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Meet Me in the Bathroom: Edoné, Bergamo

di Allaria

L’unica rubrica che recensisce le toilettes dei locali e che avvisa se vale la pena sceglierli come lochescio per i propri mirror-selfie da poser.

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L’Edoné è un po’ un punto di riferimento per tutti i bergamaschi e le bergafemmine e per i vari provinciali dei dintorni. Ci si va per vedere i concerti, per bere le birrette, ma anche semplicemente per farsi un giro, dato che si tratta di un locale bellino che offre birre buone, e che ospita serate fiche.

edone-bagno-2Nel bagno ci sono stata tante volte, eppure -e per questo ringrazio la mia amica Laura che mi ha aiutata- non mi ero mai adoperata nel realizzare una vera e propria esplorazione. Insomma il bagno è di una grandezza accettabile. Illuminato da una lucetta blu simil-neon, è formato da tre stanze: quella a cui si accede per prima, che comunica con le altre, è provvista di un grosso lavandino, a dirla tutta bruttarello, uno di quei grossi lavabi che trovi nei bagni delle scuole. Non spaventatevi per la mancanza dello specchio, perché ne troverete uno in ciascuno nei due adiacenti locali-cesso!

Le porte dei suddetti bagni sono ricoperte di adesivi, considerabili parte integrante del folklore del posto. Fra tutti spiccano quelli dello zio Billy Bragg, dei Ramones e del CBGB (dettagli a cui la gente piace far caso mentre aspetta di smaltire tutta la birra menzionata poc’anzi).

edone-bagno-3Nelle stanze dei cessi, dicevo, ci sono specchi che spesso riportano delle scritte in grado di destare interesse in tutti gli appassionati di mirror selfies. Segnalo infatti la presenza di una coroncina e della scritta “Queen of the day” disegnati.

E poi le frecce dipinte sulle piastrelle del bagno, così astutamente collocate a segnalare il pulsante dello sciacquone. Una segnaletica a prova di voncionaggine.

Quasi dimenticavo, la Regi Elisabetta, eccola lì, sulla destra dell’entrata, intenta a lanciare i suoi nobilissimi sguardi imperturbabili. Su quella copertina del Rolling Stone cartonata 70×100 che un po’ ti domandi “ma che cazzo l’hanno messa lì a fare?”, e poi invece ti ricordi della corona e della scritta sullo specchio. Improvvisamente torna tutto.

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