Roadie For A Day: pagare per lavorare è la nuova frontiera del fandom?

Certo certo, crisi discografica, non si vendono più i dischi, i fan pagano per l’esperienza, si vuole stare più a contatto con i propri artisti preferiti e allora ci sono i vip ticket, le signing sessions, gli afterparty sovrapprezzati. Si chiama marketing e anche se non sempre ci piace, i musicisti dovranno pur campare giusto?

Ma con il Roadie For A Day Bundle forse i Suicide Silence l’hanno sparata un po’ troppo grossa.

Al modico prezzo di 150$ potrai avere l’onore di lavorare insieme alla crew della band, guardare il concerto dal lato del palco, cenare con gli addetti ai lavori, interagire con la band durante il soundcheck e non solo: c’è anche una maglietta e un pass laminato!

Tutto bellissimo, se non fosse che, mentre il resto della crew viene pagato per lavorare per la band, chi acquista questo bundle dovrà pagare per farlo.

Non so come l’abbiano presa i fan della band, non ho ancora fatto ricerche (in caso l’articolo verrà aggiornato più tardi con i commenti). Ma c’è già chi si è accorto dell’assurdità: i Lifetight, che ripropongono il bundle con il nome più appropriato Slave For A Day (ovviamente è uno scherzo, non si può acquistare veramente)

È giusto pagare per lavorare “al fianco” della propria band preferita? Voi lo fareste? Fatecelo sapere nei commenti!

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