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Tranquility e casino a Milano: gli Arctic Monkeys live al Mediolanum Forum di Assago

di Agnese Tomasini

È il 2018. Il ritorno degli Arctic Monkeys in Italia è atteso da quattro anni: tanto è passato dalle loro ultime date, precisamente a Villafranca di Verona e a Pistoia in occasione dell'”AM Tour”. Finalmente, con un nuovo disco in uscita, le scimmie artiche annunciano una serie di date per promuovere Tranquility Base Hotel and Casino in Europa e Stati Uniti. All’Italia va di lusso: oltre alle due date iniziali al Forum di Assago di Milano e all’Auditorium parco della musica di Roma ne viene aggiunta una seconda all’Auditorium per l’elevata richiesta di biglietti: tutti e tre i concerti sono sold out nel giro di poche ore. Quello di Villafranca è il concerto a cui mi pento di essere mancata più di tutti; va da sé che non mi sarei potuta perdere una di queste date per nulla al mondo.

Il 4 giugno la scritta “Monkeys” scintilla sullo sfondo del palco del Mediolanum Forum e il pubblico non potrebbe essere più pronto. In attesa delle scimmie ci accoglie Cameron Avery, con un set molto piacevole e soft: ho apprezzato molto ciò che ho sentito, sia i pezzi alternative rock / dream pop originali caratterizzati dalla sua voce avvolgente e calda, sia la cover di Night Clubbing di Iggy Pop.  

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Sapete bene quanto sia difficile stare un attimo fermi durante un concerto di un artista che si ama, pervasi dall’irrefrenabile voglia di saltare ballare e cantare; ma i Monkeys hanno la capacità di ammutolire il proprio pubblico, lasciandolo immobile in una silenziosa contemplazione estatica di ciò a cui sta assistendo. Nell’attimo in cui il concerto inizia, chi come me non ha mai avuto la fortuna di vedere la band dal vivo resta davvero sbalordito da quanto sia perfetta, quasi surreale, quella voce di cui si sono memorizzate le forme solo dai dischi. Immaginatevi di aver visto solo foto di torte al cioccolato per tutta la vita, e un giorno di trovarvi davanti una torta al cioccolato vera e propria!

Il palco presenta un allestimento scenico funzionale e alquanto essenziale, e lo stesso vale per gli effetti di luce. Niente pyro, niente confetti, niente fumo. Massima attenzione ai suoni, agli strumenti e alle parti, tant’è che sul palco presenziano diversi turnisti aggiuntivi al quartetto, per parti secondarie. Alex parla e interagisce pochissimo con la folla; la band prosegue impeccabile nell’esibizione pezzo dopo pezzo, dando ad un live show davanti a 12mila persone lo stampo di un’esibizione intima in un elegante jazz club.

Rispetto ai dischi, si può notare come spesso Alex dilati i tempi mentre canta, quasi come se lo facesse seguendo l’ispirazione del momento, ma la strumentazione procede sempre impeccabile: tutta la band va perfettamente a tempo con il modo in cui il frontman decide di scandire le parole. In ogni caso, gli Arctic Monkeys sono conosciuti per essere ottimi musicisti, per cui come la si giri, suonano dritti, puliti, energici e fedeli alla discografia dall’inizio alla fine.

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È doveroso fare un appunto sulla scaletta, se si pensa che la band ha alle spalle una produzione vasta e soprattutto variegata da racchiudere in un’ora e mezza di live. Sono state incluse tracce rappresentative di quasi tutte le diverse “ere”, molto ben calcolate e in modo da soddisfare i gusti di tutti i fan. I Bet That You Look Good on the Dance Floor, Brianstorm, 505 e Do Me a Favour soddisfano i gusti dei più affezionati ai ritmi concitati delle prime produzioni indie rock del 2006-2007, sebbene sia è stato difficile fare a meno di Fluorescent Adolescent e When the Sun Goes Down. 

Il sound più mistico di Humbug viene egregiamente rappresentato da 3 tracce, tra le quali Pretty Visitors coglie tutti di sorpresa come una scarica energetica. I fan delle produzioni successive al 2011, più curate e levigate, vengono largamente accontentati con ben 6 tracce tratte da AM, fino ad arrivare ai 4 brani estratti dall’album appena uscito, anche se questi ultimi sono visibilmente recepiti con minore entusiasmo. Nonostante questo, la scelta dei pezzi nuovi è stata sicuramente azzeccata e rappresenta le sfumature dei cambiamenti adottati dalla band in questa nuova produzione.

Mi sento di concludere dicendo che mai prima d’ora mi era capitato di volermi godere un concerto così tanto come è stato per gli Arctic Monkeys. La bellezza della performance musicale ha lasciato davvero sopraffatti, capace di far restare tutti a lungo immobili, con la bocca aperta e le gambe molli, pervasi dalla meraviglia in mezzo a migliaia di fan che cantavano ogni nota seguendo quei quattro ometti dai capelli lunghi e in abiti vintage. 

SETLIST
1. Four out of Five
2. Brianstorm
3. Crying Lightning
4. Do I Wanna Know?
5. Why’d You Only Call Me When You’re High?
6. 505
7. One Point Perspective
8. Do Me a Favour
9. Cornerstone
10. One for the Road
11. Arabella
12. Tranquility Base Hotel + Casino
13. She Looks Like Fun
14. Knee Socks
15. Pretty Visitors
16. Don’t Sit Down ‘Cause I’ve Moved Your Chair
17. I Bet You Look Good on the Dancefloor

Encore:
18. Batphone
19. The View from the Afternoon
20. R U Mine?

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