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“Non mi interessa avere rimpianti.” – Interview with The Winter Passing

di Alessandro Mainini

**English version available HERE.**

Ci siamo rincontrati a Wiener Neustadt, una cittadina di scarso interesse turistico a una sessantina di kilometri da Vienna. Al Triebwerk, una sorta di centro sociale versione austriaca (con tanto di problemi con la giunta comunale che li vuole sgomberare), oltre a me c’era giusto una manciata di avventurosi spettatori locali, ma i The Winter Passing da Roscrea, profonda campagna irlandese, hanno suonato divertendosi e divertendo noi che li ascoltavamo. Dopo la nostra intervista del 2016, era d’obbligo fare una nuova chiacchierata per fare il punto della situazione con Rob (voce e basso), Kate (voce e tastiera), Colly (chitarra) e Kev (batteria).

Ripartiamo da dove ci eravamo lasciati. Eravamo a Southampton nel 2016 e voi stavate per suonare con Moose Blood e Greywind. Avevate pubblicato da poco il vostro primo album. Cos’è cambiato in questi anni e cosa è rimasto uguale?

Rob: È cambiato tutto! In quel tour avevamo un turnista alla batteria, e dopo abbiamo cambiato parecchi batteristi, per cui nell’insieme eravamo solo in tre nella band a lavorare sul capitolo successivo della nostra storia. Tra un tour e l’altro ci siamo messi a scrivere canzoni per un secondo disco, ma le canzoni da una parte sembravano tipiche canzoni da The Winter Passing, e dall’altra completamente diverse, per cui insieme a 6131 Records abbiamo deciso che sarebbe stato meglio fare un EP. Siamo andati in America con quelle canzoni e le abbiamo registrate con l’aiuto di due buoni amici: James Goodson e Keith Sidorowicz. Quando siamo tornati abbiamo chiesto a Kev di diventare il nostro batterista, e ora lui è un membro ufficiale della band. E di recente da un quintetto siamo diventati un quartetto: ora io suono il basso, che per me è un’esperienza tutta nuova, e a livello di sound abbiamo preso una direzione più organica e più corretta. Perché le canzoni di A Different Space of Mind erano state scritte tre anni e mezzo prima che uscisse il disco, per cui da allora siamo cresciuti parecchio come musicisti e come persone. Ci stiamo muovendo in maniera super organica, poi succederà quel che deve succedere.

Com’è stato lavorare con J Robbins (The Promise Ring, Jawbreaker, Against Me!) per l’ultimo EP Double Exposure? Quali sono i contributi principali che ha portato al disco?

Kate: Ci ha subito messi a nostro agio; personalmente mi ha fatto sentire bene. Ogni volta che finivamo di suonare mi diceva “bravissima, sei stata super!”, e questo mi ha fatto molto piacere. Poi sembrava che la nostra musica gli piacesse veramente, per cui ci è stato di grande aiuto.

Rob: Una cosa significativa è che appena siamo arrivati in studio ci fa “voglio che registriate il disco in presa diretta.” Noi per mesi avevamo pensato di farlo traccia per traccia, anche se dentro di me il dubbio che ci chiedesse di registrarlo live ce l’avevo, e l’idea mi stuzzicava anche. Infatti i tre giorni prima di andare in studio ci siamo chiusi in sala prove a Richmond e abbiamo suonato le sei canzoni del disco a sfinimento, per cui una volta in studio eravamo diventati dei robot.

Qual è stata la canzone più difficile da scrivere per l’EP?

Rob: O Paper Rabbit o Significance. Di Paper Rabbit ci eravamo innamorati già prima di andare in America, ma ancora non avevamo finito di scrivere il testo di Significance, per cui poi Significance è diventata la canzone preferita di tutti e non abbiamo avuto dubbi a sceglierla come singolo. Però più passava il tempo, più mi sono reso conto che Paper Rabbit per quanto mi riguarda è la canzone “sentimentale” più significativa che abbia mai scritto, e poi è divertente da suonare dal vivo. Uno dei motivi per cui Kev è entrato nella band è proprio perché gli piaceva un sacco Paper Rabbit.

