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REVIEW: “What’s so Great, Britain?” by Youth Killed It

di Michela Rognoni

Quando una band parla di comprare isole noi ci innamoriamo di base, quindi siamo qui a parlare degli inglesi Youth Killed It che fanno de cinismo la propria bandiera nel secondo album What’s so Great, Britain?, uscito per Rude Records.

Non che sia una sorpresa; la loro brutale onestà l’avevamo già notata nel precedente Modern Bollotics, ma qui si raggiungono picchi veramente alti.

Se una volta era difficile essere teenager, pensa a quanto può essere difficile essere un twenty something inglese ai tempi della brexit e altre creature mitologiche.

Con musica energica e testi irriverenti, la band mette in tavola una critica sociale brillante, che dà diversi spunti di riflessione senza mai risultare pensante.

Musicalmente si trovano influenze da qualsiasi genere musicale sia mai stato in voga da quando sono viva: un bel po’ di pop, dello ska (mia guilty pleasure ma solo nel mese di maggio), dell’hip hop e basta che se no diventa un elenco di generi. E ovviamente a farla da padrona è sempre la melodia.

Highlight del disco “Great British Summer” che parla del fatto che a Londra piove sempre, e “Where Did I Go Wrong?” in cui ti puoi immedesimare anche se non sei inglese, basta essere millennial.

VOTO: 7/10

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