Finister band

“Il rock è sempre meno rock e sempre più tradizione e imitazione” – Interview with Finister

di Alessandro Mainini

Una “rock band fiorentina” che però decide di ribellarsi ai canoni del rock, specialmente quello di oggi che sembra sempre più schiavo del passato, e abbracciare nuove fonti di ispirazione, nuovi suoni e nuove prospettive. Questa una piccola summa dei Finister dei tempi di Please, Take Your Time.

L’album, uscito il 19 ottobre su Red Cat Records, è stato ad esempio coprodotto da Howie B, già sentito all’opera con U2, Bjork e Tricky nonché acclamato produttore triphop. E le canzoni si rivestono così di molteplici strati sonori, dalle distorsioni rock che certo non mancano nell’arco del disco alle fantasie di synth di cui sono intessute le trame degli 8 pezzi dell’album.

La band ha accettato di rispondere alle nostre domande e spiegarci più nel dettaglio com’è nato l’album, quali sono stati pensieri, sensazioni ed emozioni che ne hanno accompagnato la scrittura e anche i propri pensieri sullo state delle cose nel mondo della musica contemporaneo.

Com’è stato registrare un disco tra Italia, Francia e Inghilterra?

Stressante perché come potete immaginare i tempi sono stati molto lunghi, ma stimolante perché cambiare studi di registrazione ha dato tanta dinamicità. Diventava difficile annoiarsi dei pezzi cambiando i luoghi in cui erano riprodotti.

Quale apporto ha avuto Howie B per il disco? In che modo la sua “mano” è stata influente all’interno delle canzoni che ha prodotto?

Howie ha scisso dai nostri pezzi le influenze più palesi, che sono rimaste chiare nella scrittura, ma non più nella produzione. È stato un suono diverso da quello che avevamo in testa, ma è stato giusto così. Distaccarsi è utile per ritrovarsi.

Quali sono gli artisti che avete ascoltato maggiormente scrivendo Please, Take Your Time?

Abbiamo una playlist su Spotify con alcuni dei brani che hanno maggiormente ispirato il disco. Ci sono nomi che non vi aspettereste mai, da Pino Daniele a Danny Brown. Abbiamo ascoltato poco rock uscito in questi anni: il rock a parte rari casi mi sembra essere sempre meno “rock” e sempre più “tradizione” e “imitazione”. Si perde troppo tempo a parlare male della trap o di X Factor, invece che pensare a fare canzoni belle.

La copertina del disco rappresenta il vagone di una simil-metropolitana con una… metropoli che si intravvede dal finestrino. Però c’è anche spazio per il sognatore con le due mongolfiere che spuntano sulla sinistra. Cosa rappresentano queste due mongolfiere per voi e come si traducono all’interno del disco?

È tutto nell’immaginario della nostra cover artist Kinkarocks! Non so cosa abbia avuto in testa (ne abbiamo parlato pochissimo: in una giornata ha fatto il suo collage senza spiegarlo troppo, è stata felicemente pragmatica), ma era un’idea perfetta per noi. Potremmo stare tanto a discutere del significato: un finestrino con una metropoli con il cielo blu e le mongolfiere, e poi sulla destra si specchia un finestrino completamente buio in una sfocatura. È bello, no? Ognuno ci può vedere quello che vuole.

Qual è il posto ideale in cui vorrebbero vivere i Finister?

Sicuramente in un posto dove non ci sono gli altri Finister! Ai quattro poli del mondo per poi ritrovarsi e fondere l’esperienza? Magari! Diciamo che per questo disco è stato utile vivere nella metropoli, anche insieme, e poi evadere quando è stato troppo.

Qual è stata la canzone più difficile da scrivere del disco? O anche semplicemente quella con la storia più travagliata o curiosa?

Skyscraper ha subito almeno 3 arrangiamenti completamente diversi; I Can See You ha avuto 2 ritornelli prima del definitivo, in I Know That I Can Be with You abbiamo perso un solo di sax nel trasferimento delle tracce tra due studi, e praticamente tutti i pezzi a due giorni dalla stampa del disco non avevano un titolo definitivo. È stato tutto felicemente travagliato.

Nei commenti su YouTube al vostro brano Lighter qualcuno ha scritto “Scusate ma da quando avete Ed Sheeran alla batteria?” È la prima volta o Lorenzo è abituato a sentirselo dire?

Ci siamo incontrati con Ed Sheeran a Londra e ci ha confessato di essere urtato dal fatto che lo fermino sempre per chiedergli quando è il prossimo concerto dei Finister. Comunque Lorenzo è più bello, dai.

Domanda finale: cosa ne pensate delle uova?

Io le mangio quando ho un concerto, altro non posso dirti. Mi danno una sicurezza irrazionale.

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