Kate: Per me la più difficile da registrare è stata Es·cap·ism, ma dico che ogni canzone dell’EP è molto significativa, proprio per il processo che ci ha portati a scrivere quel disco. Sono fiera di ogni traccia.

In She Was a Rose c’è un pezzo che dice “Space in the crowd felt unsafe in the dark”. Vi va di spiegare meglio questo passaggio?

Rob: Certo! Quella frase in realtà l’ha scritta Colly. Non se lo sarebbe mai aspettato che uscisse fuori una domanda del genere!

Colly: Quella parte parla dell’essere chiusi in grandi spazi, come ad un concerto, e non sentirsi a proprio agio in mezzo alla folla. Kate soffre d’ansia quando è in mezzo a tantissima gente, quindi penso che anche questa cosa si sia riflessa nel testo.

Kate: Ho avuto un’esperienza particolarmente negativa a un maxi-concerto all’aperto degli Arcade Fire, e da allora se non mi sento completamente a mio agio mi viene l’ansia.

Siete nel bel mezzo del vostro primo tour europeo, e per ora siete stati in Belgio, Germania e Repubblica Ceca. Qual è stato l’highlight del tour?

Rob: Tutto! Siamo arrivati senza avere alcuna aspettativa, ma l’ospitalità e l’affetto di tutte le persone che si sono prese cura di noi ci ha davvero lasciato senza parole. In Inghilterra di solito non sai nemmeno se ti danno qualcosa da mangiare o da bere.

Kate: Quando sei in tour l’ultima cosa che hai voglia di fare è spendere tutti i soldi per comprare cibo e il necessario per sopravvivere, per cui arrivare al locale e trovare tutta questa ospitalità è fantastico.

Rob: L’altra sera eravamo a Oberhausen in Germania, e c’era un frigo intero pieno di birre, acque, Fritz-Kola… ogni singolo gusto di Fritz-Kola. L’abbiamo aperto e abbiamo preso una sola bottiglietta a testa.

Kate: Sì, pensavamo “figurati, non sarà mica tutto per noi!”

Rob: E invece era tutto per noi! Abbiamo ancora il furgone pieno di roba da bere. Vuoi qualcosa? Siamo sponsorizzati da Fritz-Kola adesso! Direttamente da Amburgo.

Lo striscione super DIY che state usando in questo tour come l’avete fatto?

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Rob: Erano secoli che avevo in mente quest’idea. Siamo andati da Primark a Gent, in Belgio, e abbiamo preso il tessuto nero, poi Colly ha fatto le scritte con il nastro adesivo, Kev ha dato una mano… io non ho fatto un cazzo.

Kate: Io nemmeno. Mi sa che sono andata a farmi una doccia in quel momento.

Rob: Poi abbiamo preso una vernice spray bianca, l’abbiamo spruzzata sul tessuto nero e abbiamo tolto il nastro adesivo. Mi aspettavo che uscisse una merda, e invece è venuto una figata!

Il lavoro che fate si riflette in qualche modo sulla vostra musica o cercate di tenere separate le due cose?

Kate: Non penso che il mio lavoro si rifletta sulla nostra musica. Aiuto gli adulti con deficit intellettivi, e preferisco tenere le due cose separate.

Rob: Però magari dal punto di vista dei sentimenti, quando scrivi una canzone il tuo lavoro qualche influenza la può avere? Perché secondo me sì… cioè, a me il mio lavoro piace un sacco e la musica è il modo migliore per scaricare energia… però dal mio lavoro prendo un sacco di ispirazione; adoro tagliare i capelli, e sto cercando di concentrarmi molto sul lavoro oltre che sulla musica.

Colly: Il mio lavoro non c’entra nulla: lavoro in un negozio. Però faccio orari comodi per me, i miei capi mi trattano bene e pensano anche che il fatto che suoni in una band sia figo, anche se non credo che questo influisca sulla musica.

Kev: Lavoro anch’io in un negozio; faccio sù e giù per le scale per andare a prendere le scarpe alla gente. Io mi diverto.

Rob: È per questo che rimane sempre un figurino!

