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REVIEW: “Crown Shyness” by Trash Boat

di Martina Pedretti

Con un album eterogeneo, che riesce a spaziare dal melodic hardcore, al pop punk, a delle ballad strazianti, i Trash Boat tornano sulle scene. Crown Shyness è il secondo album della band, uscito per Hopeless Records il 20 luglio.

Dopo il successo di Nothing I Write You Can Change What You’ve Been Through, con il nuovo album la band inglese propone qualcosa di affine al suo passato, ma con degli spunti innovativi.

Il mood di Crown Shyness si era già capito con i primi due singoli “Inside Out” e “Shade”, che infatti fanno da capo all’album. I ritmi serrati e alternanza di momenti melodici e parti hardcore che caratterizzano questi due brani urlano Trash Boat da tutti i punti di vista.

Degno di nota è anche il terzo singolo “Old Soul”, i cui ritmi sono rallentati per dare spazio a un testo che esplora la sfera della depressione e della salute mentale. Con degli spezzoni acustici, il brano pone come centrale la voce di Tobi Duncan in molte parti, in contrasto ai momenti in cui lo strumentale sovrasta ogni cosa. Forse il brano più riuscito di Crown Shyness, tanto da lasciare la pelle d’oca anche dopo ripetuti ascolti.

Nonostante l’album sia ricco di nuovi spunti e tentativi azzardati, ogni tanto si ricade nel noioso e purtroppo non memorabile, in particolare durante la seconda metà. Il premio per il brano più pop punk va direttamente a “Undermine”.

Ogni tanto i brani acustici negli album hardcore sono inutili e piazzati senza un preciso motivo, ma in questo caso la title track onora la voce di Tobi, che domina la scena in un vortice di emozioni incontrollabili.

Degno di nota è il brano di chiusura “Love, Hate, React, Relate”, inteso, straziante e da urlare con tutte le forze. “Call them by name rehearse my emotions / Joy, peace, guilt, release, love, hate, react, relate”.

Crown Shyness è un album strano, fatto da alti e bassi, che ha bisogno di tanti ascolti attenti e di valutazioni emotive non indifferenti. Non sarà un album che metterà d’accordo tutti gli ascoltatori, e magari in molti cambieranno opinione nel corso dei mesi. La band è indubbiamente un’ottima fabbrica di idee nuove e brani inimitabili, oltre a essere migliorata parecchio nel corso degli anni. Nessuno è come i Trash Boat, e forse proprio per questo ogni tanto è difficile decifrare quello che hanno da dire, ma arriverà il momento.

Voto: 7-/10

 

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