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REVIEW: “Bright Lights” by Dance! No Thanks

Di Samir Batista

Il 9 marzo è la data di uscita di “Bright Lights” dei piemontesi Dance! No Thanks. Fuori tramite la nostrana This Is Core, il nuovo EP della band pop-punk (con caratteristiche easycore che spuntano di tanto in tanto) è preceduto da un album di 5 anni fa, “Something To Believe In”.

E’ proprio a metà del periodo passato tra l’uscita del loro debut album e questo EP che me li trovai per caso davanti, a fine 2015, quando mi fecero una buona impressione con una bella figura su un palco di Vicenza. Se non erro, quella sera affermarono di non suonare dal vivo da un pezzo, il che mi portò ad apprezzare la performance anche un po’ di più.

Venni a conoscenza dell’imminente uscita quando trovai il video per il loro nuovo singolo “Live it Up”, accompagnati dal featuring di Bert dei francesi Chunk! No, Captain Chunk!, sulla pagina di AltPress (bene! bello vedere gruppi italiani arrivare su certi outlet). Il singolo non è nulla di straordinario: la melodia, su cui presumo abbiano puntato per far capire di che pasta sono fatti, non lascia molto se non la solita delusione per i “na, na, na” buttati lì, e il testo sulla riga del “viviamo bene oggi che non si pensa al domani” l’abbiamo già sentito altre venti volte (solo nel 2018). Detto ciò, il featuring con Bert (per quanto non apprezzi personalmente il suo timbro di voce) è azzeccato per la canzone e il bridge che porta all’ultimo ritornello migliora la situazione per il singolo dei Dance! No Thanks.

L’ascolto dell’EP completo dà qualche soddisfazione in più, principalmente nell’opener “Wasting Life” dove la melodia è sicuramente più avvincente e il ritornello è tanto orecchiabile come nel main single ma meno banale. Il brano è però uscito nel 2014. Anche “Oh No – What’s Going On” è già uscito da un anno con un proprio video musicale e purtroppo mi butta un po’ giù in quanto il tupa tupa non decolla e il motivetto del ritornello traspira ingenuità con gang vocals prevedibili.

“Live It Up” con Bert finisce in mezzo a “I’m Sorry” e “Looking Back”, che soffrono di pecche già viste nei due singoli, ma che danno al disco una fine dignitosa. Non male, produzione molto pulita, ma da una band con un album e un EP già all’attivo in precedenza ci si aspetta qualcosa di più personale.

VOTO: 5/10
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