skinny dipping stand atlantic

REVIEW: “Skinny Dipping” by Stand Atlantic

di Martina Pedretti

Skinny Dipping è il primo album degli Stand Atlantic. Fresca aggiunta al roster Hopeless Records, la band australiana fa uscire il full length il 26 ottobre.

Dopo il successo riscosso dall’EP Sidewinder, gli Stand Atlanti firmano con Hopeless Records, pubblicando il primo singolo nonché opening track dell’album. “Lavander Bones” è un pezzo pop punk puro, di quelli che restano in testa per giorni e giorni.

Una delle canzoni più forti del disco è “Bullfrog”, piena di gang vocals incalzanti che coinvolgono dall’inizio alla fine. I ritmi si rallentano quasi subito con “Skinny Dipping”, una semi ballad con un bridge che esplode proprio nel momento più azzeccato.

Altro brano super generic pop punk è “Speak Slow”, nel quale la voce graffiata di Bonnie la fa da padrona. “Cigarette Kiss” si differenzia per la velata malinconica rabbia che pervade il testo e la melodia del brano. “Lost My Cool” è il secondo singolo tratto dall’album, e si afferma come una delle bombe a mano del primo full length degli Stand Atlantic. Con un inizio velato e tranquillo, il brano cresce di intensità man mano che i secondi passano.

“Toothpick” è l’obbligata canzone lenta dell’album, che ormai sembra essere un must per tutti gli album firmati Hopeless Records. Il brano più noioso è sicuramente“Burn in the Afterthought”, con dei ritmi fin troppo lenti, soprattutto se piazzati a seguito del brano acustico. Con una chitarrina acustica inizia “Clay”, il brano che vede la presenza di Hannah Hermione Greenwood dei Creeper. Le due voci si incastrano bene, senza risultare assolutamente simili in quanto una sporca e ruvida e l’altra più dolce e pulita. Sicuramente è il brano più heavy e inteso dell’album.

La closing track è “Roses”, che senza infamia e senza lode, regala una degna chiusura a un ottimo album.

Sembrava impossibile che gli Stand Atlantic potessero creare qualcosa di più bello di Sidewinder, e invece ci sono riusciti. Skinny Dipping segna la netta maturazione della band e garantisce un meritevole inserimento nella hall of fame del pop punk contemporaneo. Mark my words: arriveranno parecchio avanti.

VOTO: 9-/10

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