REVIEW: “Pilot” by Hot Mulligan

di Michela Rognoni

Questa cosa dell’emo che fa le moine al pop punk è la miglior tendenza degli ultimi 10 anni. Ed è in questa direzione che si muovono gli Hot Mulligan, che con il nuovo album Pilot sono giunti a maturazione.

Si parte con “Deluxe Capacitor”, con i suoi riff accattivanti e il suo ritmo uptempo. Si parla di “fumare da soli come se si avesse qualcuno da cui andare”, che è un po’ il riflesso di questa generazione che si sente un po’ triste e senza scopo. Temi che si sentono spesso tra i lavori di band a loro affini come The Front Bottoms e Boston Manor.

In altri brani invece, vince l’influenza dell’emo più classico, quello in stile American Football. È il caso di “There Was a Semi Fight on I-69″ e di “I Hate the Gooey Disk”.

Pilot è un disco coinvolgente e completo. Nessuna traccia è più debole delle altre e tutte funzionano ance singolarmente in modalità shuffle.

Un ottimo lavoro per una band che si merita un posto tra i grandi nomi della piccola scena.

8/10

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