REVIEW: “I Don’t Think I Can Do This Anymore” by Moose Blood

di Martina Pedretti

I Don’t Think I Can Do This Anymore è il terzo album dei Moose Blood. Uscito il 9 marzo via Hopeless Records, questo full length segna una nuova era per la band inglese, in particolare dopo il polverone che si è alzato negli ultimi mesi. In questo caso è importante scindere l’artista dalle accuse, soprattutto visto che i Moose Blood hanno già rilasciato la loro dichiarazione sui fatti.

Il nuovo album dei Moose Blood assume dei toni più freddi rispetto a quelli di Blush, sia in termini di artwork e aesthethic che per il mood dell’insieme dei brani. Dite addio al rosa e lasciate spazio all’azzurro! Già dai primi due pezzi “Have I Told You Enough” e “Talk In Your Sleep”, i due singoli, sembra quasi di tornare alle atmosfere più malinconiche ma incalzanti di I’ll Keep You in Mind, From Time to TimeForse è più giusto dire che si percepisce una sorta di punto di incontro tra i precedenti due album della band: un mix ben riuscito.

Il disco continua con “Just Outside”, un brano abbastanza anonimo che riprende la falsa riga dei primi due e non aggiunge nulla di nuovo all’album, se non in termini di lyrics. Infatti insieme a “You Left in the Worst Way” sono i due brani più introspettivi dell’album, e riescono a far immedesimare nello stato d’animo che il cantante Eddy voleva far percepire.

Si arriva al corpo centrale di I Don’t Think I Can Do This Anymore, ovvero la parte più interessante dell’intero disco. I brani più riusciti sono infatti “All the Time”, “Can We Stay Like This” e “Pull Me From The Floor”, grazie alla loro potenza carica di quella velata malinconia per niente scontata. Con dei riff più prepotenti e un ritmo più spinto, i Moose Blood escono dalla loro comfort zone e se la cavano alla grande.

Moose Blood

Arriva anche il brano acustico “Walk All Day With You” (insomma sono i Moose Blood, non poteva non arrivare) con un bel carico emotivo e un mood cupo. La voce di Eddy è accompagnata da una linea strumentale non invadente, che lascia spazio quasi interamente ai lyrics e alla linea vocale.

Non ci si abitua a nulla in questo album, non ci si annoia e non ci si può isolare dai brani lasciandoli in sottofondo. Ecco infatti che arriva “Such a Shame”, un brano nuovamente incalzante e pieno di energia, con dei momenti di disperazione sottolineanti in particolare dalle seconde voci.

L’album si conclude con due brani diametralmente opposti: “Promise Me” e “It’s Too Much”. Il primo è all’insegna dei vibe più positivi che la band sia mai riuscita ad offire, con riff leggeri e ritmi danzerecci. La seconda è un colpo allo stomaco capace di ribaltare l’intera idea che ci si è fatti del disco finora. Un brano sofferto e sofferente che sembra solo voler chiudere un capitolo triste di una storia. Il testo è breve, conciso e ripetitivo: “It’s just too much” “I think I’ve had enough”, “Please, take me home” sono le frasi che ricorrono più spesso.

La band ha dichiarato che questo album sarebbe stato un punto di svolta rispetto ai dischi passati. Con dei chiari segnali più cupi e introspettivi infatti i Moose Blood sono riusciti a stupire (e far preoccupare) oltre a creare un album quasi perfetto. Il desiderio di tornare a un periodo in cui le cose erano più semplici, in cui non si doveva pensare a tutto quello che c’è di complicato nella vita, risulta più che eclatante nei testi dell’album.

Questo è per tutti gli inglesotti ignoranti che hanno deciso di lasciarsi i Moose Blood alle spalle. Non sapete cosa vi state perdendo. Un album emo con dei brani upbeat che permettono di alternare momenti di pura tristezza a momenti di balli sfrenati.

VOTO: 9/10

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