Jule Vera dal vivo

“Dobbiamo capire qual è il nostro posto.” – Interview with Jule Vera

di Alessandro Mainini

**English version available HERE.**

In uno dei tanti tour bellissimi che attraversano l’Europa senza ovviamente toccare l’Italia, quest’autunno ha portato nel Vecchio Continente gli Our Last Night, accompagnati da ospiti d’eccezione come gli Hands Like Houses, gli Hawthorne Heights e i giovanissimi Jule Vera.

Un agile Flixbus Lampugnano-Praga, e in sole 14 ore mi ritrovo nella capitale della Cechia per assistere al concerto sold out presso il Lucerna Music Bar e fare quattro chiacchiere con Ansley (voce) e Jake (chitarra) dei Jule Vera, che oltre a essere compagni di band sono anche da pochi mesi marito e moglie. L’album d’esordio, Waiting on the Sun, è stato una delle sorprese pop rock del 2017, e a questi quattro ragazzi americani non serve altro che trovare la propria collocazione per sfondare, come ci spiegano nel corso dell’intervista.

Avete fatto un tour nel Regno Unito qualche tempo fa, ma è la prima volta che venite in Europa. C’è qualche grande differenza che avete notato tra l’Europa e gli Stati Uniti?

Ansley: Qui c’è sempre il catering nei locali, ed è una cosa che apprezziamo molto. Negli Stati Uniti non capita spesso. E poi trovano un alloggio gratis per i musicisti: questo negli Stati Uniti non esiste proprio, quindi qui si prendono davvero cura di noi.
Jake: E poi l’architettura è molto più antica qui. Davvero bella da vedere.

Quali sono gli oggetti imprescindibili da portare in tour?

Jake: Non ci siamo potuti portar dietro granché perché dovevamo prendere l’aereo.
Ansley: Io voglio sempre avere con me una mascherina per proteggermi dai germi perché mi ammalo ogni volta.
Jake: Soprattutto quando sei in viaggio…
Ansley: Esatto, tanti germi tutti nuovi!
Jake: Ci siamo ammalati quasi tutti appena siamo arrivati qua. Mi sa che ci dovevamo abituare al cambio d’aria!

E invece quali sono gli oggetti che vorreste tanto poter portare in tour ma che non potete?

Ansley: Il mio letto! E un gabinetto.
Jake: Già, anche se in questo tour abbiamo un pullmino, è un pullmino molto piccolo, per cui il bagno non lo usiamo.

Qual è il vizio peggiore che avete quando siete in tour?

Jake: Ognuno di noi si mangia le unghie mentre guida. Fa abbastanza schifo, direi!
Ansley: Non saprei… quando facciamo il soundcheck, tutti hanno il vizio di mettersi a suonare anche se nessuno gliel’ha chiesto e dà un sacco fastidio. Direi che è un brutto vizio che abbiamo tutti quanti.

Parliamo un po’ del vostro nuovo album Waiting on the Sun. Il precedente EP Friendly Enemies è bellissimo, ma penso che questo disco sia un gigantesco passo in avanti. E penso anche che sia un po’ più pop del precedente. Come avete affrontato il processo di songwriting per questo disco, e quali erano gli obiettivi che volevate raggiungere in termini di musica e di successo?

Ansley: Volevamo sicuramente essere più veri e sinceri. I testi sono migliorati, e volevamo anche sperimentare di più con gli strumenti, per cui abbiamo fatto un bel po’ di cose strane. Per esempio abbiamo registrato il suono di una persona che morde una carota. Poi alcuni di questi suoni non sono finiti nell’album in realtà. Volevamo sicuramente provare a fare cose differenti.

Quali sono le vostre canzoni preferite o quelle più significative di Waiting on the Sun?

Ansley: Direi Waiting, la ballad. Non la suoniamo mai dal vivo. E poi forse Something Good.

Ma lo sai che la mia prossima domanda iniziava proprio con “Le mie canzoni preferite sono Something Good e Waiting”?

Ansley: Che coincidenza!
Jake: Haha, ottimo! Ti piacciono quelle un po’ più profonde quindi?

Sì, in effetti sono le due più profonde del disco a livello di testi. Allo stesso tempo sono anche piuttosto diverse come sound perché Something Good è catchy e l’altra è più intima e toccante, un po’ come se rappresentassero i due lati o aspetti del disco. Quali erano i vostri sentimenti e i vostri stati d’animo mentre stavate scrivendo Waiting on the Sun?

