as it is

“Il gelicidio” As It Is + WSTR + Courage My Love + Grayscale @ Milano, 2/03/18

di Martina Pedretti e Ilaria Collautti

Le forti nevicate e le autostrade chiuse sembravano voler impedire a tutti i pop punk kids di gustarsi il loro weekend all’insegna di Patty Walters. Un po’ è stato così, visto che il secondo concerto a Pinarella è stato sospeso, però la data a Milano è stata un successo. 

La pioggia gelata ci ha tenuto sulle spine fino all’ultimo, causando grandi litigate in famiglia del tipo: “Ma devi proprio andare????” La risposta è sempre “sì mamma, devo.” Insomma, gli As It Is tornavano in Italia da headliner dopo il lontano 2015 in Tenda e non potevamo perderceli, insieme alle promesse del generic pop punk inglese WSTR, ai bellissimi Grayscale e ai Courage My Love.

Grayscale
foto di Michela Rognoni

Arriviamo al pelo per vedere i Grayscale con la scaletta più scema del mondo. Belli, bravissimi, indubbiamente i più bravi della serata, ma non fanno due dei loro singoli più belli: “Come Undone”, che avrebbe visto il featuring con Patty Walters, e “Forever Yours”. Su “Atlantic” e “Let It Rain” la situazione esplode e sorprendentemente quasi tutti cantano le lyrics. “Beautiful Things” fa partire i feels più profondi e la voce di Collin può mostrarsi in tutto il suo splendore. Con un disco bello come Adornment, i Grayscale dovrebbero avere il mondo in mano, invece fanno scalette bruttine. Top del top per quanto riguarda il live!

Courage My Love
foto di Michela Rognoni

La seconda band a salire sul palco è il trio canadese Courage My Love che ci delizia con il proprio alternative rock. Nonostante sembrino c’entrare poco con lo stile della serata,  riescono a convincere il pubblico seppure a tratti, penalizzati dalla setlist che comprende solamente brani dell’ultimo album Synesthesia come “Animal Heart”, “Need Someone”, “Love Hurts” e “Stereo” – sicuramente non all’altezza di pezzi di repertorio più vecchi.
Innegabili rimangono comunque le capacità della band, in particolare della cantante Mercedes che risulta una delle cantanti più brave e sottovalutate del giro, la cui voce crea melodie da brividi quando si unisce a quella della gemella Phoenix. Insomma, bravi ma con qualche pecca facilmente risolvibile inserendo canzoni più accattivanti ed energiche, che sicuramente ai pop punk kids sarebbero piaciute di più.

WSTR
foto di Michela Rognoni

Salgono sul palco i rozzi WSTR, con alcuni cambi alla lineup, per proporre i brani dal loro ultimo disco Red, Green or Inbetween. Il set parte con “Featherweight” e “Footprints”, infatti il pit non ci mette molto a diventare un cumulo di stage diver e crowd surfer. Per quanto Sam sia giù di voce e la mancata affinità dei nuovi membri si noti, la band riesce a coinvolgere il pubblico al massimo. Con i brani vecchi come “Fair Weather”, “South Drive” e “Graveyard Shift” invece l’attenzione cala, e si nota palesemente lo stacco di qualità rispetto ai brani nuovi. L’apice si raggiunge con “Eastbound & Down”, brano che ha fatto ricredere in molti riguardo le capacità della band. La scaletta si conclude con “Lonely Smiles” e le temperature sotto zero si evolvono in temperature caraibiche.

As It Is
foto di Michela Rognoni

Arrivano anche gli As It Is con l’entrata ad effetto sulle note di “Hey Rachel” e il pubblico è subito in visibilio. La prima parte di set fila alla grande, con dei pezzoni carichi che coinvolgono tutti. In particolare “Patchwork Love” e “Damned If I Do Ya (Damned If I Don’t)” sono quelle che fanno scaturire più crowdsurf e mini circle pit. L’esibizione viene sempre un po’ minata dalle doti vocali non troppo eccelse di Ben, che risulta fin troppo bravo in studio. Nonostante questo la band riesce a tenere il palco alla grande, sopratutto grazie alla scoppiettante personalità di Patty Walters e la sua voce squillante.

As It Is
foto di Michela Rognoni

La chicca di ogni concerto degli As It Is è sempre “No Way Out”, pezzo più riuscito e innovativo della discografia, che purtroppo viene sempre spenta dal peggior pezzo della discografia ovvero “Soap”. Il concerto sembra un po’ spegnersi con l’arrivo di “Winter’s Weather” e prosegue allo stesso modo fino a quando i brani più vecchi riaccendono gli animi. Con “Bitter, Broken Me” e “Can’t Save Myself” infatti anche i più timidi si fanno avanti per cantare quei pezzi un po’ più acerbi e relatable. “Still Remembering” è il brano in acustico della serata, e serve per frenare gli animi in vista della conclusione del set. Le ultime due canzoni suonate dalla band sono “Okay” e “Dial Tones”, ma qui non c’è molto da dire visto che sono le due punte di diamante degli As It Is.

Questa serata con tante band è stata proprio una bomba, insomma. La neve voleva fermare la festa e invece non ci è riuscita (ci è riuscita parzialmente, RIP PINARELLA). L’atmosfera creata da tante persone che hanno voglia di andare ai concerti nonostante le intemperie più aspre è davvero magica.

NOI CI ANDIAMO ANCHE CON I MOON BOOT AI CONCERTI, CARO GELICIDIO!

Trovate le altre foto nella nostra gallery su Facebook.

GRAYSCALE SETLIST:

Mum
Atlantic
Let It Rain
Palette
Beautiful Things
Fever Dream

COURAGE MY LOVE SETLIST:

Animal Heart
Love Hurts
Never Gonna Change
Need Someone
Dirt
Stereo
Tough Love

WSTR SETLIST:

Featherweight
Footprints
Fair Weather
Gobshite
Nail the Casket
South Drive
Graveyard Shift
Eastbound & Down
Lonely Smiles

AS IT IS SETLIST:

Hey Rachel
Patchwork Love
Pretty Little Distance
Concrete
Cheap Shots & Setbacks
No Way Out
Soap
Speak Soft
Sorry
Winter’s Weather
Curtains Close
Until I Return
Austen
Often
Bitter, Broken Me
Can’t Save Myself
Still Remembering

Okay
Dial Tones

 

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