Di recente l’Irlanda ha fatto un grande passo avanti culturale e sociale abrogando l’8° emendamento che impediva l’aborto, a mio giudizio un raggio di speranza in una situazione per il resto sempre più tetra per il mondo intero. Come vedete l’attuale clima politico e sociale in Europa e nel mondo, e siete ottimisti o pessimisti per il futuro?

Kate: Pessimista. La mattina non voglio guardare il telefono perché ho paura di vedere cosa succede nel mondo. Guardare il telefono mi fa venire l’ansia.

Colly: A livello globale leggendo le notizie la situazione sembra abbastanza tetra. Però allo stesso tempo in Irlanda ci sono un sacco di collettivi e gruppi di persone che la pensano allo stesso modo e si riuniscono, e ho visto che lo stesso avviene in Germania, in Austria e altrove. A livello globale però siamo abbastanza nella merda.

Rob: È un momento assurdo. L’abrogazione dell’8° emendamento ovviamente è una grande notizia per il nostro Paese, ma il risultato è sempre stato in bilico. C’erano tantissime persone che la pensavano in maniera diversa da te e dovevano per forza dirti la loro, e tu gli potevi anche elencare i fatti di cui eri a conoscenza, ma loro non ti ascoltavano. L’abrogazione comunque ci dà un po’ di speranza. Noi stiamo facendo passi avanti, ma nel mondo succedono così tante cose negative che le cose buone quasi passano in secondo piano.

Kev: Qualche anno fa abbiamo anche avuto il referendum sulle nozze gay ed è passato anche quello, per cui credo che piano piano la gente in Irlanda si stia accorgendo che cambiare è possibile, e spero che questa cosa continui, perché prima la religione la faceva da padrona. Penso che la nostra generazione sia un po’ più sensibile a questi temi.

Secondo voi il rock può ancora avere un ruolo culturale e sociale nel mondo di oggi?

Kev: Certo, è una delle poche cose che fa riunire in una stanza una manciata di sconosciuti e li fa comportare in modo gentile l’uno con l’altro.

Kate: Non ci sono molti posti del genere. Se vado in discoteca non mi viene da pensare “guarda quante persone simili a me!” I concerti sono tra i pochi luoghi in cui so che se mi metto a parlare con qualcuno la penseremmo in maniera simile. Con tutte le cose negative che succedono nel mondo, ho la certezza che almeno una cosa positiva esiste.

Rob: Sono convinto che la musica nel 2018 sia diversa da qualche anno fa. Oggi alla gente interessa il rap o la techno più che il rock. Però per chi vive in questa sottocultura, è davvero un ambiente protetto che ti aiuta nella vita. Senza questa musica non so dove sarei.

Ripensando al vostro percorso musicale, qual è il rimpianto più grande che avete e qual è invece la cosa di cui siete più fieri?

Kev: Stavo leggendo un libro in cui un tizio racconta che da piccolo voleva diventare una rock star, poi crescendo si diceva tipo “ok, prima devo finire la scuola, poi trovarmi un lavoro e metter via i soldi per potermi prendere il tempo necessario a diventarlo”, e alla fine ha capito che gli era da sempre piaciuta l’idea di diventare una rock star ma non la fatica necessaria. Leggere questa cosa mi ha fatto capire che probabilmente anch’io per tanto tempo ho fatto come lui.

Kate: È una cosa che mi succede ancora, ma a volte mi adagio troppo nella mia vita di tutti i giorni e mi viene paura della musica: vai al lavoro ogni giorno, torni a casa, e poi vai in tour giusto quando hai le settimane di ferie una volta all’anno; e invece adesso che siamo in tour penso sempre “ok, in realtà preferisco decisamente fare questa vita.” La cosa di cui sono più fiera è di venire ogni volta in tour con i miei amici e suonare insieme a voi. Vi voglio bene!

