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REVIEW: “Bad To My World” by Backtrack

Di Elisa Susini

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Sono passati tre anni da quando i Backtrack hanno fatto uscire il loro ultimo disco con la Bridge 9, “Lost in Life.” Nel corso di questo tempo si sono dimostrati una della band itineranti più consistenti della nuova ondata del NYHC e hanno alle spalle centinaia di spettacoli in tutti gli Stati Uniti e in Europa.
“Bad to My World” è il risultato di diversi mesi in studio con il produttore di vecchia data Nick Jett (Terror).
La caratteristica più interessante di questo disco è lo sviluppo vocale del frontman James Vitalo. Il suo stile ispirato all’hardcore degli Outburst è rimasto intatto, ma è aumentato di portata. Riesce infatti a mantenere e sfruttare meglio le urla, aggiungendo quindi qualche dinamica nuova alla formula dei Backtrack. Questo lo notiamo bene in pezzi come “Crooks Die Slow” o ,”Cold-Blooded“, in cui le chitarre e il basso sono martellanti, guidate dal tom, e la linea vocale accelera i versi rendendoli decisamente aggressivi.

Ovviamente non mancano anche i pezzi classici da mosh pesante in stile Backtrack, e direi che “Neverending Web” è la traccia più riuscita.

In definitiva Bad to My World è un ottimo disco, che non solo riprende da dove Darker Half e Lost in Life sono stati lasciati ma che ci mostra anche una band più matura e fiduciosa.

Come vi dico sempre, le band di Long Island sono una sicurezza.

Voto: 7,5/10

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