando una bomba a orologeri. Ci danno giusto il tempo di capire cosa sta succedendo e di metabolizzare tutto quello che abbiamo ascoltato a metà disco con “Altalena”, uscita assieme a “Pozzanghere” in una versione che dura il doppio del tempo, accompagnata da un cortometraggio, un tributo a “La stanza del figlio” di Nanni Moretti. Questi sono probabilmente due tra i pezzi più emotivi di questo capolavoro.

“Fiammiferi” è il brano più breve dell’EP dei Quercia, il suo testo ricorda che tutte le cose che abbiamo perso e continueremo inevitabilmente a perdere non sono mai veramente nostre.

Quando finisce tutto per la prima volta la mente rimane offuscata dai pensieri, si sente solo la necessità di ascoltarlo ancora, e dopo averlo avuto ascoltato più volte si riescono a capire le parole di Luca: “Scrivere questo disco ci ha distrutto, ci ha fatto stare male per davvero”.
Abbiamo dovuto aspettare due anni e mezzo per ascoltare di nuovo tutto ciò che volevano dirci e non credo sarebbero potuti tornare con un prodotto migliore di questo. Non ci resta che aspettare il ritorno sui palchi per avere l’occasione, forse l’ultima, di urlargli tutto in faccia.

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