Rob: La cosa di cui vado più fiero sono le due canzoni nuove che stiamo suonando per la prima volta in questo tour europeo ogni sera, e ci divertiamo un mondo. Ieri sera abbiamo suonato in Repubblica Ceca su un palco in mezzo alla strada, e quando siamo arrivati c’era un DJ che metteva sù musica tradizionale ceca e tutta la gente ballava, e noi eravamo lì che pensavamo “e adesso che cavolo facciamo?” Per cui abbiamo optato per un piano B, ovvero fare una versione molto chill delle nostre canzoni, un po’ alla Mac DeMarco, con metà batteria e senza chitarre distorte, ed è andata alla grande! Il rimpianto più grande… non saprei; in realtà non mi interessa avere rimpianti! So che abbiamo fatto cose giuste e cose sbagliate e che abbiamo perso certe occasioni, ma chissenefrega.

Colly: Io sono orgoglioso del ricordo che questa band lascerà di sé. Sono contento di poter dire che non corre cattivo sangue con nessuna persona che abbiamo mai incontrato; tutti sanno che siamo delle persone buone, e i The Winter Passing sono proprio questo: un gruppo di persone buone. Ci sono posti in cui andiamo ogni volta che giriamo il mondo, e abbiamo amici ovunque, e questa è la cosa che mi piace di più. È bello avere una storia e noi ce l’abbiamo: veniamo da un paesino di 5.000 persone nel bel mezzo di una piccola nazione, e abbiamo fatto cose straordinarie.

Kev: Rimpianto più grande: non essere venuti in Europa prima!

Rob: Esatto, ahah, bella risposta. Adesso magari saremmo su tutti i cartelloni pubblicitari in Repubblica Ceca se fossimo venuti in Europa prima!

In che modo avete scelto i girasoli come simbolo della vostra band?

the-winter-passing-sticker-patchColly: Kate adora i girasoli!

Rob: Era più o meno il periodo in cui sono comparse le emoji su Internet. Eravamo in tour con il nostro amico Sam che ci fa “You are the fucking Sunflower Gang!”, e io “Sunflower Gang?! Oh-my-God!” Quando abbiamo iniziato a farci chiamare così pensavamo tipo “dovremmo farla diventare una cosa ufficiale, così poi magari la gente penserà a noi quando vede i girasoli, oppure ci manderà i girasoli.” È un po’ il marchio della band, perché è una band che ha tante dimensioni… magari da fuori siamo visti solo come una band emo, ma in realtà non ascoltiamo granché i From First to Last.

Qual è il vostro cibo o bevanda irlandese preferito ma poco conosciuto all’estero? Tutti conoscono la Guinness ovviamente, ma il seafood chowder non l’avevo mai sentito prima di andare in Irlanda.

Rob: Beh, se già il seafood chowder è poco conosciuto, mi sa che ti lasceremo a bocca aperta con tutta la roba irlandese che ti citeremo! Io dico bacon and cabbage. [sì, è esattamente pancetta messa sopra a fette di cavolo, e se per qualche strano motivo l’abbinamento vi ispira, fatevi un giro su Google Images e ricredetevi]

Kate: Esatto, bacon and cabbage è tipo il piatto irlandese più tradizionale per cena. Con un po’ di besciamella, puré di patate, piselli…

Rob: Sono sicuro che tutti in Irlanda da piccoli avevano una nonna che preparava il bacon and cabbage per cena. Eri obbligato a mangiarlo. Ti faceva schifo, ma ti dovevi far forza e mandarlo giù. Tipico ricordo d’infanzia.

Colly: Per me è il porridge. Immancabile ogni mattina per colazione. Una bella tazza di porridge con tanta frutta e burro di arachidi. Che bontà! Io sono vegetariano, per cui non mangio più il bacon and cabbage e tutte le cose tradizionali irlandesi come gli stufati, ma il porridge non può sicuramente mancare sulla tavola degli irlandesi la mattina.

Kev: Io mangio di merda, ma Jameson ginger & lime? O forse il Jameson è troppo conosciuto? Allora dico l’Irish Car Bomb.

irish car bombRob: Cos’hai tirato fuori! Hai mai bevuto uno Jägerbomb? Lo Jägerbomb è il classico shot che si beve alle feste e fa scena. Se prendi un Irish Car Bomb invece ti riempiono mezzo bicchiere di Guinness, poi prendono Bailey’s e Jameson whiskey e li mettono in un secondo bicchiere da shot. Poi si mette il bicchiere da shot in quello della Guinness. Starai male per un paio di giorni. Roba pesante.