Jake: Molte canzoni vengono da esperienze personali. Avevo chiesto ad Ansley di sposarmi appena prima di iniziare a lavorare all’album, per cui si parla molto di relazioni.
Ansley: Sì, e allo stesso tempo anche di cose non strettamente personali ma che riguardano persone che conosciamo, e che abbiamo cercato di rendere universali.

Perfetto: stavo appunto per chiedervi se di solito scrivete i testi dal vostro punto di vista o se cercate anche di mettervi nei panni di altre persone.

Ansley: Sì, diciamo che di solito scrivo dal mio punto di vista, ma a volte è interessante usare una dinamica diversa.

Siete stati in tour con gli Our Last Night parecchio quest’anno. Vi hanno dato qualche consiglio prezioso sulla musica e sui tour, visto che loro sono nell’ambiente da più di dieci anni?

Jake: Io con loro ho parlato parecchio di chitarre, setup degli ampli e queste cose, soprattutto in primavera nel tour negli USA.
Ansley: Anche molte cose sul live, perché loro sono davvero bravi a intrattenere i fan, ed è sicuramente qualcosa da cui imparare.
Jake: Abbiamo anche discusso su come pubblicano i loro dischi e delle cover che mettono su YouTube.
Ansley: Grazie alle cover su YouTube sono diventati davvero famosi, per cui hanno consigliato anche a noi di farne.

Secondo voi qual è la più grande difficoltà per i Jule Vera come band al momento, e quale invece il vostro maggior punto di forza?

Ansley: È un po’ strano da dire, ma direi che la difficoltà maggiore è trovare qual è il nostro posto, perché il nostro sound non è propriamente “normale”. Non è del tutto pop ma neanche del tutto rock [insert The Summer Set quote here, NdR], non è pesante, per cui non sappiamo bene dove collocarci al momento.
Jake: La nostra forza secondo me è il songwriting. Sono convinto che le nostre canzoni siano davvero belle; il difficile è far sì che arrivino alle persone giuste, trovare il pubblico adatto.

E in questo tour con gli Our Last Night quindi le persone che vi hanno sentiti come hanno reagito?

Ansley: Direi bene. Quando suoniamo con gli Our Last Night va sempre bene perché anche loro tendono un po’ più sul pop e quindi spesso piaciamo ai loro fan. Molti dopo il concerto vengono da noi e ci dicono tipo “Non pensavo che mi sareste piaciuti e invece sì!”

Un paio di domande più leggere per concludere l’intervista. Cosa fanno i Jule Vera nel tempo libero, e come passano le serate quando non sono in tour?

Ansley: Will e Kyle vivono a Nashville e lavorano in un cocktail bar; Jake fa l’agente immobiliare da Realtor, e io nel tempo libero faccio le cover con l’ukulele e qualche video su YouTube. Io e Jake abbiamo appena comprato casa, per cui ultimamente stiamo facendo un bel po’ di ristrutturazioni.

Avete festeggiato Halloween l’altra sera?

Ansley: Volevamo, ma non siamo riusciti a trovare un costume perché abbiamo aspettato fino all’ultimo. E poi eravamo in mezzo al nulla, per cui non potevamo andare in un supermercato. Eravamo da qualche parte in Germania, ma tipo in mezzo ai boschi!
Jake: Esatto, haha, il locale di oggi qui a Praga è in pieno centro, ma il locale in Germania era in mezzo ai boschi, per cui non è che potevamo uscire e andare a comprarci un costume.
Ansley: Gli Hands Like Houses e gli Our Last Night si sono travestiti però.

Ultima domanda: cosa ne pensate delle uova?

Jake: A me piacciono le uova strapazzate e le uova fritte. Anche i tramezzini con le uova a volte.
Ansley: Mmm, a me non tanto. Non sono una grande fan delle uova, ma direi che ci possono stare.
Jake: Buone proteine.
Ansley: Ottimo colesterolo!

**ENGLISH VERSION**

You’ve toured the UK before, but this is your first ever European tour. What’s one thing about mainland Europe that you think differs from the US?

Ansley: We have catering here a lot, so that’s really nice. It’s not as common in the US. And they’ve got apartments for free here for the musicians, and I’ve never heard of that in the US, so they seem to take really good care of us here.
Jake: Also the architecture is so much older here. It’s really cool to see.

What are the objects you absolutely need to have with you while you’re on tour? Quali sono gli oggetti imprescindibili da portare in tour?

Jake: We really couldn’t bring too much because we had to fly.
Ansley: I like to have these airborne things to protect yourself from germs because I always get sick on tour.
Jake: Especially when you’re traveling…
Ansley: Yeah, all new germs!
Jake: Almost all of us got sick when we got over here. We’ve got to get used to the air, I guess!

