julien baker turn out the lights artwork

REVIEW: “Turn Out The Lights” by Julien Baker

di Riccardo Volpe

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Finalmente il 27 Ottobre è uscito su Matador Turn Out The Lights, la nuova fatica di Julien Baker, la solista più giovane e amata di tutto il circolo emo/indie/neo-folk americano odierno.
Turn Out the Lights è un disco che mantiene l’intimità del precedente Sprained Ankle ma che vuole produrre un’eco più ampia: ce ne eravamo già resi conto con i primi singoli Appointments e Turn Out the Lights, brani che pur mantenendo un assetto minimale contenevano qualche sfumatura vagamente post-rock (in particolare Appointments che ci aveva regalato un finale dai toni quasi epici).
Il range di strumentazione utilizzato è decisamente più ampio rispetto a quello precedente, ne è testimone la opening track strumentale Over in cui possiamo trovare archi e pianoforte.
L’uso frequente di doppie voci e di effetti più presenti sulle stesse, gli effetti di chitarra più corposi, l’aggiunta di altri strumenti rendono Turn Out the Lights una densa e inevitabile evoluzione del già amatissimo Sprained Ankle, portando il cantautorato della Baker a livelli altissimi. I temi preferiti di Julien vengono scandagliati qui in maniera ancora più approfondita (religione, abuso di droghe, depressione, alienazione e rapporti interpersonali), mantenendo lo stesso nichilismo di sempre ( “The harder I swim, the faster I sink”, il finale di Sour Breath per esempio) con solo qualche parvenza di una positività obbligata ma non ricercata (gli ultimi versi di Appointments ne sono la chiara dimostrazione).
Il disco si conclude con Claws in Your Back, un brano suonato al pianoforte accompagnato da degli archi molto intimi che non daranno mai sfogo a un crescendo, poiché sarà la voce della stessa Julien, qui nuda e cruda, a compiere un crescendo (soprattutto emotivo) che porrà perfettamente la parola “fine” a Turn Out the Lights.

Se il sound qui vuole essere più curato e meno di nicchia, i testi di Julien Baker rimangono sempre alcuni tra i più onesti e allo stesso tempo complessi del genere.
Turn Out the Lights è davvero un buon disco, ma non ascoltatelo se siete di buon umore.

VOTO: 7,5/10

 

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