Colly: Potcheen. Una sorta di liquore, tipo l’assenzio. È fatto con patate distillate illegalmente nei boschi e ha tipo il 70% di alcol. Quando lo bevi a volte non ci vedi più per un po’. È… non troppo buono.

Kate: Le patatine Tayto. Sono le patatine irlandesi per eccellenza.

Kev: Non prenderlo per vero al 100%, ma a me hanno detto che il gusto cipolla e formaggio l’ha inventato Tayto. Magari non è vero, eh.

**ENGLISH VERSION**

So I just wanna pick back up right where we left off. We were in Southampton in 2016 and you were playing with Moose Blood and Greywind. Your first record had come out a few months earlier. What’s changed for you and what’s remained the same in these two years?

Rob: I guess everything has changed! On that tour we had a fill-in drummer, and then we had many drummers in between, so collectively there were only three members of the band working on the next chapter. In between tours we were writing songs for a second album, but the songs sounded like traditional The Winter Passing on one hand, and entirely different on the other hand, so together with 6131 Records we decided it would be best to record an EP. We took the songs to America afterwards, and recorded with the help of two close friends: James Goodson and Keith Sidorowicz. When we got back, we asked Kev, who is now in the band, to join and play the drums on a permanent base. And most recently, we have slimmed our band down from a 5-piece to a 4-piece; I play bass now which is a whole new thing, and we think that we’ve sonically taken a more organic and correct direction. Because when A Different Space of Mind came out, those songs were written three and a half years previously, so we have grown in so many different ways as musicians and as people since then. We’re moving on super organically, and whatever happens happens.

What was working with J Robbins (The Promise Ring, Jawbreaker, Against Me!) on the latest EP Double Exposure like? What improvements did he bring to the record and what do you feel was his biggest contribution?

Kate: It was really comfortable; personally, he made me feel very good. Every time we came back he was like “you rocked it! You were so good!”, and that was really nice. He seemed to actually be into our music as well, so he was a big help to us.

Rob: One of the significant things was that the second we showed up at the studio, he said “I want you guys to live track the record”. We had been planning on doing it bit by bit for months on end. In the back of my head I had this thought that he might actually ask us to do that, and I was up for it, so we had spent three days in our rehearsal space in Richmond literally playing the same six songs back to back for twelve hours, and we were like absolute robots by the time we got into the studio.

What was the hardest song to write on the EP or the one with the most particular history?

Rob: Either Paper Rabbit or Significance. We’d fallen in love with Paper Rabbit before we went to America, but we hadn’t finished the lyrics to Significance yet, so Significance became everyone’s personal favourite; we were like “this is going to be the single” straightaway. But the more time went on, I realised personally Paper Rabbit is the most significant feeling-based song that I ever wrote, and sonically it’s really enjoyable to play. One of the main reasons why Kev joined the band was he loved Paper Rabbit so much.

Kate: For me, Es·cap·ism was the most tormented song to track, but I think every song on that EP was very significant, just because of the process of how we got to make that record. I’m proud of it all.

There’s a passage in She Was a Rose that goes “Space in the crowd felt unsafe in the dark”. Would you mind elaborating on that one a bit?

Rob: Yeah, Colly actually wrote that line. He never thought that this would actually come up ever!

Colly: That part was about being enclosed in big spaces, like a gig or something, and feeling unsafe in the crowd. Kate gets anxious in big crowds, and I think that was an influence as well.

Kate: I had a very bad experience at a really big Arcade Fire open-air show, and ever since then, if I find it difficult to feel safe, I just get very anxious.

You’re in the middle of your first European tour and you’ve been to Belgium, Germany and Czech Republic so far. What’s been the highlight of this tour and what’s one thing that you didn’t expect?

Rob: All of it! We came expecting nothing, but we’ve been blown away by the hospitality and good feeling that we’ve been getting off of the people that are treating us every day. In the UK, you never know whether you will get anything at the gig as a band.

