gecofish

Interview with Gecofish

di Alessandro Mainini

La città di Cantù è famosa nel mondo per la pallacanestro, ma a me piace ricordare che il comune del comasco è la destinazione presso cui viene spedita la moglie del gran capo bantù Balalonga nella un tempo celebre e ormai, temo, dimenticata canzoncina di Walter Valdi (ascolto consigliatissimo, soprattutto per chi mastica un filo di dialetto).

Tra le recenti glorie del canturino (pare si chiamino così gli abitanti della città) possiamo annoverare i Gecofish, una band punk rock alla sua terza uscita in studio con il nuovo EP Motivi per uscire. Dopo aver incontrato virtualmente la band per una recensione proprio dell’EP, ho voluto fare qualche domanda ai componenti della band per approfondire i temi del disco e l’ethos del gruppo.

Abbiamo scritto una “recensione al buio” per il vostro nuovo EP, quindi vi chiediamo quali sono secondo voi i tre album perfetti da ascoltare al buio.

Vittorio: Il mondo è come te lo metti in testa di Giovanni Truppi.
Valerio: The Dark Side of The Moon dei Pink Floyd.
Simone: Innerspeaker dei Tame Impala.

Questo EP fa da preludio a un disco full-length in uscita prevista per l’anno prossimo. Avete già pronta qualche nuova canzone? Il sound rispecchierà quello di Motivi per uscire o dobbiamo aspettarci qualche nuova direzione?

Vittorio: Ancora presto per parlare del nuovo disco. Con questo abbiamo fatto un passo avanti rispetto al precedente ripulendo un po’ le voci e cercando strutture ancor più dirette. Sicuramente cercheremo nuove soluzioni anche per il prossimo album.
Non avrebbe senso ripetersi, no?
Valerio: Abbiamo registrato tanto materiale durante le prove in questi anni e ci sono molte cose interessanti che abbiamo accantonato. Mi piacerebbe riprenderne qualcuna e svilupparla.  Per adesso comunque la testa è rivolta ai live che ci attendono.
Simone: A me piacerebbe lavorare subito a qualcosa di nuovo. Appena incido un disco sento la necessità di fare subito qualcos’altro.

Qual è il messaggio principale che volete comunicare con il nuovo EP a chi lo ascolta?

Vittorio: Riprendo quello che avete detto voi nella vostra recensione al buio perché avete colto in pieno quello che volevo trasparisse dall’EP: “Un disco da ascoltare quel giorno che decidi di essere produttivo e fare qualcosa di bello perché ti sei reso conto che il tempo che hai perso non ritorna più.”
Valerio: A me piace picchiare molto forte e trasmettere energia. Nella musica italiana in tanti si piangono addosso per qualcosa: “mi ha lasciato, son triste, son depresso, le cose vanno male…” Pochissimi ti dicono “dai, cazzo! Non abbatterti! Credi in te stesso e vai avanti!” Con Vittorio trovo questi stimoli e svariati spunti positivi nei suoi testi. Mi piace che scriva per la maggior parte in questo senso. Vorrei trasmettere questo con la musica dei Gecofish. Vorrei essere quella band che ti stimola a reagire. Anche in questo EP ci ritrovo questi elementi.
Simone: Anch’ io sono piuttosto d’accordo con Valerio: energia e positività, basta con le canzoni depresse anni ’90.

La traccia finale dell’EP è una cover di Una giornata uggiosa. Quali spunti può prendere una band punk rock dalla musica di Battisti? Che tipo di influenza può avere la sua produzione artistica?

Vittorio: Battisti ha sempre lavorato con produttori e musicisti ad altissimi livelli. Direi che da prendere ad esempio è stata la sua voglia di sperimentare disco dopo disco. Poi di attitudine ne ha sempre avuta a palate… cosa c’è di più punk?
Valerio: La varietà musicale delle canzoni, il tipo di scrittura.

Qual è l’elemento di cui si sente maggiormente la mancanza nella musica rock attuale secondo voi?

Vittorio: L’attitudine, la voglia di esporsi e di mettersi in gioco. Ma il problema principale è che non esiste più una scena.
Valerio: La musica rock.
Simone: Molto spesso si sente solo tecnica e poco “pathos”.

Qual è il consiglio migliore che abbiate mai ricevuto nel corso della vostra carriera musicale?

Vittorio: “Smetti di farti le seghe mentali” by Davide Lasala e Andrea Fognini all’EDAC Studio durante le registrazioni di Nonostante tutto (ma anche di questo EP, visto che non ho mai smesso di farmele).
Valerio: “Suona meno roba.” – “Fatti un piano B.”
Simone: Quando suoni “svuota” e riempi al momento giusto.

Avete un po’ di date in arrivo fra marzo e aprile. Cosa rende speciale un concerto dei Gecofish?

Vittorio: Ogni volta diamo tutto. Se avete paura di volumi alti e schizzi di sudore non venite. Per me la dimensione live è fondamentale. Siamo un power trio: la nostra musica senza palco non è completa. Venite ai concerti e vedrete!
Valerio: Penso il riuscire ad offrire sempre uno show energico e preciso.  Personalmente mi è sempre piaciuto andare ad un concerto per sentire e cantare le canzoni esattamente come mi aspetto che siano. Odio quelle band o quei cantanti che reinterpretano sul momento cambiando le metriche o le parti musicali. In modo leggero non mi infastidisce ma preferisco la fedeltà all’originale. Noi siamo fedeli a quello che è stato registrato ma con la botta del live!

Cosa ne pensate delle uova?

Vittorio: Mi attraggono ad un livello erotico. Non a caso abbiamo presentato l’EP al “Mondo delle Uova”
Valerio: Solo da galline felici allevate a terra.
Simone: Non datele ai vegani.

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