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REVIEW: “SOS” by Millencolin

Uscito il 15 febbraio per la Epitaph e autoprodotto come di consueto, “SOS” è il nono album dei Millencolin e arriva a 4 anni di distanza dal ben riuscito “True Brew”.
L’album è coerente a quello che è ormai il punk rock upbeat della band svedese, a metà fra melodie accattivanti e il sound più clean consolidato dai tempi di “Home From Home”.

Dei dodici pezzi in tracklist, sono particolarmente riusciti la title track, “SOS”, con delle chitarre pungenti al punto giusto, “Nothing” dal sound trascinante e “Let It Be” con un ritornello che sorprende perché non rientra nello stile classico della band. Altra traccia degno di nota è “Do You Want War”, dal testo che ricorda un po’, in chiave 2019, i tempi in cui i Millencolin si cimentavano in canzoni “Monkey Boogie” o “Botanic Mistress”.

Rispetto al disco precedente, “SOS” non convince del tutto perché i Millencolin non hanno trovato una via di mezzo fra canzoni interessanti e altre completamente anonime, però è anche vero che stiamo parlando di una band con 26 anni di carriera e alla fine questi 35 minuti scorrono bene, e, almeno la metà dei pezzi sono freschi e ben riusciti, cosa non da poco.
Voto: 7/10

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