Kate: When you’re on tour, you don’t want to be spending all your cash on food and basic stuff to survive, so it’s just nice to come to the venue here and find such a great hospitality.

Rob: We were in Oberhausen in Germany the other night, and there was like a full fridge with beers, waters, Fritz-Kola… every single brand of Fritz-Kola. We went in and took like one single bottle of water each.

Kate: We were like “I don’t think this is all for us!”

Rob: And in fact, it was! And we still have so many of the drinks in the van. You can have one if you want: we’re sponsored by Fritz-Kola now! Hamburg’s finest.

How did you make the super DIY banner you’re using on this tour?

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Rob: I had the idea in my head for ages. First we went to a Primark in Gent in Belgium, brought the black banner back to the house, then Colly wrote the font in duct tape, Kev helped out a little bit… I did fucking nothing.

Kate: I didn’t do anything either. I think I had a shower at that point.

Rob: And then we took white spray paint, sprayed it over the black thing and pulled off all the duct tape, and it looked sick, when I expected it to look shit.

Do your daily jobs in any way reflect on the music you make or is that something you try to keep separate?

Kate: I don’t think my job reflects our music. I’m a support worker for adults with intellectual disabilities, and it is kind of nice to keep it separate.

Rob: Maybe from a feeling point of view, when you go and write music your job influences that? Because I would think so… I mean, I love my job anyway and music is always my best outlet of energy… but I take so much inspiration from my job; I enjoy cutting hair on a high level and I’m really pushing that as well as doing music.

Colly: My job is completely separate. I work in a shop, so it’s got nothing to do with it. They’re really good to me though, my hours suit me, and they’re supportive of me being in a band, but it’s not really an influence on the writing or the music.

Kev: I work in retail; I run up and down the stairs to get shoes to people. It’s fun.

Rob: It’s how he keeps his bikini body!

Ireland has recently taken an important cultural and social step forward by repealing the 8th amendment, and I think this was a positive beam of light in an otherwise increasingly dark and grim situation for the world as a whole. How do you see the current social and political climate in Europe and in the world, and how optimistic or pessimistic are you about the future?

Kate: Pessimistic. I literally don’t want to look at my phone in the morning ‘cause I’m afraid to see what’s happening on a worldwide basis. Looking at my phone makes me genuinely anxious.

Colly: I would say on a global basis the situation looks pretty dismal from what you see in the news. At the same time, there are so many collectives and groups of people I know about in Ireland, and we’ve seen also in Germany, Austria and everywhere that there are like-minded people that get together. But on a global level now the situation is fucked.

Rob: It’s just a crazy time. The 8th amendment repeal obviously is a great thing for our country, but it was 50/50 all the way through. So many people with the opposite opinion would give you their two-cents, and all you could do was state the facts that you knew, and they didn’t want to open up to the idea. But I suppose the repeal gives a little bit of hope. It’s a mixed thing: us progressing but so much bad shit going on in the world right now in a way the good shit almost goes unnoticed.

Kev: A few years before we had the gay marriage referendum as well and that went through, so I feel bit by bit at least in Ireland people are realising they can change, and I hope that will continue ‘cause before it was very much religion-based. I think our generation is a bit more sensitive.

Do you think rock music can still play a cultural and social role in today’s world?

Kev: Yeah, it’s one of the few things that bring a bunch of strangers together in a room and they’re all cool to each other.

Kate: There are not many places like it. I can’t go to a night club and feel like “oh, look at all these like-minded lovely people!” This is probably one of the only spaces in my life that I can go to and feel like I could have a conversation with anyone and we would be on the same mind level. Because there’s so much bad stuff going on around the world, this makes me feel like at least there’s one good thing.

Rob: I do think that music is different in 2018 than it used to be years ago. I think that people nowadays are interested in rap or techno music more than rock. But for people that exist inside this subculture, it is a safe space; it will literally help you through life. Without it, I don’t know where I’d be.

Thinking back on your path in the music world so far, what is your biggest regret, and what is the thing you are most proud of instead?