And what are the objects that you wish you could bring with you on tour but you cannot?

Ansley: My bed! And a toilet.
Jake: Yeah, even though we have an RV for this tour, it’s a small RV, so we’re not using the bathroom.

What’s your worst habit while on the road?

Jake: Everybody’s always biting their nails when they’re driving. That’s pretty gross!
Ansley: I don’t know… when we’re soundchecking, everybody has the habit of playing when nobody has asked them to play and it’s so annoying. That’s probably a bad habit for everyone.

I’d like to talk about your album Waiting on the Sun. I love the Friendly Enemies EP, but I think this record was a giant step forward in terms of musical output. I also think it is a little bit more on the pop side than the previous one. How did you tackle the songwriting process for this record, and what were the goals you wanted to achieve both musical-wise and success-wise with this album?

Ansley: We definitely wanted to be more real. Lyrics are better, and we wanted to branch out more with the instrumentation itself, so we did a lot of weird stuff. We sampled biting into a carrot for example. Some of these sounds didn’t make it into the album actually. We definitely wanted to try different stuff.

What are your favourite or most meaningful songs on Waiting on the Sun?

Ansley: I think Waiting, our ballad. We never play that one live. And probably Something Good.

That’s curious, because my next question actually starts with “My personal favourites are Something Good and Waiting”.

Ansley: That’s funny!
Jake: Haha, nice! You like the deeper ones then.

Yeah, they’re both definitely deep in terms of lyrics, but I also think they’re pretty different in terms of sound because Something Good is catchier and the other is more intimate and moving. It’s like they represent the two sides or aspects of this record. What were your feelings and sentiments while writing Waiting on the Sun?

Jake: Many songs are about personal experiences. I had proposed to Ansley right before we went to start working on the album, so there is a lot of relationships stuff.
Ansley: Yeah, and also stuff that’s not necessarily personal but about somebody we know, just trying to make it relatable.

That’s cool, because I was just about to ask if you tend to write lyrics from your personal point of view or you also try to impersonate someone else’s feelings and stuff.

Ansley: Yeah, usually it’s my point of view, but sometimes it’s interesting to have a different dynamic.

You’ve toured a lot with the Our Last Night guys this year. Did they give you any precious suggestion or life hack about music and touring, since they’ve been doing this for more than a decade?

Jake: I’ve talked to them a lot about guitar and amps setup on our tour in the United States this spring.
Ansley: A lot of the show stuff too, because they’re all great performers, so that’s definitely something to pick up on.
Jake: We have talked to them about how they release their music and do their covers on YouTube.
Ansley: They got even bigger by doing covers on YouTube, so they definitely encouraged us to do that too.

What would you say is the biggest difficulty Jule Vera faces as a band right now and what is the biggest strength you have on the other hand?

Ansley: It’s kind of weird, but I’d say the biggest difficulty is fitting in, because our sound is not “normal”, I guess. It’s not all pop but it’s not all rock [insert The Summer Set quote here -ed.], it’s not heavy, so we don’t really know where we fit in right now.
Jake: I’d say the main strength is the songwriting. I definitely think our songs are really good; the difficulty is getting them out there to the right people, and finding the right audience.

So speaking of that, how has crowd reaction been on this tour with Our Last Night?

Ansley: It’s been good. It’s always good with Our Last Night because they have more pop songs too, so their fans tend to like us too. They’re always like “Oh, I didn’t think that I would like you, but we do!”

Couple lighter questions to end the interview. What do the guys in Jule Vera do in their free time, and how do they spend their nights when they’re not on tour?

Ansley: Will and Kyle live in Nashville and they work at a cocktail bar; Jake’s a real estate agent at Realtor, and me, in my free time I like to do ukulele covers and some YouTube stuff. Jake and I just bought a house, so we’ve been doing a lot of renovating lately.

Did you celebrate Halloween the other night?

Ansley: We wanted to, but we couldn’t figure out what we wanted to be because we waited till the last minute. We were also in the middle of nowhere, so we couldn’t go to the store. It was somewhere in Germany, but it was like… in the woods!
Jake: Yeah, haha, this venue in Prague is in the middle of the city, but the venue in Germany was in the middle of the woods, so we couldn’t just walk out to a costume shop.
Ansley: But Hands Like Houses and Our Last Night dressed up, so that was good.

Final question: what do you think about eggs?

Jake: I like scrambled eggs and fried eggs. Sometimes egg sandwiches.
Ansley: Hmm, I don’t know about that. I’m not a big egg fan, but I guess they’re pretty nice.
Jake: Good protein.
Ansley: Fine cholesterol!

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