La storia di chi è stato bravo, ma nel momento sbagliato – I Veara e il loro nuovo singolo The Well

Venerdì sera sono salita in treno e vagando un po’ su Twitter ho notato che il profilo dei Veara stava ritwittando messaggi di fan felici per una loro nuova canzone. Solo dopo un altro po’ di tempo trovo il loro lancio e nient’altro a riguardo. Nessuna news, nessun commento dalle persone che seguo, niente. Penso che anche Twitter di questi tempi non funziona sempre bene, qualcuno di sicuro starà parlando di questa cosa, insomma, i Veara erano i Veara… qualche tempo fa. Ci metto poco a fare il giro di tutti i social e vedere che quella che pensavo fosse una grande notizia in realtà per il resto del mondo non è neanche una notizia.

Breve riassunto delle puntate precedenti: i Veara (da Augusta, GA – USA) si fanno notare con l’album di debutto The Walls Have Ears (2007). E si fanno notare non dai primi che passano, ma da Epitaph Records, Andrew Wade e Jeremy McKinnon, che produce il loro secondo album, What We Left Behind (2010). A quel punto i Veara sono nel loro momento migliore. Un album capolavoro, composto solo da pezzi forti, due anni pieni di tour, l’attenzione della scena del (purtroppo troppo) breve periodo d’oro dell’easycore che piano piano si stava evolvendo in quella che sarebbe diventata la nuova ondata pop punk, nonostante loro facessero già puro pop punk.

Ricordo la gioia nel trovare il disco alla Mondadori in Corso Vittorio Emanuele a Milano, ricordo i pomeriggi passati ad ascoltare solo What We Left Behind in ripetizione, mi sento vecchia e per l’ennesima volta rifletto sull’ingiustizia del tempismo, di come i Veara siano stati troppo bravi, ma nel momento sbagliato.

Nel 2012 infatti, mentre l’ondata del nuovo pop punk esplodeva, loro erano inattivi perché impegnati nella scrittura e registrazione del loro terzo album, Growing Up Is Killing Me, uscito poi nel 2013. Purtroppo il disco si è poi rivelato non proprio all’altezza del suo predecessore e i Veara non sono riusciti ad inserirsi nella neonata scena, o quanto meno non sono riusciti ad arrivare al nuovo largo pubblico che il genere aveva guadagnato.

Dal 2014 poi non ci sono state più loro notizie. Zero tour, zero presenza online, zero progetti per il futuro. Testimonianza di questa “scomparsa” sono i numeri che ora hanno sui social: su Twitter sopravvivono con 17mila followers rimasti dal loro periodo d’oro, mentre su Instagram (che durante il loro periodo d’oro non esisteva ancora) hanno appena 2mila followers. Così una band che avrebbe potuto rientrare tra le più valide del genere è sparita.

E sono stati proprio i social a farli riavvicinare. Lo scorso giugno sono tornati pubblicando una nuova canzone, Perspective, che però fino ad ora ha totalizzato appena 4mila visualizzazioni su YouTube e 53mila stream su Spotify.

Dopo l’uscita, in un post su Facebook hanno raccontato che nel tempo si sono allontanati e grazie a un hackeraggio dei loro profili si sono riavvicinati, la cancellazione di materiale dai loro social li ha fatti ripensare al passato e li ha fatti reincontrare di persona tutti e quattro, hanno capito che quello che avevano era più grande dei problemi che avevano incontrato e che li avevano allontanati.

Venerdì è uscita una nuova canzone dei Veara, è un gran bel pezzo ed è tutto quello che un pop punk kid potrebbe desiderare, ma purtroppo non sa che i Veara esistono.
Infatti è passata anche questa in sordina. Io voglio rendergli giustizia. Io voglio che i pop punk kids li riscoprano. Questi sono i Veara e questa qua sotto è The Well.

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