Kev: I read a thing in a book and there was a guy explaining that he grew up really wanting to be a rock star, and then as he went on he was like “oh, I need to finish school, then I need to have a job and save up enough money so I can take the time off to do it”, and then he realised he was always in love with the idea of it rather than the work of it. Reading this made me realize that was probably me for a long time.

Kate: It’s something I still struggle with, but sometimes I get too comfortable with my everyday life and I get scared of music: like going to work, coming home and then going to play a tour when I have the annual leave off, whereas right now that we’re on tour I’m like “well, this is what I enjoy doing more.” The thing I’m most proud of is just coming over here with my friends every time and making music with y’all. Love y’all!

Rob: I think I’m most proud of these two songs that we’re practising and playing on this EU tour every night for the first time, and it’s fun as hell. Last night we played in Czech Republic and it was in the middle of a street on a stage, and when we showed up there was some traditional Czech music playing from a DJ with people dancing around, and we were like “what the hell are we gonna do?” So we opted for plan B where we would do this chillout version of our songs, kinda Mac DeMarco style, with half the drum kit and no distorsion on the guitars, and it worked out so well! My biggest regret is… I don’t know; I don’t really care to regret anything! I know that we’ve done some right and some wrong things and missed out on things, but I still don’t care.

Colly: I think I’m proud of the legacy this band will leave behind. It’s cool to be able to say that we never really left any bad blood anywhere; everyone knows that we’re good people, and that’s what The Winter Passing is: a bunch of good people. There are some places that we visit and sleep at every time we go across the world, and we have friends everywhere basically, and that’s my favourite part of it. I just think it’s nice to have a story and we did it: we come from a tiny town with 5,000 people in the middle of a small country, and we’ve done some amazing things.

Kev: Biggest regret: not coming to Europe sooner!

Rob: Yeah, haha, that’s a good one. We could have been on billboards in Czech Republic now if we had come to Europe sooner!

How did you select sunflowers to identify with your band?

the-winter-passing-sticker-patchColly: Kate loves sunflowers!

Rob: It was around the time that emojis came on the Internet. We were on tour with our friend Sam and he said “You are the fucking Sunflower Gang!”, and I was like “Sunflower Gang?! Oh-my-God!” When we started, we were like “we should make it a thing! So then people maybe will think of us when they think of sunflowers, or send us sunflowers.” It’s like the brand of the band, because there are so many dimensions to the band… maybe we’re just being perceived like this emo band on the outside, but we’re all not listening to From First to Last very much.

What’s your favourite lesser-known Irish food and beverage? Like, everyone knows Guinness, but I had never heard about seafood chowder until I went to Ireland.

Rob: Well, if that’s the answer, we’re probably going to blow your mind with all this Irish stuff now! My one is bacon and cabbage.

Kate: Yeah, that’s like the most traditional Irish dinner. With white sauce, mashed potatoes, peas…

Rob: When we were kids, it was one of those dinners I’m sure everybody’s grandmother made us. She’d force you to eat it, and you didn’t like the taste but you still forced it into you anyway. Classic childhood memory.

Colly: For me it would be porridge. That’s my go-to every time in the morning. A big bowl of porridge with lots of fruits and peanut butter. So good! I’ve gone to a plant-based diet now, so I left the bacon and cabbage and given up all the traditional Irish things like stews, but porridge is definitely an Irish essential in the mornings.

Kev: My diet is shit, but Jameson ginger & lime? Is Jameson too well-known? Then I’d say an Irish Car Bomb.irish car bomb

Rob: That’s a fucking good one! Have you ever done a Jägerbomb? A Jägerbomb is your run-of-the-mill fancy shot. Have an Irish Car Bomb and you get enough Guinness to fill up a shot glass, and then you get Bailey’s and then Jameson whiskey in a second shot glass. Drop the shot glass into the Guinness glass. You will not be right for about two days. Heavy stuff.

Colly: Potcheen. It’s like moonshine, or absinthe. It’s made from potatoes brewed illegally in the woods and it’s like 70% alcohol. You drink it and sometimes go blind. It’s… not so good.

Kate: Tayto crisps. They are the Irish crisps.

Kev: Don’t take it as a fact, but someone told me that Tayto invented the cheese and onion flavour. Might not be true.

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