cant swim this too won't pass

REVIEW: “This Too Won’t Pass” by Can’t Swim

Di Michele Pioveguado

Ci sono alcuni gruppi che fanno anni e anni di gavetta prima di fare tour in giro per il mondo o prima di firmare con etichette importanti del genere. E poi ci sono i Can’t Swim. Il gruppo del New Jersey firma infatti con Pure Noise Records prima di avere mai fatto un tour, di avere pubblicato un EP e addirittura ancor prima di avere un nome.

Sembra una sfida fin troppo azzardata perfino per l’etichetta di Pasadena che comunque nel genere è quasi la protagonista e con “This Too Won’t Pass” non si smentisce ed è un’ulteriore conferma della capacità della label di scommettere sui propri artisti ma soprattutto delle capacità dei Can’t Swim di migliorarsi.

L’album esce a solo un anno di distanza dall’acclamato “Fail You Again” e nonostante segua le stesse sonorità, possiamo comunque azzardarci a considerarlo più sperimentale. Come nel precedente, l’album si apre con una traccia con un punto di domanda (sì, lo so che non ci avevate fatto caso) “What Have We Done?” che sembra far tirare le somme a tutto quello successo nell’anno precedente.


Seguono poi due dei singoli principali “My Queen” e “Sometimes You Meet the Right People At the Wrong Times” – lunghezza degna di una canzone dei Fall Out Boy – che sintetizzano perfettamente la direzione presa dalla band. La voce di Christopher LoPorto si fa ancora più graffiante così come anche le sonorità più ricercate e la presenza delle seconde voci pseudo punk di Greg McDevitt danno quella marcia in più.


Tra le altre canzoni troviamo anche un ringraziamento al manager in “Congratulations, Christopher Hodge” per l’appunto e un riferimento a un brano del precedente album in “Not the Way It Was”.

Tutto questo nuovo sound viene perfettamente rappresentato dall’artwork che rappresenta un diavolo e anche gli elementi grafici sono diversi da quelli a cui la band ci aveva abituati e sono presi in prestito da un genere che suggerisce sonorità sicuramente più hard e cupe di quelle dell’emo rock del primo “Death Deserves a Name”.

I Can’t Swim nascono come una scommessa e direi che anche questa scommessa l’hanno vinta loro.
VOTO: 9/10

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