Cara Calma, band, 2019

Due parole con i Cara Calma per l’uscita del video di Rodica

I Cara Calma sono fra le poche band emergenti italiane che con le chitarre distorte stanno riuscendo a farsi un nome e creare un movimento attorno a sé. Nell’epoca dell’itpop e dei (t)rapper è anche questo un traguardo da celebrare.

Dopo il primo disco Sulle punte per sembrare grandi, con cui si è guadagnata un appassionato gruppo di sostenitori negli ambienti underground di mezza penisola, la band è pronta a pubblicare il suo secondo album Souvenir, in uscita l’8 marzo su Phonarchia Dischi e Cloudhead Records.

In occasione del release del video per il nuovo singolo Rodica (in anteprima su Rockit), abbiamo fatto qualche domanda al gruppo bresciano per farci raccontare meglio cosa possiamo aspettarci da questo lavoro.

Se il disco d’esordio Sulle punte per sembrare grandi era stato da voi descritto come un bambino che si veste da adulto, che rimbocca le maniche e prende di petto la vita accettandone le conseguenze, come descrivereste Souvenir?

Cesare: Beh, se il bambino è diventato grande indubbiamente noi siamo cresciuti con lui. Ciascuno di noi proviene da generi diversi dal rock in italiano, perciò i Cara Calma hanno rappresentato una sfida un po’ per tutti, sia nella scrittura della musica sia in quella dei testi. “Souvenir” è una parola francese che significa letteralmente “ricordo”, ed è un regalo che facciamo a noi stessi, con la speranza di riascoltarlo tra venti, trent’anni, un po’ più vecchi, un po’ più saggi, ma felici di rivivere le sensazioni e le emozioni che ci hanno accompagnato lungo questo percorso.

I testi criptici hanno lasciato lo spazio ad un immaginario alla portata di tutti gli ascoltatori. Siete d’accordo?

Riccardo: Siamo d’accordo. Quest’anno ci è servito parecchio, per capire noi stessi e per comprendere quali fossero le parole migliori per esprimerlo. I temi trattati non sono cambiati poi molto rispetto a Sulle punte per sembrare grandi; è cambiata forse la nostra percezione del mondo; siamo cambiati noi. Diciamo che quando ci siamo trovati a scrivere il nostro disco d’esordio avevamo un sacco di sensazioni che abbiamo buttato su carta di getto, quasi come fossero immagini: le sentivamo nello stomaco. Questi mesi ci hanno aiutati a prendere tutto questo e portarlo alla testa, a comprenderlo fino in fondo… per questo siamo riusciti a tradurlo in parole più dirette, in immagini in un certo senso più accessibili, perché più chiare anche per noi.

Perché una copertina così di stacco rispetto al primo lavoro molto più minimal e perché un concept come “Souvenir”? Nel brano Il mio rifugio dite “per tornare dalla guerra e portare alla mia gente un souvenir, vi metto nella testa per il gusto di provare che vuole dire avere un ricordo a cui potersi aggrappare.”

Fabiano: Sulle punte per sembrare grandi è stato un po’ come un foglio bianco su cui iniziare a scrivere la nostra storia. Souvenir invece è un viaggio nel quale nuove strade si sono intrecciate a quelle già percorse; in cui i volti, i pensieri e le emozioni che ci hanno accompagnato in questo ultimo anno sono divenuti il bagaglio perfetto per questa avventura. La ragazza in copertina consulta una mappa di fronte ad un paesaggio surreale, all’apparenza impossibile da attraversare. Allo stesso modo anche noi cerchiamo un modo per orientarci tra i sentieri intricati del nostro futuro.

Il numero 10 che accomuna le due tracklist è voluto?

Gianluca: Ovvio, il 10 è il numero di Roberto Baggio, ahah. Comunque se per Sulle punte per sembrare grandi è stata una scelta obbligata, in quanto siamo arrivati in studio con 10 brani e abbiamo deciso di metterli tutti nel disco, per Souvenir la scelta è stata più ragionata. Quando siamo entrati in sala d’incisione avevamo pronti 12 pezzi e solo dopo il lavoro di produzione con Karim Qqru abbiamo deciso di tenerne 10 per rendere il disco più fluido e meno pesante all’ascolto.

Una delle immagini più ricorrenti nei brani è l’amore non corrisposto o comunque lontano: ad esempio “come svegliarsi, guardarsi negli occhi sentendosi adatti per poi ritrovarsi ancora distanti in tutti i dettagli”, oppure “siamo cariche uguali come poli magnetici così vicini ma così irraggiungibili, combattiamo la fisica”. Da cosa traete ispirazione per scrivere i vostri testi? Si tratta di vicende personali?

Cesare: Non si tratta di amore non corrisposto ma quasi sempre è una descrizione della difficoltà che oggi le coppie sono costrette ad affrontare. Secondo noi il bisogno di essere ad ogni costo sotto gli occhi di tutti e il dover per forza dimostrare di essere felici sempre e comunque sono la principale causa che fa scaturire quella sensazione di inadeguatezza reciproca nella coppia.

Domanda di rito: cosa ne pensate delle uova?

Risposta di rito: le tette della Taty.

(intervista a cura di Marica Mandiroli)


I Cara Calma saranno in tour per supportare l’uscita di Souvenir:

02.03 – Live Club, Trezzo sull’Adda (MI)

15.03 – Latteria Molloy, Brescia

28.03 – Cortile Café, Bologna

29.03 – ATP Live Music Club, Carpi (MO)

30.03 – Cantine Coopuf, Varese

04.04 – Off Topic, Torino

12.04 – Ex mercato, Roma

13.04 – Circolo H2NO, Pistoia

19.04 – La fabbrica degli artisti, Cerea (VR)

27.04 – Musici per caso, Piacenza

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