youngest band 2017

PREMIERE: in visita alla “Dreamhouse” degli Youngest

All’inizio dello scorso anno, il trio milanese Youngestaveva fatto molto parlare di sé, soprattutto con la sognante “Blossom” e con una produzione musicale accompagnata da una produzione estetica altrettanto importante. Poi sono scomparsi nel nulla, e ora tornano per raccontarci cosa hanno fatto nell’ombra in questi ultimi mesi e per farci sentire in esclusiva il nuovo singolo, Dreamhouse. 

Siete stati un po’ fermi durante l’ultima parte dello scorso anno, e ora che siete tornati siete addirittura in 4! Cosa è successo? Raccontateci…

Ivan: Sì, ogni volta che buttiamo fuori dei nuovi pezzi cambiamo formazione praticamente! Alla fine dell’anno scorso ci siamo fermati per scrivere i nuovi pezzi e per dedicarci ad alcuni progetti personali, soprattutto lavorativi, legati al graphic design. Non volevamo pressioni e abbiamo deciso di prenderci il nostro tempo fermandoci un attimo. È da molto tempo che alcuni i pezzi ce le immaginavamo a due chitarre, quindi una volta finita questa breve pausa ci è sembrato il momento giusto per trovare un quarto drogato da aggiungere alla band, e Noah ci ha proposto Stefano, che ha superato il drug test.

Oggi siete qui per presentare al mondo dell’internet il vostro nuovo singolo “Dreamhouse”. Parlateci un po’ di questa canzone e del suo video?

Ivan: Dreamhouse l’abbiamo scritta l’estate scorsa, in un periodo in cui ero un po’ confuso su cosa avrei fatto dopo la laurea, che sarebbe arrivata da lì a poche settimane. Avrei continuato a studiare? Sarei rimasto a Milano? Sarei andato all’estero? Era tutto molto incerto, ma un punto fermo per me è casa mia, sul Lago Maggiore. È uno di quei paesini che vent’anni fa era come oggi e lo sarà sicuramente anche tra altri venti. È bello sapere che qualsiasi cosa succederà nella vita casa mia sarà sempre lì e tornandoci le cose rimangono come sempre, è una specie di punto fermo. Il pezzo parla proprio di questo. Il video l’abbiamo girato noi di Ocular, con un grande aiuto da parte di alcuni nostri amici. Luigi e Michelle che hanno recitato e Nicola Brignoli e Perla Borsetto ci hanno aiutato per le riprese e la regia. Il vero fail in tutto questo è che il video l’abbiamo girato prima di avere Ste nella band, quindi siamo solo in tre. Niente, ci fa molto ridere.

Avete anche un primo album in programma, o un nuovo EP? Cosa dobbiamo aspettarci da voi nel futuro più prossimo?

Ivan: Abbiamo quasi finito di registrare “Could Never Be You”. Non sappiamo dirti se sarà un album o un EP in realtà, diciamo che noi lo consideriamo il nostro primo “disco”, nel senso più concettuale. Ha una sua logica, una sua struttura. I nostri vecchi EP sono stati scritti molto di getto, avevamo voglia di far sentire qual era il nostro modo di far musica.
Nel corso di quest’anno poi sicuramente vogliamo fare sempre più date, sia in Italia e – sarebbe bello – all’estero.

La cosa che più colpisce del vostro progetto è l’estrema cura della parte visiva del progetto: foto, copertine, poster video… quanto è importante per voi questa dimensione e cosa volete riuscire a trasmettere?

Ivan: È questione di deformazione professionale. Io e Luca nella “vita vera” siamo graphic designer e lavoriamo insieme a Ocular, il nostro piccolo studio di design qui a Milano. Noah è un tatuatore, metà dei tatuaggi che ho addosso sono suoi, abbiamo tra tutti e quattro gusti molto simili dal punto di vista estetico e ci troviamo molto. Quindi cerchiamo semplicemente di trasmettere quello che ci piace. Io e Luca siamo sempre stati legati al punk, che ha una cultura dell’immagine molto forte (fanzine, poster, autoproduzione) e credo sia per quello che questo aspetto ci sta molto a cuore.

La musica che suonate invece è una sorta di ibrido tra emo, pop punk e indie, quali pensate siano le vostre armi segrete per emergere in una scena così satura?

Ivan: Vendere erba ai concerti.

Ultimo, ma non meno importante: cosa ne pensate delle uova?

Ivan: Noah dice che puzzano ma che fanno bene, per me insieme alle patate sono il cibo del futuro perché puoi farle in mille modi diversi e spaccano sempre. La nuova ossessione di Luca e Ste è la frittata con le patatine fritte dell’Honky Tonky. Bascini.

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