Raise Your Fall

REVIEW: “A Galaxy Of Shades” by Raise Your Fall

Di Giorgio Molfese

I Raise Your Fall, paladini del pop punk female fronted italiano degli ultimi anni, tornano di prepotenza sulle scene sorprendendoci con il loro album di debutto A Galaxy Of Shades. Le tracce sono state interamente prodotte da Luca Incerti (Why Everyone Left), dopo l’ottimo feedback ricevuto da Echoes.

Il disco, in uscita il 5 marzo, è stato anticipato dal singolo “Wonder”, pezzo dalle melodie incalzanti che fa ben sperare per il continuo del full length. Il secondo singolo è “Circles”, canzone dal sentore un po’ malinconico in cui è presente un featuring con Simone Galeotti, frontman dei What We Lost. La sua collaborazione regala quella spinta in più al pezzo, completandolo definitivamente: infatti senza Simo, onestamente non sarebbe stato lo stesso. Non amo particolarmente la parte spoken word, ma va di moda e ce la teniamo.

Il resto del disco è ben fatto e tiene fede al pop punk nella sua forma più pura come in “Leaving For Good”, uno dei miei pezzi preferiti del disco, e “Loose Ends”. Questo brano mantiene alta l’attenzione e fa passare piacevolmente il tempo d’ascolto. Nonostante un paio di tracce un po’ anonime come “Strangers” e “Commitment”, il livello del disco si mantiene costante.

Finalmente troviamo una più marcata alternanza di voci in “MVMNTS”, come anche nella bellissima Turn My Life Around” che potrebbe essere benissimo il singolone di una band più affermata. Nella sorprendente “Billy Connolly”, pezzo di un minuto e mezzo che strizza l’occhio all’hardcore degli Stick To Your Guns, c’è un finale a sorpresa prepotentemente urlato da Luca Incerti.

“Distance” chiude il disco dei Raise Your Fall senza infamia e senza lode, le strofe sono un po’ deboli, ma il ritornello equilibra il tutto. Bello invece il finale con un insieme di diverse voci, ci sta sempre.

Sono contento per i Raise Your Fall. Nei precedenti lavori ho sempre trovato una certa difficoltà nel creare melodie vocali che restassero in testa per giorni e giorni. Con A Galaxy Of Shades il passo avanti è evidente e anche Scilla è riuscita a spingersi un pochino oltre la sua zona di comfort, riuscendo a tratti ad essere più aggressiva e incisiva.

Nel dubbio, ho voglia di riascoltare il disco, buon segno no?

Voto: 8.5/10

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